Nella provincia di Cibitoke (in Burundi) la realtà presentava dati impressionanti sul fronte della salute: solo tre ospedali e 47 centri sanitari su una popolazione di 718.907 abitanti. In occasione della Giornata mondiale della diversità culturale, vogliamo raccontare come l’AMU affronta urgenze come la malaria o la mancanza di acqua potabile attraverso una cooperazione basata sull’ascolto.
Le “strade” per realizzare un intervento idrico potevano essere molte. Ma l’AMU ha scelto quella che è da sempre più congeniale al suo DNA: dialogo, cooperazione, rispetto per la cultura locale, attenzione ai bisogni e ascolto delle necessità attraverso il pieno coinvolgimento delle comunità locali.
Il modo per attuare tutto questo è stato semplice e complesso allo stesso tempo. Semplice: bisognava mettere in atto un’azione partecipativa, partendo proprio dalle persone, ascoltare le loro storie. Raccontava Gilbert, padre di quattro figli, nel 2022: “Il problema principale qui è l’acqua. Soffriamo di molte malattie a causa della mancanza di acqua potabile e di igiene”.
Giornata mondiale della diversità culturale: l’ascolto dei bisogni in Burundi
Le storie di quella terra – tra i comuni di Mugina e Rugombo – erano tutte uguali: ore di cammino per raggiungere un fiume dal quale tornare
con una tanica in testa piena d’acqua e le spalle piene di fatica. Gilbert, Esperance, Eucapie, uomini e donne che avevano – e hanno diritto – al cambiamento.
Non un cambiamento preconfezionato, da esportare nelle loro vite, come fosse un aiuto pensato altrove. Ma un processo elaborato assieme, nel quale il rispetto per le comunità fosse una risorsa da valorizzare, e non un ostacolo da scavalcare.
Per questo sono stati identificati, insieme a quelle stesse comunità, i bisogni realmente percepiti a diversi livelli ed è da lì che si è costruito il progetto “Acqua fonte di vita e sviluppo”, che ha l’obiettivo di portare acqua potabile e servizi igienico-sanitari ai villaggi lungo la direttrice Rubirizi–Rukana, dove oggi nessuno ha accesso a una rete idrica sicura.
Cooperazione e valorizzazione delle tradizioni locali
Euphrasie, Evelyne e Jeanne sono solo alcune delle donne che hanno voluto partecipare ai lavori di costruzione dell’acquedotto previsto dal progetto e lo hanno fatto lavorando nei diversi cantieri: hanno trasportato materiali pesanti e si sono occupate della setacciatura della sabbia. Hanno acquisito nuove competenze, che hanno permesso loro di contribuire in modo significativo alle entrate familiari.
La presenza femminile è uno degli elementi che ha permesso di costruire una visione comune del percorso di cambiamento necessario per lo sviluppo delle comunità. Anche in questo caso, come in tutti gli altri progetti dell’AMU, le tradizioni locali e i saperi ancestrali sono stati rispettati e integrati, considerandoli una ricchezza dalla quale partire.
Il dialogo per la Giornata mondiale della diversità culturale e per lo sviluppo
Questo è uno dei tanti esempi che potremmo fare oggi, nella Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo. Una celebrazione verso la quale nutriamo un profondo senso di appartenenza: dialogo e sviluppo sono in ogni idea alla base dei nostri progetti, e sono soprattutto i pilastri sui quali si regge Living Peace International, la rete di pace che abbraccia ormai tutto il mondo. Costruita pazientemente negli anni, vede ora in ciascuno dei cinque continenti più di settanta organizzazioni mondiali condividere iniziative e azioni di pace.
I percorsi di educazione alla cittadinanza globale sono ormai trasversali a tutti i progetti dell’AMU – dall’Ecuador alla Siria – perché il dialogo tra culture diverse continua a essere l’unico strumento efficace per prevenire i conflitti e costruire una pace duratura, che fiorisce quando la ricchezza di ogni popolo viene accolta e valorizzata.