Lunedì 14 Gennaio 2019
 
Siria, un paese che vuole rinascere

 

Una famiglia italiana incontra altre famiglie che ogni giorno si confrontano con il desiderio di ricostruire la propria terra.

“Qui in Siria, quasi ogni famiglia è provata, direttamente o indirettamente, dalla guerra e dalle sue conseguenze. C’è chi ha visto morire un marito, un fratello, un figlio. C’è chi non ha più notizie di un parente rapito. Tanti, soprattutto giovani, hanno lasciato la Siria perché qui non c’è futuro. Molti hanno perso la casa e sono profughi, o vivono da parenti o da amici, magari nelle montagne, lontano dalle città dove interi quartieri sono distrutti, o nei campi profughi in Libano e Giordania, o in Europa o in Canada…”

Lo sguardo che le famiglie della Siria ci hanno offerto del loro paese, in guerra dal 15 marzo 2011, è desolante.

Eppure gli occhi innocenti dei bambini, molti nati durante la guerra, sono pieni di speranza, anche se molte scuole sono distrutte e, si calcola, oltre due milioni di bambini quest’anno non potranno frequentare. Per questo sono fondamentali le azioni di sostegno scolastico, come quelle gestite dal Movimento dei Focolari in Siria, con l’aiuto di AMU e AFN, perché offrono a centinaia di bambini, ad Homs, Aleppo, Damasco, Kafarbo, Banias e Tartous un percorso educativo e ricreativo di grande valore. “I bambini non hanno bisogno soltanto di psicologi – ci ha spiegato Jean-Abdo Arbach, il vescovo di Homs – hanno bisogno di giocare, di giocare insieme, cristiani e mussulmani, perché nel gioco ritrovano serenità, fiducia in sé stessi, amicizia”. Quando i genitori si affacciano ai cancelli per riprendere i bambini ci si rende conto di come questa azione di sostegno educativo abbia anche un significativo ed inatteso ruolo sociale: le mamme, cristiane e musulmane, si incontrano, fanno conoscenza, dialogano, accendendo una sorprendente solidarietà fra famiglie così diverse.

(altro…)

Venerdì 11 Gennaio 2019
 
Ad Aleppo si formano giovani siriani per assistere anziani e disabili

 Durante la guerra molti giovani siriani hanno lasciato il Paese per mettersi in salvo. Oggi un progetto vuole sostenere la formazione professionale e offrire un servizio di assistenza per anziani e  disabili rimasti soli.

Sei anni di guerra segna profondamente un territorio e un popolo, cambiando la fisionomia dei luoghi e la conformazione della società. In Siria, durante la guerra, si è assistito a una progressiva migrazione verso l’estero, soprattutto di giovani e famiglie, costrette a lasciare in patria anziani e disabili che non avrebbero sopportato il trasferimento. Queste persone oggi si ritrovano senza punti di riferimento e, molto spesso, in gravi difficoltà economiche.

Per questo, nell’ambito del programma “Emergenza Siria”, nasce il progetto per la formazione di Operatori socio-sanitari specializzati nell’assistenza di anziani e disabili. Questo permetterà di garantire una formazione professionale, da subito spendibile, a 30 giovani siriani di Aleppo e di offrire assistenza ad anziani e disabili soli.

Il corso, compreso di tirocinio, durerà 8 mesi e sarà tenuto da professionisti del settore.
Il costo per la partecipazione all’intero corso, di ciascun partecipante è di circa €800 – Con una donazione di €100 si potrà assicurare un mese del corso a un giovane disoccupato e l’assistenza a una persona anziana o disabile.

Scopri di più sul progetto e come sostenerlo

Giovedì 10 Gennaio 2019
 
Egitto – Nessuno nasce aggressivo! Mohamed torna a giocare con i suoi amici.

Mohamed è un ragazzo adolescente che frequenta il centro Kozkazah e il Progetto “Chance for tomorrow”, al Cairo in Egitto, grazie al quale è riuscito a modificare il suo atteggiamento aggressivo e a riconciliarsi con i suoi amici.

Quando Mohamed ha iniziato a frequentare il centro Koz Kazah, si scontrava spesso con i suoi amici attaccandoli sia verbalmente che fisicamente, provocando diffidenza da parte degli altri che, quindi,  lo cominciavano ad escludere per i giochi e le attività di gruppo.

Anche con l’aiuto degli insegnanti, Mohamed,  è stato inserito in un programma di sostegno psicologico per cercare di capire i suoi problemi e per capire come influissero sul suo comportamento, per poi provare a risolverli.

Ben presto è stato evidente che una delle principali problematiche del ragazzo era riconducibile al fatto che nessuno lo aveva mai trattato come una persona importante, valida e in grado di assumersi delle responsabilità.

Il suo terapista, allora, ha iniziato a responsabilizzarlo con piccoli compiti per metterlo alla prova. Al contrario di quanto faceva prima, davanti a queste richieste, si è rivelato gentile e responsabile. Non è passato troppo tempo che Mohamed abbia ritrovato fiducia in sé stesso, non avendo più un atteggiamento ostile e di difesa verso le alter persone e questo è bastato perché cambiassero i suoi comportamenti e le sue reazioni.

Mohamed si è anche offerto di aiutare gli educatori e gli insegnanti del centro KozKazah in diverse occasioni.

La cosa più bella, però, rimane che ora Mohamed è contento di stare in mezzo ai suoi amici e loro sono tornati ad accoglierlo e a condividere giochi e attività con lui.

Mohamed è diventato una persona sempre pronta a dare una mano, aiutando gli educatori e gli insegnati un po’ in tutto. Di solito aiuta i volontari ad organizzare cerimonie ed incontri promossi dalla Fondazione Koz Kazah.

Scopri di più sul progetto e come sostenerlo

[Foto di repertorio del progetto “Chance for tomorrow”]

ARCHIVIO NEWS