Progetti di sviluppo

 






News
Giovedì 21 Settembre 2017
 
Una storia di lavoro, amicizia e comunità dalle campagne di Modena.

Riportiamo dal sito di Fare Sistema oltre l’Accoglienza

Luigi Castiglioni è un imprenditore agricolo, la sua azienda “Punto Verde”, a Savignano, in provincia di Modena, produce, raccoglie e trasforma ortaggi e altri prodotti della terra, tutti rigorosamente coltivati con metodi di agricoltura biologica.
Youssouf è un ragazzo di quasi 18 anni, è arrivato in Italia dal Mali, e grazie a Fare Sistema Oltre l’Accoglienza ha trovato una prima possibilità di lavoro proprio in quella “Punto Verde”.

Luigi e la sua famiglia, che insieme a lui conduce l’azienda agricola, non hanno dubbi: “Bisogna fare qualcosa che non siano solo chiacchiere. Bisogna creare qualcosa per questi ragazzi”.  Si riferisce ai ragazzi immigrati, in particolare i cosiddetti minori non accompagnati e l’idea gli viene qualche anno fa, quando in visita nell’isola di Lampedusa è entrato in contatto con i volontari che si occupavano di accogliere gli immigrati sbarcati e con molti degli immigrati stessi. Ha visto l’impegno dei primi e le condizioni, spesso disperate, dei secondi, fuggiti da guerre o condizioni di miseria assoluta.
L’azienda “Punto verde” è molto legata all’economia di comunione e ai suoi principi, non può tirarsi indietro e anzi, Luigi e la sua famiglia, da subito cominciano ad accogliere lavoratori extra-comunitari dando loro un salario dignitoso e regolare. Per questo, quando viene a conoscenza del progetto Fare Sistema Oltre l’Accoglienza, l’anno scorso, non ci sono dubbi: Luigi e il “Punto Verde” danno la loro disponibilità ad attivare un tirocinio per un giovane straniero del Progetto .
Viene segnalato Youss0uf, che, inizialmente un pò timido e titubante, parte dalla sua comunità di accoglienza di Chiaramonte (RG) alla volta di Modena, per cogliere quella che riconosce essere è una importante opportunità. Accettando potrà iniziare a costruire il suo futuro, iniziare a lavorare in Italia in maniera riconosciuta e legale, anche se per ora si tratta di un tirocinio formativo per un periodo.
Il secondo scoglio è stato quello dell’alloggio: dove far risiedere Youssouf durante il suo periodo di lavoro? Occorre un posto facilmente raggiungibile e che magari offra un po’ di indipendenza e infonda fiducia. Ancora una volta Luigi ha un’idea: utilizzare un centro del Movimento dei Focolari, ormai in disuso, proprio vicino casa sua. Anche in questo caso, con un po’ di buona volontà e con la collaborazione tra tutti si riesce a far sì che Youss0uf possa utilizzare alcune di quelle stanze.
Quella che segue è una storia di affetto, amicizia e fiducia costruita giorno dopo giorno, con Luigi, la sua famiglia, i suoi colleghi e l’intera comunità. Infatti, appena si sparge la voce dell’arrivo del ragazzo, inizia una gara di solidarietà tra associazioni locali, la parrocchia e singoli cittadini, per aiutarlo. Chi dà alcuni mobili per la stanza, chi una macchina da cucina, chi alcuni vestiti. In questo abbraccio sincero, Youssuf trova il calore che da tempo non sente e il ricordo di una famiglia che ormai non vede da anni.

Anche sul lavoro, dopo un po’ di timidezza e diffidenza iniziale, Youssouf si è ambientato. Dapprima era più legato solo a una persona senegalese, che già lavorava per l’azienda. In seguito si è aperto e ha fatto amicizia anche con gli altri. I suoi colleghi e responsabili sono soddisfatti del suo lavoro e, al termine dell’esperienza, già pensano a come e se sarà possibile continuarla.

 

Adesso, come ama ripetere Luigi: “Youssouf è un ragazzo sorridente, lavora bene e riesce a fidarsi degli altri”. 


Venerdì 15 Settembre 2017
 
Un laboratorio d’amore (per sostenere i progetti in Egitto)

Una storia di solidarietà che unisce le donne della Sardegna con le donne del Cairo

Ozieri è una bellissima cittadina arroccata nella provincia di Sassari, un paese rinomato e famoso in tutta la Sardegna e in Italia per essere il centro del cosiddetto “Logudoro”, ovvero, “luogo d’oro”. Qui un gruppo di signore ha deciso di dedicarsi all’arte del ricamo.

È un modo per passare il tempo libero, stare insieme, conservare e tramandare un’importante tradizione locale alle più giovani e, soprattutto, un modo per raccogliere fondi e sostenere uno dei progetti AMU.  Infatti, “le ragazze del LaborAmor” così si chiama il laboratorio e così le chiamano amici e concittadini, ricamano in maniera magistrale su ogni tipo di biancheria per la casa e poi rivendono i loro manufatti in tre mercatini annuali.

