Il progetto nasce dall’impegno del Gruppo Semi di Speranza del Movimento dei Focolari in Siria e si sviluppa nelle aree di Aleppo, Damasco, Homs e Baniyas con un obiettivo chiaro: rafforzare la capacità delle persone e delle comunità più vulnerabili di affrontare le difficoltà quotidiane e ricostruire la propria vita attraverso l’accesso all’istruzione, alla salute e al sostegno psicosociale.
Il contesto
Dopo oltre quindici anni di crisi, la Siria continua a vivere una delle più gravi emergenze umanitarie al mondo. Nonostante una relativa diminuzione delle ostilità e la transizione politica avviata alla fine del 2024, milioni di persone rimangono intrappolate in una condizione di estrema vulnerabilità. Secondo le stime delle Nazioni Unite, nel 2026 circa 16,5 milioni di siriani avranno bisogno di assistenza umanitaria.
La povertà colpisce oltre il 90% della popolazione. Le famiglie faticano a sostenere le spese essenziali per alimentazione, salute e istruzione. Gli aumenti dei prezzi, la svalutazione della moneta locale e la riduzione degli aiuti internazionali hanno aggravato ulteriormente una situazione già drammatica.
In questo scenario, bambini, adolescenti, persone con disabilità, anziani e famiglie vulnerabili rischiano di essere esclusi dall’accesso ai servizi fondamentali e dalle opportunità necessarie per costruire un futuro dignitoso.
La risposta: il Programma “Semi di Speranza”
Il progetto nasce dall’impegno del Gruppo Semi di Speranza del Movimento dei Focolari in Siria e si sviluppa nelle aree di Aleppo, Damasco, Homs e Baniyas con un obiettivo chiaro: rafforzare la capacità delle persone e delle comunità più vulnerabili di affrontare le difficoltà quotidiane e ricostruire la propria vita attraverso l’accesso all’istruzione, alla salute e al sostegno psicosociale.
Il programma opera attraverso tre pilastri fondamentali:
1. Educazione e protezione dell’infanzia
Per molti bambini siriani la guerra ha significato anni di interruzione scolastica, difficoltà di apprendimento e disagio psicologico. Attraverso tre centri educativi a Homs, Damasco e Baniyas, il progetto offre:
- sostegno scolastico continuativo;
- recupero delle competenze di base;
- corsi di lingua;
- supporto psicologico e psicosociale;
- attività ricreative e di educazione alla pace;
- servizi specialistici di logopedia e supporto ai bambini con bisogni speciali;
- coinvolgimento attivo delle famiglie.
L’obiettivo non è soltanto migliorare i risultati scolastici, ma aiutare bambini e adolescenti a recuperare fiducia, relazioni positive e speranza nel futuro.
2. Salute e riabilitazione
Le persone con disabilità o lesioni permanenti affrontano enormi ostacoli nell’accesso alle cure. A Homs il progetto sostiene un servizio di fisioterapia funzionale e occupazionale che offre:
- percorsi riabilitativi personalizzati;
- assistenza domiciliare per chi ha difficoltà di movimento;
- formazione ai caregiver;
- fornitura di ausili e dispositivi ortopedici;
- supporto psicologico individuale e di gruppo.
Questo intervento consente a centinaia di beneficiari di recuperare autonomia, migliorare la qualità della vita e ridurre il peso sociale ed economico della disabilità sulle famiglie.
3. Cura di chi si prende cura
Gli operatori locali rappresentano una risorsa indispensabile per la risposta umanitaria. Tuttavia, anni di crisi hanno generato elevati livelli di stress e precarietà.
Attraverso il programma CARE, il progetto sostiene il benessere dei lavoratori locali mediante:
- contributi per spese sanitarie;
- supporto psicologico;
- formazione professionale;
- assistenza economica in situazioni di emergenza;
- attività di team building e benessere organizzativo.
Investire sugli operatori significa garantire continuità e qualità agli interventi destinati alle comunità più fragili.
Impatto atteso
Nel corso di un anno il programma raggiungerà:
- 1.368 beneficiari diretti, tra bambini, adolescenti, famiglie, persone con disabilità, caregiver e operatori locali;
- 5.472 beneficiari indiretti, appartenenti alle famiglie e alle comunità coinvolte.
Dietro questi numeri ci sono storie concrete: bambini che tornano a studiare con serenità, giovani che possono affrontare gli esami scolastici, persone con disabilità che recuperano autonomia e famiglie che trovano sostegno per affrontare una quotidianità segnata dalla crisi.
Perché sostenere questo progetto
In Siria l’emergenza non è finita. Oggi il rischio più grande è che una crisi protratta nel tempo diventi invisibile.
Sostenere Semi di Speranza significa contribuire a garantire opportunità educative, accesso alle cure, inclusione sociale e supporto psicologico alle persone più vulnerabili. Significa investire nella resilienza delle comunità e accompagnare un percorso di ricostruzione umana che mette al centro la dignità della persona.
Ogni contributo permette di trasformare un aiuto immediato in una possibilità concreta di futuro, affinché bambini, famiglie e comunità siriane possano continuare a coltivare, anche nelle difficoltà, autentici semi di speranza.