Acquedotto Cibitoke: verso l’obiettivo finale della rete idrica di 21 km

Il progetto a Cibitoke avanza con la riabilitazione delle sorgenti di Nyaruseke e Nyaruhanga. Nonostante le dure sfide logistiche, il ripristino di serbatoi e fontane apre la strada al completamento dell'acquedotto da 21 km

A Cibitoke si va dritti verso l’obiettivo finale del nostro progetto Acqua fonte di vita e sviluppo: la costruzione di un acquedotto lungo circa 21 chilometri, che fornirà acqua potabile in questa zona del Burundi dove non è mai arrivata. Tuttavia, prima di arrivare a questa fase, è stato necessario completare un complesso intervento di ripristino. “Abbiamo dovuto iniziare a realizzare le attività di riabilitazione presso la sorgente di Nyaruseke” racconta Dimitri, coordinatore per conto di CASOBU, partner locale dell’AMU.

La riabilitazione della sorgente di Nyaruseke e il ripristino delle opere idrauliche

Questo lavoro preparatorio può dirsi ora concluso. A oggi, sono stati ripristinati 14 serbatoi di diverse capacità e 19 fontanelle pubbliche Uno dei 14 serbatoi idrici riabilitati nella provincia di Cibitoke per il nuovo acquedotto.(e vedere i bambini che vi si aggirano attorno è una grande gioia!). Inoltre, sono state riabilitate 4 strutture di passaggio e altre opere idrauliche fondamentali, come le camere di manovra e le camere di sezionamento.

Si tratta di strutture dislocate lungo la rete nelle quali sono installate le apparecchiature necessarie per gestire il flusso dell’acqua e che servono a dividere la rete stessa in tratti indipendenti per isolare guasti o perdite.

Sfide logistiche e tecniche: il racconto di Alex

Durante la realizzazione del progetto non sono mancate difficoltà di varia natura. Alex, assistente di Dimitri, ci spiega che le complicazioni sono state tante: “La prima è di natura logistica: per raggiungere la sorgente è necessaria un’ora di cammino e, per trasportare i materiali, gli operai hanno dovuto caricarli sulla testa e camminare per tutto il tragitto”.

Una seconda difficoltà è emersa durante la riabilitazione delle fontanelle: “A volte i tubi erano così arrugginiti da obbligarci a demolire tutto e costruire da zero. Anche nei serbatoi abbiamo riscontrato problemi, specialmente nei tubi di scarico dove venivano inseriti dei pezzi di legno per bloccare o fermare l’acqua. È stato estremamente difficile rimuoverli e spesso siamo stati costretti a demolire e ricostruire i setti divisori affinché l’acqua potesse scorrere senza problemi”.

Ottimizzazione della portata: raggruppare le sorgenti per la comunità

La sorgente di Nyaruseke è ora completamente riabilitata grazie al lavoro di operai e tecnici delle comunità che beneficeranno dell’acqua potabile.

Una bambina accanto a una delle 19 fontanelle pubbliche riabilitate mentre scorre l'acqua pulita.Dimitri specifica la complessità dell’operazione: “Questa è composta da cinque piccole sorgenti diverse, di cui alcune non funzionavano più, abbiamo dunque dovuto raggrupparle tutte insieme per ottenere una portata d’acqua significativa”.

Il progetto non si ferma qui: “Abbiamo anche riabilitato la sorgente chiamata Nyaruhanga, che si trova a 45 minuti di cammino. Quest’ultima ha una portata di circa 2,5 litri al secondo, che intendiamo aggiungere a quella di Nyaruseke per garantire la capacità idrica necessaria a servire l’intera estensione della rete”.

 

(Il progetto è realizzato dall’AMU in stretta collaborazione con il partner locale CASOBU, con il sostegno fondamentale della CEI – Conferenza Episcopale Italiana)

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