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Venerdì 20 Settembre 2013
 
THAILANDIA. PER I PROFUGHI BIRMANI LA STRADA E’ ANCORA LUNGA

Il processo di progressiva democratizzazione del Myanmar ormai è stato innescato, ed è una strada lunga quella che il Paese ha davanti, fatta di piccoli passi, di riforme politiche, sociali ed economiche. Il vento del cambiamento ha portato molte organizzazioni internazionali a diminuire il loro impegno, ma com’è la situazione attuale? Ce ne parla in un’intervista Luigi Butori, da molti anni referente dell’AMU per le azioni a favore del campo profughi di Mae La, nel nord-ovest della Thailandia.

– Con il cambiamento della situazione politica in Myanmar, cosa è cambiato nella situazione dei campi profughi, e a Mae La in particolare?

La nuova situazione politica in Myanmar non ha modificato in maniera significativa la situazione dei profughi; ancora oggi molte persone preferiscono uscire dal Paese in cerca di condizioni di vita migliori in Thailandia. In Myanmar, infatti, si continua a soffrire e morire, soprattutto se sei karen o anche di un’altra etnia di minoranza. C’è da dire però che il governo sta negoziando la pace con i gruppi karen ed ha riconosciuto lo status di rifugiato a quelli nei campi profughi, cosa mai accaduta prima, in quanto erano considerati famigliari dei combattenti, e pertanto potevano essere perseguitati in ogni modo, dovunque e sempre.

Nel campo profughi di Mae La, al momento, la situazione è stazionaria. I viveri passati dalle varie ONG sono state diminuiti per scoraggiare nuove persone ad entrare anzi, ufficialmente, non è possibile entrare nel campo come nuovo rifugiato. Si attendono ancora le rilocazioni in paesi accoglienti e, se ci sono dei nuovi arrivi nel campo, questi sono parenti di chi è già presente. In definitiva, tutti hanno la speranza di poter essere accolti in un altro Paese. (altro…)


Giovedì 12 Settembre 2013
 
È USCITO IL NUOVO NUMERO DI AMU NOTIZIE

Testimonianze di solidarietà a tutte le latitudini nel numero di settembre della nostra rivista.

«Abbiamo visto quel campo inondato e abbiamo deciso di intervenire.» Parole semplici e dirette, quelle di un giovane di Bujumbura nel raccontare la sua esperienza, vissuta insieme ad altri giovani appartenenti come lui al Movimento Giovani per un Mondo Unito. È l’inizio del loro impegno nel campo profughi di Maramvya, alla periferia della capitale burundese, impegno che si è poi trasformato in un progetto ben organizzato a servizio della popolazione. La sobrietà, a tratti persino reticente, del racconto, non deve trarci in inganno sulla valenza di un impegno civile che scaturisce da valori profondi, ed è portato avanti con perseveranza, superando difficoltà di ogni genere.

A migliaia di chilometri di distanza, ad Aljucer, città della Spagna, un gruppo di volontari ha organizzato una cena di solidarietà  per il progetto Fraternità con l’Africa. L’obiettivo non è solo quello di finanziare le borse di studio per studenti africani ma fare di “Aljucer un paese dove si coltivi la cultura della fraternità”.

E poi leggiamo la toccante esperienza nel villaggio di Machta Helou, in Siria, dove Shaza e i suoi amici si prodigano per soccorrere persone sfollate come loro: «Grazie all’unità fra noi, abbiamo avuto la forza di uscire da noi stessi e di guardarci attorno».

Questo numero di AMU Notizie è costellato di testimonianze e di progetti che fanno risaltare una solidarietà vissuta con stili nuovi e nuove metodologie, nella ricerca di quel difficile ma necessario equilibrio fra impegno locale e respiro globale. I confini fra nord e sud del mondo sono cambiati, i flussi del dare e del ricevere non vanno più in un’unica direzione, ma si intrecciano e si avvicendano nel gioco della reciprocità.

Altra “chiave di lettura” di questo numero di AMU Notizie è l’Educazione. Non solo per lo “speciale” dedicato al Meeting da poco concluso, ma per i diversi progetti di cooperazione che hanno come obiettivo e settore di intervento il diritto all’educazione: dalla Bolivia all’Egitto, dalla Thailandia al Burundi. Un diritto fondamentale perché “ognuno abbia … tutti gli strumenti disponibili per fare della propria vita il capolavoro che vorrebbe”.

Scaricate da questa pagina AMU Notizie in pdf e buona lettura! (altro…)


Lunedì 9 Settembre 2013
 
INSIEME: PAROLA CHIAVE DEL MEETING DELL’EDUCAZIONE

Si è concluso ieri a Castel Gandolfo (Roma) il Meeting dell’Educazione “Learning Fraternity”, a cui hanno partecipato circa 650 persone provenienti da Europa, America Latina, Africa, Medio Oriente e Asia.

