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Martedì 13 Febbraio 2018
 
Scommettiamo sulla Siria!

È quello che ci chiede Robert, Referente locale per il Programma di AMU “Emergenza Siria” in questo dialogo con Città Nuova.

La prima frase che Robert dice nell’intervista con Maria Chiara De Lorenzo è: Apro la mappa ogni giorno per vedere dove si combatte. Infatti, oltre alle notizie di bombardamenti che in questi giorni tornano sui media, i focolai di combattimento non si sono mai sopiti del tutto.
Nelle righe successive troviamo la storia di questi anni, come la ferita dei bombardamenti che hanno distrutto intere città: “Non volevo andare a vedere le rovine di Aleppo. Solo dopo tre mesi ho trovato il coraggio di uscire e vedere la parte più bella della città, rasa al suolo – racconta Robert.”
Ma dopo lo sconforto, bisogna rialzarsi, con consapevolezza e determinazione: la Siria può farcela, con l’aiuto di tutti.
Alla domanda “Cosa diresti a chi guarda la Siria da fuori? Cosa si può fare per la Siria oggi?”  Robert risponde: “Sicuramente, per chi ha una fede, continuare a pregare. E poi, scommettere con i siriani che il Paese è vivo. In Siria abbiamo bisogno di speranza. Di sostegno – e non parlo solo dal punto di vista economico, certamente importante -, ma di credere con noi che questo Paese, culla di civiltà, può rinascere. Che ancora la pace è possibile. L’importante è non restare indifferenti. E a chi si chiede: cosa posso fare io per la Siria? Dico: pregare, dare un contributo personale, un professionista può venire per un periodo di volontariato… adesso la situazione è più sicura. Abbiamo bisogno di sentire che il mondo sente la nostra sofferenza, quella di un Paese che sta scomparendo. La Siria deve esserci”.

AMU, grazie al vostro contributo, continuerà a sostenere il Programma “Emergenza Siria” che per il 2018 prevede assistenza a 200 famiglie ad Aleppo, Damasco, Homs, e sul Litorale.

Qui i due articoli con l’intervista completa fatta da Maria Chiara De Lorenzo a Robert:
Dalla Siria alla Siria
Riattiviamo gli aiuti in Siria


Lunedì 5 Febbraio 2018
 
Contro lo spreco alimentare, qualcosa sta cambiando!

5 febbraio 2018 – V Giornata nazionale per la prevenzione dello “spreco alimentare”

 

Tutti noi ricordiamo i nostri genitori, o chi per loro, rimproverarci quando rifiutavamo il cibo o ci lamentavamo del contenuto del nostro piatto.

Forse, però, nessuno pensava alle dimensioni che il fenomeno dello spreco alimentare stava assumendo in Italia, contrapposto all’aumento della mancanza di cibo e di pasti nutrienti in molte zone del Pianeta. Ma qualcosa sta cambiando.

I dati –  Il progetto REDUCE (promosso dal Ministero dell’Ambiente, Università di Bologna, campagna “Spreco Zero” e il partenariato dell’Università della Tuscia – Deim, del Politecnico di Milano – Dica e dell’Università di Udine – Deis) forsnisce dei dati chiari, attraverso uno studio, sistematico e approfondito, che ha raccolto i diari alimentari di 400 famiglie, integrandoli con quelli di gestione del cibo di grande distribuzione e mense scolastiche.

Tra quello che lasciamo nel nostro frigorifero  nelle nostre dispense fino alla scadenza e e quello che gettiamo a fine pasto, ognuno di noi spreca 100 grammi di cibo ogni giorno. Si arriva così a 36,92 kg di cibo per un costo totale di circa 250 euro/anno. In tutta Italia, ha calcolato la ricerca, si sprecano circa 2,2 milioni di tonnellate di cibo l’anno, per una spesa di 8,5 miliardi di euro, circa lo 0,6% del Pil.

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Giovedì 1 Febbraio 2018
 
La comunità al centro – Febbraio 2018!

Nei progetti AMU la comunità è coinvolta in tutte le fasi: dall’ideazione alla realizzazione fino alla valutazione dei risultati, in modo che l’intervento non risulti estraneo alle esigenze della popolazione. Realizzare le attività insieme alle popolazioni coinvolte permette un effettivo sviluppo in spirito di dialogo e ascolto reciproco.


Mercoledì 31 Gennaio 2018
 
Siria, nonostante tutto, ricostruire.

