La storia di riscatto di Zainab a Homs: “Ho imparato a credere nelle mie capacità”

A 22 anni, tra fisioterapia e supporto psicologico, Zainab ritrova la postura e la forza di far sentire la propria voce grazie al progetto Semi di Speranza

Studentessa all’Istituto Tecnico di Ingegneria dell’Università di Homs, Zainab – ventidue anni – vive una profonda storia di riscatto a Un ritratto fotografico a mezzo busto di una giovane donna sorridente. Indossa un hijab bianco pulito, occhiali con montatura sottile a filo, una camicia a righe sottili rosa e bianche e una giacca di jeans scura slavata. È posizionata di fronte a un background a tinta unita, sfocato e caldo, color albicocca o pesca.Homs dopo aver convissuto per anni con un’ipercifosi marcata. Un’accentuata curvatura della schiena che le causava un forte dolore fisico durante le lunghe ore trascorse ad ascoltare le lezioni universitarie in aula o a studiare sui libri.

Ma questo dolore aveva finito anche per incrinare l’immagine che Zainab aveva di sé.

C’era un imbarazzo profondo nel camminare per strada, un confronto quotidiano e silenzioso con la postura dritta delle altre ragazze, con la facilità con cui gli altri occupavano lo spazio senza chiedersi come apparissero.

Il progetto Semi di Speranza e l’incontro con il team Step

La svolta nella sua vita comincia con un consiglio medico e l’incontro con il team di Step, realtà impegnata nel supporto fisioterapico e psicologico, e sostenuta dall’AMU con il progetto Semi di Speranza. Entrare in quel centro ha significato per Zainab l’inizio di una ricostruzione fisica ed emotiva, passo dopo passo.

Sedute di fisioterapia per ritrovare la postura e il benessere fisico

Attraverso le sedute di fisioterapia condotte con la specialista del centro, il dolore sordo e costante ha cominciato a cedere il passo. Una terapista in camicia a righe azzurre guida una ragazza con hijab bianco e giacca di jeans scura durante un esercizio di fisioterapia. Entrambe tengono con le mani un piccolo peso o supporto di colore rosso. Zainab ha riscoperto la possibilità di rimanere seduta per oltre un’ora consecutiva senza soffrire, ha riacquisito stabilità, ritrovando una postura dritta e un modo di camminare finalmente più leggero.

Questa trasformazione – visibile anche agli occhi esterni –  le ha permesso di tornare ad affiancare le amiche per strada senza sentirsi costantemente a disagio.

Infine, il supporto psicologico

In parallelo alla fisioterapia, la ragazza ha intrapreso un percorso di supporto psicologico per affrontare l’altra metà della sua ferita: la timidezza e la paura del giudizio. Un tempo bloccata dall’imbarazzo persino nel prendere la parola in aula, la giovane studentessa ha imparato a esprimersi, recuperando la propria autostima. Grazie agli esercizi seguiti nel centro. Zainab ha trovato la forza di intervenire nelle discussioni e di sostenere le proprie idee di fronte agli altri.

Guardare al futuro: la forza di credere nelle proprie capacità

Oggi Zainab è in grado di stare davanti a una telecamera e raccontare la propria esperienza, conscia del fatto che superare la paura sia l’unica strada per la propria emancipazione. Nel ringraziare il team che l’ha accompagnata in questo processo di crescita, la ventiduenne rivolge un pensiero a chi vive la sua stessa condizione:

“La timidezza è normale, non è un difetto. Il nostro obiettivo non deve essere quello di cancellare questo aspetto, ma di imparare a credere nelle nostre idee e nelle nostre capacità, per riuscire a esprimere sempre i nostri pensieri e le nostre opinioni”.

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