La realizzazione dell’acquedotto Rubirizi-Rukana non si concluderà con la posa delle ultime condutture. Ci sarà un altro passo altrettanto importante da compiere.
Ed è una sfida che inizia – si potrebbe dire – il “giorno dopo”. Quella di garantire che l’acqua potabile continui a scorrere pulita, sicura e accessibile a tutti, anche in futuro.
Per questo motivo, la squadra di CASOBU ha già avviato una vasta campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto direttamente le comunità beneficiarie di cinque colline: Rushimabarimyi, Rubirizi, Musenyi, Gicaca e Rukana.
Il valore della partecipazione locale
Gli incontri con le comunità interessate sono stati guidati dagli animatori comunitari, in stretta sinergia con le autorità amministrative locali e l’équipe di coordinamento del progetto. L’obiettivo è chiaro: trasferire competenze e consapevolezza affinché la comunità stessa diventi la prima custode dell’opera.
“Le opere idriche durano solo se le comunità beneficiarie se ne appropriano e se ne prendono cura.” — Ha affermato uno degli animatori comunitari
Verso i Comitati di Gestione dei punti d’acqua
Questi momenti di confronto e formazione preparano il terreno per la nascita dei Comitati di Gestione dei punti d’acqua. Si tratta di organismi locali, formati da membri della comunità stessa, che avranno la responsabilità diretta di monitorare, gestire e proteggere le infrastrutture idriche realizzate.
Attraverso il progetto “Acqua fonte di vita e sviluppo”, grazie all’impegno di CASOBU e al fondamentale contributo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), non ci limitiamo a portare l’acqua dove manca in Burundi, ma contribuiamo a far crescere una cultura di corresponsabilità e coesione sociale.