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Venerdì 20 Gennaio 2017
 
Centro Italia: torna la paura e la solidarietà si ravviva

Testimonianze “dal fronte” di chi è impegnato con noi nel progetto RImPRESA per la popolazione del Centro Italia colpita dal terremoto.

«Le nuove scosse di terremoto, più che danni veri e propri, hanno ravvivato nelle persone quell’ansia e quella paura che, a quasi tre mesi dall’ultima grande scossa, si stavano attenuando. E in più in un contesto apocalittico di neve, come non se ne vedeva da anni, che ha reso tutto più complesso, anche l’istintivo scendere nelle piazze. Insomma è tornata “la grande paura” e i più vulnerabili sono i giovani e gli anziani.

Come comunità siamo in prima linea, insieme e in accordo con tante altre realtà associative e di volontariato, nell’aiuto alle persone del territorio di Arquata (circa 1.500) che hanno dovuto in qualche modo traslocare temporaneamente in alloggi nel capoluogo o presso strutture ricettive della riviera.
In particolare, cerchiamo di stare vicino in vari modi (visite periodiche, animazione e intrattenimento, ma soprattutto vicinanza, ascolto e prossimità…) (altro…)


Sabato 14 Gennaio 2017
 
Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Si intitola “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce” il messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale istituita dalla Chiesa cattolica per sensibilizzare sul tema delle Migrazioni, Giornata che ricorre quest’anno domenica 15 gennaio.

Proponiamo qui solo alcuni passi del messaggio, ma vale la pena di leggere il testo integrale: https://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/migration/documents/papa-francesco_20160908_world-migrants-day-2017.html

«Mi sta a cuore – afferma il Papa – richiamare l’attenzione sulla realtà dei migranti minorenni, specialmente quelli soli, sollecitando tutti a prendersi cura dei fanciulli che sono tre volte indifesi perché minori, perché stranieri e perché inermi, quando, per varie ragioni, sono forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari. (…)

Tra i migranti, i fanciulli costituiscono il gruppo più vulnerabile perché, mentre si affacciano alla vita, sono invisibili e senza voce: la precarietà li priva di documenti, nascondendoli agli occhi del mondo; l’assenza di adulti che li accompagnano impedisce che la loro voce si alzi e si faccia sentire. In tal modo, i minori migranti finiscono facilmente nei livelli più bassi del degrado umano, dove illegalità e violenza bruciano in una fiammata il futuro di troppi innocenti, mentre la rete dell’abuso dei minori è dura da spezzare.

Occorre puntare sulla protezione, sull’integrazione e su soluzioni durature.

Anzitutto, si tratta di adottare ogni possibile misura per garantire ai minori migranti protezione e difesa (altro…)


Venerdì 13 Gennaio 2017
 
I ragazzi del progetto Fare Sistema oltre l’Accoglienza

Viaggio alla scoperta dei volti e delle storie dei giovani protagonisti. A cura di Valeria Lo Bello, coordinatrice del progetto.

Ha uno sguardo che scava nel profondo e un sorriso dolcissimo. Non immagineresti che quel sorriso è un miracolo: siracusano, diciotto anni, M.  ha vissuto quasi tutta la vita in condizioni di estremo degrado, tenuto nascosto in casa dalla madre perché non le venisse sottratto dai servizi sociali. Sembra aver scoperto da poco di avere anche lui il diritto di esistere, e che quasi voglia chiederne il permesso. Mi dice di essere grato alla vita e il perché è come un pugno allo stomaco: è grato di essere stato scoperto dalla polizia a coltivare marjuana in casa. Adesso si trova in regime penale con l’istituto della messa alla prova ma, dal momento del suo arresto, è iniziata “una vita nuova” – mi dice – rivolgendo sguardi di profonda stima verso Gianvito, il presidente della cooperativa agricola presso cui adesso è incaricato della cura dell’orto.  Quell’orto rappresenta bene la sua nuova vita: lo cura con la tecnica aeroponica, una tecnica – spiega – di coltivazione senza l’utilizzo di terra, che gli aveva dato grandi risultati con la marjuana: adesso invece può metterla a frutto alla luce del sole.