Mercato di Aleppo distrutto - ex negozio di stoffeMentre a Sochi, in Russia, tra polemiche, veti incrociati, difficoltà politiche e momenti di tensione si svolge il Congresso nazionale per il dialogo in Siria, dalla regione arrivano notizie contrastanti.
Passata l’attenzione mediatica riferita ai momenti più cruenti del conflitto, in cui le aree coinvolte erano molto estese, mietendo un numero alto e imprecisato di vittime quotidianamente, oggi rimangono dei focolai pericolosi, mentre in altre aree è scattata l’emergenza della ricostruzione.
Di seguito condividiamo l’intervista della Responsabile della Comunicazione di Caritas Siria riportata da AsiaNews, raccogliendo il suo appello di condivisione dei racconti delle persone che quotidianamente vivono ancora nel pieno della guerra o con le sue dirette conseguenze.

L’impegno di AMU, in questo momento, vuole essere proprio questo: oltre alla presenza con i progetti nelle città di Aleppo, Homs, Hama, Kafarbo, Damasco per l’assistenza e la ricostruzione materiale, psicologica e sociale, di una quotidianità dignitosa e serena, vogliamo dare voce le storie reali.
La Guerra in Siria non ha più le eco di prima e purtroppo molti pensano si sia raggiunta una situazione pacifica. La diminuzione dei conflitti, però, oltre a non significare la loro fine totale, lascia dietro di sé il dramma dei lutti e della distruzione. Proprio lì, ora, occorre agire, proprio quegli sforzi dobbiamo riportare all’attenzione del mondo dei media e dei singoli cittadini. Per continuare a sostenere quelle popolazioni nella ripresa e nella rinascita, dare loro l’aiuto e la forza.

Clicca per leggere il racconto della Responsabile della Comunicazione Caritas Siria

*nella foto un commerciante di stoffe, ritrova il suo banco nel mercato di Aleppo completamente distrutto – foto archivio AMU 2017

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Lunedì 22 Gennaio 2018
 
PROFOR – Storie di riscatto al femminile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Programma di Rafforzamento di Imprese Inclusive e di Comunione in Brasile – PROFOR – vede come protagoniste molte donne. Molte collaborano con la loro famiglia alle diverse attività e percepiscono, alcune per la prima volta, un reddito dignitoso. Altre, sono riuscite a mettersi in gioco in prima persona, come imprenditrici, generando reddito per sé e a volte per alcune collaboratrici.

Un lavoro dignitoso è quello che assicura anche parità nella possibilità di accesso a donne e uomini.

Da AMU Notizie I-2018 di Lia Guillen

A capo del progetto agricolo Ex-Cola di Rio Grande do Norte c’è un’imprenditrice che, grazie al capitale di avviamento e l’assistenza di Profor, ha potuto acquistare un nuovo camion che la aiuta nel suo lavoro. L’azienda è nata da poco, ma sta seguendo il suo cronoprogramma, dalla coltivazione delle piantine, fino alla raccolta e alla vendita. Attualmente sette famiglie sono coinvolte nelle operazioni di lavoro. Anche Pizza Jane a Bahia è gestito da una donna. In questo caso, poi, la solidarietà ha generato altra solidarietà: il consulente responsabile ha offerto la sua professionalità gratuitamente e ha aiutato l’imprenditrice a formare una rete di contatti per sostenerla. Così nasce la collaborazione con un designer per sviluppare un logo e per organizzare una campagna di crowdfunding. Proprio grazie a tutto questo sostegno, l’imprenditrice è riuscita ad uscire dalla sua situazione di vulnerabilità e ritrovare fiducia e forza per portare avanti il suo sogno.

Di Profor fa parte anche Ana Rita, che ha realizzato il suo progetto “Cuidar de Viver”, ovvero un servizio di accompagnamento per anziani o persone con disabilità. All’inizio, quando ha incontrato Profor, il progetto era solo un’idea, poi con l’aiuto dei formatori questa si è sviluppata e dopo aver ottenuto le diverse autorizzazioni delle unità sanitarie, ha potuto inizare.

Infine, c’è il salone di bellezza “Graça e Beleza”a Bahia che ha avuto risultati positivi dal punto di vista del piano finanziario già dopo i primi 3 mesi dall’impianto (a partire dalla ricezione del capitale) ed è già considerato un business sostenibile. Oltre al lavoro fisso ed un reddito per la proprietaria, che al momento della realizzazione della domanda per partecipare del PROFOR era disoccupata e senza prospettive immediate di lavoro, oggi l’attività offre opportunità di lavoro ad altre 3 persone con un reddito fisso.

Se vuoi sostenere il Programma PROFOR per creare occasioni di lavoro dignitose e inclusive – clicca qui –