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Martedì 8 Ottobre 2013
 
BURUNDI, MARAMVYA. L’IMPEGNO DEI GIOVANI

Da AMU Notizie n. 2-3/2013 riportiamo la testimonianza di alcuni giovani burundesi a Maramvya, nei pressi di Bujumbura. Grazie al loro impegno, che tuttora continua, si è sviluppato un importante progetto a favore di 350 famiglie che vivono in un campo profughi.

«Tutto è cominciato da notizie diffuse dalla televisione – racconta Télésphore Niyonkuru. Abbiamo visto quel campo che ospitava centinaia di rifugiati e abbiamo deciso di andare a vedere di persona. La situazione sembrava drammatica; per questo, prima di andare, abbiamo raccolto abiti e messo insieme i nostri soldi per comprare qualcosa da mangiare per i bambini. Arrivati sul posto, alcuni di noi hanno cominciato a parlare con le persone e a cercare di capire quali erano i loro problemi. A quella prima visita ne sono seguite molte altre…

Claude Kwigira fa parte, come Télésphore, del Movimento “Giovani per un Mondo Unito”. Qui al campo dà lezioni di sostegno ai bambini dall’inizio di questa azione. Nel 2011 – racconta – dopo numerose visite e parlando a più riprese con le persone, abbiamo deciso di dedicarci in primo luogo ai bambini. Abbiamo constatato, infatti, che alcuni di loro hanno la sana ambizione di un avvenire migliore, ma sono frenati da numerosi problemi, fra cui la mancanza di cibo, di alloggio, di soldi per pagare le tasse scolastiche e il materiale didattico.

Abbiamo analizzato insieme tutta la situazione. Anche se molti di noi sono ancora studenti – ci siamo detti – possiamo dare corpo e anima a questa impresa, cominciando il sabato con corsi di recupero e di sostegno, non solo per trasmettere conoscenze, ma soprattutto per motivare i bambini. Non è stato per niente facile all’inizio e quando andavamo era difficile metterli insieme. A volte erano occupati a prendere l’acqua all’unica fontana disponibile, che ha una portata limitata; occorre passare molto tempo in fila per riuscire a portare a casa un secchio pieno.

E’ stato necessario costruire rapporti di fiducia con ciascuno, (altro…)


Venerdì 4 Ottobre 2013
 
LA COMUNE UMANITA’

La tragedia di Lampedusa – ha scritto Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari – «esige una profonda presa di coscienza sulle cause delle immigrazioni e sulle ingiustizie sociali, politiche ed economiche che ne stanno alla base. La politica nazionale, europea e internazionale deve assicurare a tutti gli uomini che vivono sul pianeta la possibilità di una vita sicura e dignitosa in nome della comune umanità, che oltrepassa ogni frontiera e va al di là degli stessi ordinamenti giuridici quando essi ledono i diritti fondamentali delle persone».

«Chiediamo perdono a Rashid, Mohamed, Omar, Moustapha, Angel, Amy… a tutti coloro che ieri hanno perso la loro vita nel mare di Lampedusa … semplicemente perché erano in cerca dei loro diritti». Con queste parole Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI, interviene sulla tragedia di Lampedusa a nome delle 38 associazioni CIPSI (fra cui l’AMU).
«Chiediamo perdono, continua Barbera, per la nostra indifferenza politica di cittadini. … Per permettere ancora oggi che il commercio delle armi, come quello delle materie prime, possa alimentare guerre fratricide senza fine.
Chiediamo perdono per una cooperazione che non sa rispondere ai diritti dei popoli e delle persone. Perché non abbiamo saputo eleggere politici in grado di fare vera politica, quella dei diritti e del bene comune …».

Oggi è il giorno del pianto, e nel silenzio rinnoviamo l’impegno a lavorare con la popolazione africana, per costruire insieme un mondo dove siano garantiti a tutti i diritti fondamentali, primo fra tutti il diritto alla vita.


Giovedì 3 Ottobre 2013
 
SICILIA: POESIA DIALETTALE, MUSICA E COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Nel corso dell’anno abbiamo avuto modo di conoscere meglio gli intenti etici, culturali e solidali del Kiwanis Club di Lentini (SR), e ne abbiamo apprezzato l’impegno, l’apertura alla mondialità e alla costruzione di un mondo più equo e unito, valori espressi attraverso un significativo impegno culturale e mediante iniziative concrete per la tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti dell’infanzia.

Serate di teatro dialettale, giornate promosse negli istituti scolastici a favore dell’infanzia con la partecipazione di esperti, un grande concerto il 4 marzo per l’anniversario della nascita di Lucio Dalla, hanno permesso di raccogliere e destinare € 4.000,00 al progetto in Bolivia “Istruzione e lavoro a Cochabamba”.