Dal 6 all’8 settembre, persone e associazioni impegnate a vario titolo nel mondo dell’Educazione si sono messe in ascolto le une delle altre, con l’obiettivo di conoscersi e trovare risposte efficaci e condivise a quella che sembra essere una delle più importanti sfide del mondo globalizzato: la sfida educativa. Nel mondo di oggi – si è detto – siamo tutti docenti e discenti allo stesso tempo; per questo la presenza fra i partecipanti di un discreto numero di studenti ha avuto un ruolo significativo nello svolgimento del Meeting.

L’intensità e varietà di contenuti, la diversità dei contesti, la molteplicità delle esperienze, fanno pensare che ancora per molto tempo parleremo di questo evento, per valorizzarne appieno la ricchezza. Il materiale sarà messo a disposizione sul sito www.new-humanity.org, nell’area dedicata al Meeting, dove già da ora si può apprezzare fra l’altro una nutrita galleria fotografica. Ci limitiamo qui a qualche pensiero appena abbozzato, incompleto, per dare almeno un “assaggio” a chi non era presente, con la speranza che possa unirsi a noi in questo nuovo “laboratorio” appena iniziato. (altro…)


Giovedì 5 Settembre 2013
 
MEETING DELL’EDUCAZIONE: SI COMINCIA!

Sono attese oltre 600 persone provenienti da tutto il mondo. A poche ore dall’apertura del Meeting, pubblichiamo un’intervista ad alcuni dei promotori: Cecilia Landucci e Roberto Borri del Movimento Umanità Nuova e Corinne Raboud della Scuola Santa Maria di Recife, in Brasile.

– Cecilia, come è nata l’idea del Meeting e quale ne è lo scopo?

Il Meeting si propone come punto di arrivo e di confronto di quanto progettato e messo in atto negli ultimi decenni, nel campo dell’educazione, da diverse agenzie educative che fanno capo al Movimento dei Focolari, con lo scopo di riflettere e individuare insieme le linee generali che le accomunano per avviare un percorso progettuale condiviso, che possa informare di più le politiche educative nazionali verso l’obiettivo comune della fraternità universale.
In particolare, nei giorni dell’evento, ci si propone di vivere un’esperienza educativa, ascoltando, confrontandosi e condividendo buone prassi e progetti, con laboratori e proposte presentate dai vari Paesi partecipanti. Ci saranno inoltre momenti di riflessione su quanto finora realizzato per elaborare linee educative comuni, da sperimentare insieme nei diversi ambienti educativi, così da poter offrire ai decisori politici proposte concrete che promuovano la fraternità come valore fondante di un’educazione alla pace. (altro…)


Lunedì 2 Settembre 2013
 
SIRIA: IL CORAGGIO DI GUARDARSI COME FRATELLI

Accorato appello del Santo Padre per la pace in Siria all’Angelus del 1 settembre. Un richiamo forte e toccante per intraprendere con coraggio l’unica strada possibile: la via del dialogo.

«Vorrei farmi interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica grande famiglia che è l’umanità, con angoscia crescente: è il grido della pace!  (…) La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato.
Vivo con particolare sofferenza e preoccupazione le tante situazioni di conflitto che ci sono in questa nostra terra, ma, in questi giorni, il mio cuore è profondamente ferito da quello che sta accadendo in Siria e angosciato per i drammatici sviluppi che si prospettano.
Rivolgo un forte Appello per la pace, un Appello che nasce dall’intimo di me stesso! Quanta sofferenza, quanta devastazione, quanto dolore ha portato e porta l’uso delle armi in quel martoriato Paese, specialmente tra la popolazione civile e inerme! Pensiamo: quanti bambini non potranno vedere la luce del futuro! Con particolare fermezza condanno l’uso delle armi chimiche! Vi dico che ho ancora fisse nella mente e nel cuore le terribili immagini dei giorni scorsi! C’è un giudizio di Dio e anche un giudizio della storia sulle nostre azioni a cui non si può sfuggire! Non è mai l’uso della violenza che porta alla pace. Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza!
Con tutta la mia forza, chiedo alle parti in conflitto di ascoltare la voce della propria coscienza, di non chiudersi nei propri interessi, ma di guardare all’altro come ad un fratello e di intraprendere con coraggio e con decisione la via dell’incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione. Con altrettanta forza esorto anche la Comunità Internazionale a fare ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la pace in quella Nazione, basate sul dialogo e sul negoziato, per il bene dell’intera popolazione siriana.
Non sia risparmiato alcuno sforzo per garantire assistenza umanitaria a chi è colpito da questo terribile conflitto, in particolare agli sfollati nel Paese e ai numerosi profughi nei Paesi vicini. Agli operatori umanitari, impegnati ad alleviare le sofferenze della popolazione, sia assicurata la possibilità di prestare il necessario aiuto. (altro…)