Silva: il riscatto di un’onicotecnica a Homs
“Mi chiamo Silva, ho 22 anni e lavoro come onicotecnica”. Comincia così il racconto di questa ragazza siriana, che vive nella città di Homs e che, da quando è entrata a far parte dei beneficiari del Progetto RestarT in Siria, si è riappropriata del proprio futuro.
E del diritto a immaginare una vita nel suo Paese, continuare a far parte della propria comunità e contribuirne allo sviluppo.
Dalla passione autodidatta all’attività autonoma
La cura, la ricostruzione e la decorazione delle unghie è una passione che nutre fin da giovanissima: “L’ho imparata da autodidatta, senza seguire alcun corso. Ho lavorato anche in un salone, ma non avevo l’attrezzatura necessaria per avviare un’attività autonoma”. È stata la squadra del Progetto RestarT in Siria a fornire a Silva quanto necessario, dopo che la giovane aveva presentato domanda per ottenere il sostegno perché desiderava essere indipendente nel suo lavoro.
L’attrezzatura professionale e il successo del progetto
La ragazza ha ricevuto tutta l’attrezzatura indispensabile, inclusi tavolo, sedia, dispositivi per il trattamento alla paraffina (una cera speciale ricca di vitamine e oli utilizzata come rituale di benessere per le mani), e un kit completo per le unghie.
Dopo aver ricevuto il supporto, Silva ha cominciato subito a lavorare: “Ho sentito che aver scoperto il Progetto RestarT in Siria è stata una vera fortuna. Sono diventata indipendente, ho messo in pratica le mie competenze ma ho anche imparato cose nuove“. Le clienti sono aumentate sempre più, così come la fiducia della giovane donna nel domani.
Indipendenza economica e sogni per il futuro
“Anche i miei guadagni sono aumentati. Prima di ricevere il sostegno e avere gli strumenti per lavorare, percepivo solo un terzo di quanto guadagno ora. Da quando ho la strumentazione e il progetto è interamente mio, le entrate sono migliorate”.
Nel futuro di Silva c’è un grande salone di bellezza, con diverse postazioni per curare le unghie e uno staff numeroso.
Il valore della reciprocità e del dono
Nel presente, invece, c’è anche la reciprocità: “Volevo aiutare le persone seguendo i concetti di comunione e reciprocità e, a un anno dall’inserimento nel Progetto RestarT in Siria, ho offerto un corso gratuito per la ricostruzione delle unghie. Altre volte ho proposto corsi a tariffe molto basse. In occasioni speciali ho regalato trattamenti di cura delle unghie a giovani donne in difficoltà. Volevo ricambiare il bene ricevuto”.