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Giovedì 3 Ottobre 2013
 
SICILIA: POESIA DIALETTALE, MUSICA E COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Nel corso dell’anno abbiamo avuto modo di conoscere meglio gli intenti etici, culturali e solidali del Kiwanis Club di Lentini (SR), e ne abbiamo apprezzato l’impegno, l’apertura alla mondialità e alla costruzione di un mondo più equo e unito, valori espressi attraverso un significativo impegno culturale e mediante iniziative concrete per la tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti dell’infanzia.

Serate di teatro dialettale, giornate promosse negli istituti scolastici a favore dell’infanzia con la partecipazione di esperti, un grande concerto il 4 marzo per l’anniversario della nascita di Lucio Dalla, hanno permesso di raccogliere e destinare € 4.000,00 al progetto in Bolivia “Istruzione e lavoro a Cochabamba”.

Venerdì 27 settembre ha avuto luogo la consegna ufficiale all’AMU dei fondi raccolti: una serata in cui è stato bello e importante promuovere la cooperazione allo sviluppo davanti ad un centinaio di persone impegnate nella vita pubblica di Lentini: medici, politici, esponenti del mondo scolastico, dell’arte e della cultura che caratterizza quel territorio.

Condivisione dei valori della fraternità universale e dell’unità dei popoli, congratulazioni per quanto fin’ora svolto, “tanti auguri o in bocca al lupo” sono stati rivolti all’AMU dal pubblico partecipante. (altro…)


Lunedì 30 Settembre 2013
 
COSA FAI PER COSTRUIRE LA PACE?

Un’esperienza di educazione alla pace ha preso vita in Egitto e si è velocemente diffusa nel mondo, a testimonianza (ulteriore) che il popolo egiziano è fondamen-talmente un popolo non violento, che crede nella possibilità della convivenza pacifica.

Sebbene i media sembrino più inclini a mostrare le frange estremiste della popolazione, molte voci “alternative” si sono levate in questi ultimi mesi per affermare con forza una realtà diversa, il “vero volto” del popolo egiziano. Anche la testimonianza di Carlos Palma, che proponiamo qui, ci fa conoscere un Egitto diverso, che si fa promotore di pace. E, il prossimo anno, si prevede un grande Festival della Pace davanti alle Piramidi.

Abbiamo conosciuto Carlos Palma durante il Meeting dell’Educazione del 6-8 settembre scorso. Uruguayano, vive in Medio Oriente da 26 anni e da 8 in Egitto, dove ha insegnato inglese in una scuola americana del Cairo. Ora, invece, coordina alcune attività educative a livello internazionale. Fra queste, un’iniziativa di educazione alla pace che coinvolge 80 scuole nel mondo e che è nata proprio nei mesi caldi della primavera araba.

«La rivoluzione del gennaio 2011, racconta Carlos, ha spinto i ragazzi a testimoniare con la vita il loro impegno per costruire la pace, coinvolgendo tutti nella scuola, ma anche altre persone al di fuori della scuola. Dopo la primavera araba, abbiamo lanciato un Festival per la Pace sul tema “La Pace incomincia da me”. Questo ci ha portato ad aprirci ai problemi degli altri, così abbiamo realizzato un progetto di solidarietà con i ragazzi del Giappone vittime dello tsunami. Vendendo oggetti fatti da loro, gli studenti hanno anche potuto comprare dei libri per una scuola del Sudan.
I ragazzi hanno intervistato la gente più diversa in strada,  nei supermercati, negli ospedali, nelle ambasciate chiedendo “Cos’è la pace per te e cosa fai per costruirla nella vita di ogni giorno?” per sensibilizzare le persone sul tema della pace e raccogliere testimonianze da presentare al Festival.» (altro…)


Giovedì 26 Settembre 2013
 
BOLIVIA: NON BENEFICENZA, MA PARTECIPAZIONE

Il progetto triennale “Istruzione e lavoro a Cochabamba”, iniziato a gennaio 2012, è giunto a metà del suo percorso. Scorrendo la relazione delle attività svolte nel primo semestre 2013, si avverte che ci sono stati cambiamenti importanti, e si ha l’impressione di un vero e proprio giro di boa, di un colpo d’ali decisivo.

Ce lo conferma Alejandra Ontiveros, coordinatrice del Centro Angolo di Luce, cuore del progetto. Non sono mancate le resistenze – ed era prevedibile – nel delicato passaggio da una gestione del Centro in qualche misura assistenzialista a quella più partecipativa che il progetto prevede. Ma i frutti cominciano a vedersi, ed incoraggiano tutti a proseguire con decisione.

