La reciprocità prende forma concreta nella storia di Mona Aad.
Residente a Rabah, Mona è una donna che conosce il peso delle giornate trascorse nei campi e la tenacia di chi non si arrende mai. Sposata, madre di due figli – un maschio e una femmina –, Mona ha diviso a lungo la sua vita tra il lavoro agricolo e un impiego a Homs. Eppure, le mancava un tassello che lei riteneva fondamentale: il diploma di scuola superiore. Un traguardo rimandato, ma non dimenticato, che Mona ha deciso di conquistare fianco a fianco con i suoi figli, studiando insieme a loro fino al giorno della maturità. Ma questo non è stato il solo obiettivo raggiunto dalla donna.
Prima della svolta, c’era la cucina di casa e la produzione artigianale di conserve – come le melanzane sottaceto – e di piccoli quantitativi di prodotti da forno. Un forno minuscolo, risorse ridotte all’osso e un giro d’affari inevitabilmente limitato.
Poi, l’incontro che ha ridisegnato i confini del futuro: ovvero, la conoscenza del programma RestarT. Mona ha presentato la sua idea, ha creduto nel suo progetto ed è stata premiata.
Il programma le ha aperto le porte di un nuovo sviluppo, fornendole l’attrezzatura necessaria: un forno adeguato, un’impastatrice, un matterello, sacchetti e stampi. Strumenti che potrebbero sembrare semplici utensili, ma che per Mona hanno fatto la differenza.
Una questione di reciprocità
Grazie a quel supporto, infatti, la produzione è letteralmente decollata. Laddove prima si lavoravano faticosamente cinque chili a mano, oggi l’impastatrice ne gestisce venticinque; il lavoro è diventato più rapido, preciso, capace di rispondere a una domanda in costante crescita. 
Oggi il sogno di Mona non si ferma qui: guarda avanti, vuole ampliare la gamma dei dolci e consolidare la sua attività. Ma il vero guadagno, quello che traspare dalle sue parole, non si misura soltanto in chili di farina o in ordini evasi. È una questione di reciprocità.
Forte del sostegno ricevuto, Mona ha scelto di non dimenticare chi fa fatica: vende i suoi prodotti al prezzo di costo alle persone che non possono permettersi di acquistarli, chiedendo in cambio soltanto il valore degli ingredienti e azzerando la manodopera.
Come il programma RestarT le ha teso la mano nel momento del bisogno, così Mona tende la sua, offrendo generi alimentari e vicinanza. Perché, come ama ripetere, “le persone hanno bisogno l’una dell’altra”.