Diario di missione: l’impatto delle latrine ecologiche

Emanuela racconta l'impatto delle latrine ecologiche in Burundi: una soluzione che garantisce igiene, tutela l’ambiente e produce un fertilizzante naturale capace di rigenerare l'agricoltura locale
Il valore della prevenzione e della salute

In questo nuovo viaggio nella provincia di Cibitoke sono andata a vedere da vicino – tra le altre cose – i frutti del lavoro svolto lo scorso anno, durante il quale sono state costruite 35 latrine ecologiche grazie ai finanziamenti delle Regioni Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.

Una delle 35 latrine ecologiche costruite da AMU per la prevenzione delle malattie e la tutela delle falde acquifere.Si tratta di interventi spesso sottovalutati, ma che in realtà sono sostanziali e molto importanti, perché integrano l’impatto prodotto grazie alla costruzione dell’acquedotto.

Il loro ruolo è fondamentale per lavorare sulla prevenzione e sull’igiene ambientale, nonché per contrastare la diffusione di malattie legate alle mani sporche o di tipo gastrointestinale.

Normalmente, infatti, le latrine sono costituite da semplici buche scavate nel terreno intorno alle case: una condizione che purtroppo contribuisce all’alto tasso di mortalità tra i bambini dai 0 ai 5 anni.

Un modello ecologico per l’ambiente e l’agricoltura

Le latrine ecologiche che abbiamo affinato nel tempo e che abbiamo costruito con il progetto Acqua fonte di vita e sviluppo hanno l’obiettivo di tutelare l’ambiente e le falde acquifere, portando un beneficio diretto alla salute pubblica. Ma c’è un aspetto ulteriore molto interessante che riguarda la ricaduta economica sulle famiglie, grazie all’utilizzo in ambito agricolo dei fertilizzanti organici prodotti da questo tipo di latrine.

I materiali organici vengono difatti raccolti e  stoccati senza acqua, con l’aggiunta di cenere, e – dopo un periodo che va dai tre ai sei mesi – possono essere riutilizzati come fertilizzante. È un sistema che permette a ogni famiglia di autoprodurre un concime molto valido senza alcun costo.

Risultati sorprendenti: il vigore delle piantagioni

Questa è stata forse la prima esperienza nella quale ho avuto l’occasione di tornare un anno dopo, sugli stessi luoghi, Coltivazione rigogliosa di mais in Burundi grazie all'uso di fertilizzante naturale prodotto dalle latrine ecologiche.per verificare i risultati e parlare direttamente con i beneficiari. Devo dire che la differenza rispetto ai terreni dei vicini di casa mi è balzata subito agli occhi: le piante di mais erano molto più rigogliose e alte, con delle pannocchie giganti.

I racconti di chi coltiva questi campi hanno confermato che l’uso come fertilizzante delle urine raccolte ha prodotto ottimi risultati e anche l’utilizzo in ambito fitosanitario ha permesso di proteggere le piante dagli insetti.

Inoltre, nonostante un periodo di forte siccità, i cavolfiori concimati con questo sistema sono sopravvissuti, arrivando a pesare anche 5 kg; mentre quelli dei vicini morivano perché non riuscivano a reggere le alte temperature e l’assenza di acqua.

La nascita della reciprocità nella comunità

Le famiglie che hanno beneficiato della costruzione di latrine ecologiche sono state selezionate dalle amministrazioni locali per portare Una donna in Burundi mostra grandi pannocchie di mais raccolte grazie all'uso del fertilizzante naturale prodotto dalle latrine ecologiche.avanti un progetto pilota, ricevendo la latrina gratuitamente, come un dono.

Sondando con loro la possibilità di estendere i benefici al resto della comunità, ci siamo accorti di una cosa veramente positiva: ovvero, che stava già nascendo una condivisione spontanea dei fertilizzanti con i vicini.

La nostra idea è proprio quella di favorire questa condivisione: chi ha ricevuto la latrina aiuta gli altri a incrementare la produzione agricola, dando loro un po’ del fertilizzante prodotto, così che anche i vicini possano mettere da parte i risparmi necessari per costruirsi, in futuro, la propria latrina ecologica.

Abbiamo trovato una disponibilità inaspettata e una grande volontà di sostenersi a vicenda, Questo è senz’altro un ottimo riscontro per il nostro progetto.

Emanuela Castellano, responsabile dei progetti dell’AMU in Burundi

Il tuo sostegno è indispensabile per avviare altri progetti come questo

Loading...