Oltre alle attività di sostegno scolastico, ai laboratori per bambini e adulti, ai corsi di formazione al lavoro e all’erogazione di micro-crediti, il progetto include l’erogazione di borse di studio in cambio di aiuto nella gestione del Centro. E’ una modalità nuova, che dà l’occasione a chi riceve l’aiuto di mettersi subito a disposizione degli altri.

Per esempio, Y.J.M. è un giovane che ha studiato educazione dell’infanzia, ma non era riuscito a completare gli studi. Il progetto “Istruzione e lavoro a Cochabamba” gli ha permesso di concludere l’iter scolastico e anche di fare il tirocinio presso il Centro. Si è integrato benissimo, ed è di grande aiuto agli educatori. (altro…)


Martedì 24 Settembre 2013
 
PERCORSI DI PACE

Una “Settimana della Pace” si svolgerà dal 29 settembre al 6 ottobre 2013, proposta dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani, in collaborazione con numerosi enti, gruppi e associazioni.

“La pace è in pericolo, fuori e dentro il nostro paese, si legge sul sito del Coordinamento (ww.cittaperlapace.it). E richiede il nostro impegno urgente. Un impegno personale, serio, continuo, paziente. Non servono eventi occasionali ma percorsi di pace. Percorsi che devono entrare a far parte della vita quotidiana di ciascuno e che dunque devono partire dai luoghi in cui viviamo, dalle nostre città.”

Durante questa settimana ricorrono due giornate di grande significato:
– mercoledì 2 ottobre 2013, la Giornata internazionale della nonviolenza, proclamata dall’ONU per ricordare la figura ed il pensiero di un maestro della nonviolenza, il Mahatma Gandhi;
– venerdì 4 ottobre 2013, la Giornata nazionale della pace, della fraternità e del dialogo, istituita dal Parlamento in onore dei Santi Patroni d’Italia, San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena.


E’ possibile aderire alla Settimana della Pace
ad esempio organizzando un’iniziativa, un incontro, un dibattito sui problemi della pace o cercando di dare avvio ad un percorso di pace sul proprio territorio. Ecco alcune fra le numerose proposte del Coordinamento degli Enti locali per la Pace:
– iniziare nelle scuole programmi di educazione alla pace;
– organizzare momenti di riflessione sulle guerre in corso in Siria, nel Medio Oriente e nel resto del mondo e, se possibile, una vera e propria manifestazione per la pace;
– organizzare un incontro-dibattito sulle proposte di pace e di nonviolenza di San Francesco e di Gandhi, sui valori della pace, della fraternità e del dialogo;
– promuovere la Campagna internazionale per il riconoscimento del Diritto alla Pace.


Venerdì 20 Settembre 2013
 
THAILANDIA. PER I PROFUGHI BIRMANI LA STRADA E’ ANCORA LUNGA

Il processo di progressiva democratizzazione del Myanmar ormai è stato innescato, ed è una strada lunga quella che il Paese ha davanti, fatta di piccoli passi, di riforme politiche, sociali ed economiche. Il vento del cambiamento ha portato molte organizzazioni internazionali a diminuire il loro impegno, ma com’è la situazione attuale? Ce ne parla in un’intervista Luigi Butori, da molti anni referente dell’AMU per le azioni a favore del campo profughi di Mae La, nel nord-ovest della Thailandia.

– Con il cambiamento della situazione politica in Myanmar, cosa è cambiato nella situazione dei campi profughi, e a Mae La in particolare?

La nuova situazione politica in Myanmar non ha modificato in maniera significativa la situazione dei profughi; ancora oggi molte persone preferiscono uscire dal Paese in cerca di condizioni di vita migliori in Thailandia. In Myanmar, infatti, si continua a soffrire e morire, soprattutto se sei karen o anche di un’altra etnia di minoranza. C’è da dire però che il governo sta negoziando la pace con i gruppi karen ed ha riconosciuto lo status di rifugiato a quelli nei campi profughi, cosa mai accaduta prima, in quanto erano considerati famigliari dei combattenti, e pertanto potevano essere perseguitati in ogni modo, dovunque e sempre.

Nel campo profughi di Mae La, al momento, la situazione è stazionaria. I viveri passati dalle varie ONG sono state diminuiti per scoraggiare nuove persone ad entrare anzi, ufficialmente, non è possibile entrare nel campo come nuovo rifugiato. Si attendono ancora le rilocazioni in paesi accoglienti e, se ci sono dei nuovi arrivi nel campo, questi sono parenti di chi è già presente. In definitiva, tutti hanno la speranza di poter essere accolti in un altro Paese. (altro…)