Il ricavato di queste vendite va in parte alle emergenze e alle necessità della comunità locale e in buona parte al progetto AMU in Egitto “Chance for tomorrow”.

In questi giorni, Nevin, la coordinatrice del progetto, è arrivata dall’Egitto ed è stata accolta dalle ragazze del LaborAmor in Sardegna. Lo scambio di emozioni è stato davvero intenso: le donne di Ozieri hanno mostrato il loro lavoro, coinvolgendo Nevin in un pomeriggio nel loro stile laborioso e gioioso allo stesso tempo. Lei ha raccontato come si svolge la vita al centro di KozKazah, la fondazione partner AMU.

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Lunedì 11 Settembre 2017
 
Buon inizio a tutti, ragazzi!

È settembre e si torna a scuola!

Noi di AMU vogliamo augurare un “buon inizio” a tutti i ragazzi e le ragazze che stanno per tornare a scuola o cominciano in questi giorni la loro avventura sui banchi, in Italia e non solo.

Allora, auguri anche ai ragazzi della scuola di Bolivar, in Perù, che finalmente hanno un centro scolastico raggiungibile e che offre loro un sostegno alimentare adeguato alla loro età.
Buon inizio ai ragazzi e alle ragazze dell’Istituto Cikoma, una scuola superiore della Repubblica Democratica del Congo ad indirizzo pedagogico e sociale che forma i futuri insegnanti dell’isola, che ora possono contare su attrezzature didattiche adeguate.

Ancora, auguri ai ragazzi del Centro Educativo Polivalente di Kiribati, dove oltre a finanziare il lavoro degli insegnanti, si sono create iniziative mirate per donne e bambini attraverso seminari sui temi della salute, igiene, nutrizione, educazione dei figli e rapporti familiari per le madri e approfondimenti didattici per i bambini.
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Mercoledì 6 Settembre 2017
 
Un lavoro dignitoso! I primi risultati di Profor

Riuscire a costruire un sistema per un lavoro dignitoso, questo è uno degli obiettivi del progetto PROFOR – PROGRAMMA DI RAFFORZAMENTO DI IMPRESE INCLUSIVE DI COMUNIONE – per l’avvio e il sostegno all’imprenditorialità di persone in difficoltà socio-economiche.

Dopo la fase di formazione, la ricezione del capitale e il supporto di consulenti e coach per la fase d’avvio, si cominciano a registrare i primi risultati, sei imprese su otto sono in attività e una sta per partire nel campo della sanità.

  • Il progetto Frutos da Terra a Rio de Janeiro, che riguarda la produzione di verdure congelate (coltivazione, raccolta e trattamento), continua a svilupparsi. Con il capitale di avviamento si è proceduto all’acquisto di macchinari ed è stato ristrutturato e riorganizzato lo stabilimento. Inoltre, si sono realizzati i corsi di formazione per impiegare delle donne del luogo nel processo di preparazione delle verdure.
    Il progetto ha avuto anche diversi riconoscimenti, per esempio è stato proposto da Waldemar come idea per il miglioramento della comunità rurale per il beneficio e sostegno portato a  15 agricoltori direttamente e per un partenariato firmato con un giovane socio della comunità in cui risiede l’azienda.
    Il progetto di agricoltura legato alla congelazione ha avuto anche scambi con l’università fino a un accordo che permette agli studenti di utilizzare l’azienda come laboratorio di studio sociale.

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Venerdì 25 Agosto 2017
 
Reciprocità – Microcredito attivato dall’associazione Turu Yaco in Argentina

Un elemento importante nei progetti AMU, e quindi anche del progetto TSNOA – Turismo responsabile e solidale nel Nord Ovest dell’Argentina, è quello della reciprocità.

Chi riceve sostegno per avviare un’attività o riprenderla in caso di emergenza o calamità, una volta ritrovata la stabilità si impegna a sostenere altri imprenditori, lavoratori o famiglie che ne avessero bisogno.

In particolare nel progetto TSNOA è previsto un Fondo di reciprocità al quale i beneficiari contribuiranno in forma monetaria restituendo nel tempo il corrispettivo del 30% del contributo ricevuto ed in forma valorizzata (nella misura del 40% del contributo ricevuto) mettendo a disposizione di altri beneficiari strutture, esperienze e competenze.”

Nel 2015, Amu ha stanziato i fondi per il sostegno e il rafforzamento di tre imprese facenti parte dell’Associazione Turu Yaco. Proprio questi imprenditori hanno restituito al finanziatore il 30% del totale e hanno scelto spontaneamente di donare il 50% del resto in denaro per il fondo.
Il fondo creato, inoltre, è stato integrato anche dal 50% delle sovvenzioni ricevute, sempre dagli imprenditori, all’interno del programma “Emprende Salta 2016” .

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