M. è uno dei trenta ragazzi che in Sicilia stanno imparando un mestiere attraverso stage, tirocini formativi o borse lavoro, all’interno del progetto di formazione e inclusione “Fare sistema oltre l’accoglienza”. (altro…)


Giovedì 12 Gennaio 2017
 
Progetto Fare Sistema oltre l’Accoglienza: i prossimi eventi

In programma il 14 gennaio uno spettacolo a Corato (BA) e il 21 gennaio la presentazione del progetto a Padova.

Ai lati – Storie di migranti per costruire un’accoglienza migliore è l’evento promosso dalla Fondazione Vincenzo Casillo e dal Rotary Club di Corato per “mettere a fuoco la via di un’integrazione possibile lungo le strade della globalizzazione”. L’appuntamento è il 14 gennaio 2017 alle 20, al Teatro Comunale di Corato. La presentazione del progetto Fare Sistema Oltre l’Accoglienza, a cura di Flavia Cerino e Valeria Lo Bello, sarà seguita da In(di)visibili, il nuovo spettacolo dei Medison.
Lo scopo dei promotori è quello di “prendere consapevolezza di quanto ci circonda, lontano dai toni urlati dei media e … ampliare il campo visivo, il nostro orizzonte di visione e di azione. E includere quello che viene tenuto ai margini, quasi al confine con l’indifferenza: Ai-Lati, appunto”.

L’evento successivo sarà a Padova, sabato 21 gennaio 2017 alle ore 17 presso Ca’ Edimar, in via Due Palazzi 43. Sarà presentato il progetto “Fare Sistema”, allo scopo di rafforzare la rete di famiglie e imprese che desiderano partecipare al programma.

Ricordiamo che il progetto Fare Sistema oltre l’Accoglienza si rivolge a Minori Stranieri Non Accompagnati (M.S.N.A.), in particolare nella fascia d’età 16-18 anni, sbarcati sulle coste siciliane senza famiglia, e a ragazzi italiani che vivono una situazione altrettanto difficile (altro…)


Martedì 10 Gennaio 2017
 
Le valli e le nuvole

Viaggio in Argentina sui luoghi del progetto di Turismo Solidale (da un articolo di Lia Guillen per AMU Notizie n. 2/2016).

Ad un anno dall’inizio della collaborazione con il Programma di Turismo Sostenibile e Solidale del Nord Ovest Argentino (TSNOA), siamo stati a visitare quelle meravigliose terre, percorrendo la regione per 2500 km e incontrando le persone che aderiscono a questa proposta di turismo che scommette sullo sviluppo locale, la preservazione dell’identità e delle tradizioni autoctone, il rispetto per l’ambiente e l’accoglienza fraterna.

Il Nord Ovest dell’Argentina è un noto punto di interesse turistico per i suoi variegati paesaggi ed il suo particolare ambiente naturale. Muovendosi per qualche chilometro da un punto ad un altro della regione, si possono incontrare dall’altopiano andino, o Puna, fino alla foresta subtropicale degli Yungas, colline variopinte, valli con vigneti (Valles Calchaquíes), gole (del Toro, de Las Conchas, de Humahuaca), fiumi, alte vette, nevi perenni, vulcani e saline.

Questa natura e questi paesaggi si uniscono armoniosamente ad un’importante eredità culturale legata ai popoli originari di queste terre, Diaguita, Guarani, Wichí, Omaguaca, al patrimonio architettonico coloniale e precoloniale: costruzioni in adobe, una miscela di paglia e fango, siti archeologici, pitture rupestri e altre attrazioni, come l’opera monumentale del treno per le nuvole, così chiamato perché viaggia ad altissima quota, e collega alcune comunità dove si svolge il programma TSNOA come quella di Quebrada del Toro, o di Brealito.

Nonostante la sua grande ricchezza naturale e culturale, diversi fattori inficiano lo sviluppo umano della sua popolazione, così che da diversi anni il programma cerca di mitigare gli effetti di tale situazione e migliorare in modo integrale la vita delle persone e delle comunità, per mezzo della proposta del turismo sostenibile, solidale e comunitario. (altro…)