Venerdì 27 settembre ha avuto luogo la consegna ufficiale all’AMU dei fondi raccolti: una serata in cui è stato bello e importante promuovere la cooperazione allo sviluppo davanti ad un centinaio di persone impegnate nella vita pubblica di Lentini: medici, politici, esponenti del mondo scolastico, dell’arte e della cultura che caratterizza quel territorio.

Condivisione dei valori della fraternità universale e dell’unità dei popoli, congratulazioni per quanto fin’ora svolto, “tanti auguri o in bocca al lupo” sono stati rivolti all’AMU dal pubblico partecipante. (altro…)


Lunedì 30 Settembre 2013
 
COSA FAI PER COSTRUIRE LA PACE?

Un’esperienza di educazione alla pace ha preso vita in Egitto e si è velocemente diffusa nel mondo, a testimonianza (ulteriore) che il popolo egiziano è fondamen-talmente un popolo non violento, che crede nella possibilità della convivenza pacifica.

Sebbene i media sembrino più inclini a mostrare le frange estremiste della popolazione, molte voci “alternative” si sono levate in questi ultimi mesi per affermare con forza una realtà diversa, il “vero volto” del popolo egiziano. Anche la testimonianza di Carlos Palma, che proponiamo qui, ci fa conoscere un Egitto diverso, che si fa promotore di pace. E, il prossimo anno, si prevede un grande Festival della Pace davanti alle Piramidi.

Abbiamo conosciuto Carlos Palma durante il Meeting dell’Educazione del 6-8 settembre scorso. Uruguayano, vive in Medio Oriente da 26 anni e da 8 in Egitto, dove ha insegnato inglese in una scuola americana del Cairo. Ora, invece, coordina alcune attività educative a livello internazionale. Fra queste, un’iniziativa di educazione alla pace che coinvolge 80 scuole nel mondo e che è nata proprio nei mesi caldi della primavera araba.

«La rivoluzione del gennaio 2011, racconta Carlos, ha spinto i ragazzi a testimoniare con la vita il loro impegno per costruire la pace, coinvolgendo tutti nella scuola, ma anche altre persone al di fuori della scuola. Dopo la primavera araba, abbiamo lanciato un Festival per la Pace sul tema “La Pace incomincia da me”. Questo ci ha portato ad aprirci ai problemi degli altri, così abbiamo realizzato un progetto di solidarietà con i ragazzi del Giappone vittime dello tsunami. Vendendo oggetti fatti da loro, gli studenti hanno anche potuto comprare dei libri per una scuola del Sudan.
I ragazzi hanno intervistato la gente più diversa in strada,  nei supermercati, negli ospedali, nelle ambasciate chiedendo “Cos’è la pace per te e cosa fai per costruirla nella vita di ogni giorno?” per sensibilizzare le persone sul tema della pace e raccogliere testimonianze da presentare al Festival.» (altro…)


Giovedì 26 Settembre 2013
 
BOLIVIA: NON BENEFICENZA, MA PARTECIPAZIONE

Il progetto triennale “Istruzione e lavoro a Cochabamba”, iniziato a gennaio 2012, è giunto a metà del suo percorso. Scorrendo la relazione delle attività svolte nel primo semestre 2013, si avverte che ci sono stati cambiamenti importanti, e si ha l’impressione di un vero e proprio giro di boa, di un colpo d’ali decisivo.

Ce lo conferma Alejandra Ontiveros, coordinatrice del Centro Angolo di Luce, cuore del progetto. Non sono mancate le resistenze – ed era prevedibile – nel delicato passaggio da una gestione del Centro in qualche misura assistenzialista a quella più partecipativa che il progetto prevede. Ma i frutti cominciano a vedersi, ed incoraggiano tutti a proseguire con decisione.

Oltre alle attività di sostegno scolastico, ai laboratori per bambini e adulti, ai corsi di formazione al lavoro e all’erogazione di micro-crediti, il progetto include l’erogazione di borse di studio in cambio di aiuto nella gestione del Centro. E’ una modalità nuova, che dà l’occasione a chi riceve l’aiuto di mettersi subito a disposizione degli altri.

Per esempio, Y.J.M. è un giovane che ha studiato educazione dell’infanzia, ma non era riuscito a completare gli studi. Il progetto “Istruzione e lavoro a Cochabamba” gli ha permesso di concludere l’iter scolastico e anche di fare il tirocinio presso il Centro. Si è integrato benissimo, ed è di grande aiuto agli educatori. (altro…)