Nelle città siriane come Homs, il lavoro rimane un’emergenza quotidiana. Dopo anni di conflitto, il Paese deve fare i conti con una profonda crisi energetica in Siria, che unita a un’economia fragile riduce le opportunità al minimo e rende il costo della vita insostenibile. Chi possiede competenze ed entusiasmo si scontra spesso con la mancanza di risorse fondamentali anche solo per avviare o mantenere attiva una piccola attività. Senza un reddito stabile, la vulnerabilità aumenta, e la migrazione forzata diventa per molti l’unica via d’uscita.

Fadi Samaan — uno dei protagonisti del nostro progetto RestarT — ha fatto i conti con queste difficoltà nel suo contesto quotidiano. Ma, con il nostro accompagnamento, ha cambiato la vita della sua famiglia e dell’intero quartiere in cui abita. Questa è la sua storia.
La bottega nel quartiere di Al-Hamidiyah e la sfida della crisi energetica
Fadi vive nel quartiere storico di Al-Hamidiyah, a Homs. Nel 2016 ha aperto un piccolo negozio di alimentari, diventando rapidamente un punto di riferimento per i vicini, dal momento che la sua era, ed è ancora, l’unica bottega della strada.
Tuttavia, mandare avanti un’attività commerciale in Siria significa scontrarsi con le conseguenze dirette della crisi energetica: la mancanza quasi totale di corrente elettrica. Senza energia costante, è impossibile conservare gli alimenti freschi o far funzionare i macchinari. In queste condizioni, guadagnare uno stipendio sufficiente per mantenere una vita dignitosa diventa un’impresa quasi impossibile.
Attraverso il progetto RestarT, Fadi ha potuto accedere al sostegno per l’installazione di un impianto a energia solare.Un intervento che ha cambiato radicalmente la gestione del suo negozio in tutte le stagioni, con il caldo o con il freddo: in estate, i pannelli solari garantiscono la continuità elettrica necessaria per azionare il frigorifero, permettendogli di vendere e conservare gelati e prodotti da forno refrigerati. In inverno, la corrente alimenta la macchina per il caffè espresso, rendendo la sua bottega l’unico luogo del quartiere dove gli abitanti possono bere un ottimo caffè caldo. 
«Ho tratto un enorme beneficio dall’impianto solare e la mia attività è cresciuta notevolmente. Le entrate sono aumentate e il numero di clienti è cresciuto grazie al frigorifero dei gelati e alla macchina per l’espresso.»
— Fadi Samaan
Con il Fondo di Reciprocità l’aiuto si moltiplica
Ciò che rende il progetto RestarT unico nel suo genere è il principio di restituzione e solidarietà. Il programma prevede infatti un meccanismo circolare: ogni beneficiario restituisce il 50% del contributo ricevuto in denaro, risorse che vanno ad alimentare il fondo per finanziare altre attività generatrici di reddito. L’altro 50% viene restituito alla comunità sotto forma di responsabilità sociale.
Coerentemente con questi valori, Fadi ha scelto di destinare una quota mensile dei suoi guadagni in donazioni a un’associazione benefica legata alla chiesa locale. Così, di fronte alla crisi energetica che paralizza la Siria, la sua piccola bottega di quartiere è diventata un punto di riferimento capace di moltiplicare dignità e speranza.