A Damasco un regalo inaspettato accende la reciprocità

Il dopo-scuola “BEIT EL ATFAL” (HOUSE OF CHILDREN) a Damasco è un’esperienza che continua a crescere. Tra gli insegnanti, gli operatori e i ragazzi che lo frequentano si è creata una grande intesa. I primi hanno capito che la cura per ogni studente è la chiave per ottenere il massimo impegno e il massimo dei […]



Il dopo-scuola “BEIT EL ATFAL” (HOUSE OF CHILDREN) a Damasco è un’esperienza che continua a crescere. Tra gli insegnanti, gli operatori e i ragazzi che lo frequentano si è creata una grande intesa. I primi hanno capito che la cura per ogni studente è la chiave per ottenere il massimo impegno e il massimo dei risultati. I ragazzi si sentono speciali, ricevono le attenzioni e l’incoraggiamento che nelle classi sovraffollate e scomode dei corsi regolari non riescono ad avere. Questa è la reciprocità che nasce spontanea quando ciascuno riconosce il valore dell’altro, indipendentemente dall’età o dal ruolo .

In questo clima piccoli e grandi gesti aiutano la vita di ogni giorno, come quello che qualche tempo fa hanno organizzato gli insegnanti: mettendosi d’accordo con un negozio della zona, hanno portato tutti i ragazzi a comprare un paio di scarpe ciascuno. Un gesto che ha regalato, oltre all’oggetto in sé, un momento di entusiasmo e affetto! C’è chi ha scelto delle scarpe per lo sport, chi per i momenti di festa, c’è ancora chi, come Jad, ha avuto finalmente un paio di scarpe che gli piacevano e della sua taglia. Finora ha indossato le scarpe che la mamma riusciva a trovare al mercato di abiti di seconda mano. E non erano sempre quelle che lui desiderava, molto spesso di una o due taglie più grandi.

Un gesto che è rimasto nel cuore dei giovani studenti che, proprio in questo momento di difficoltà e di distanza sociale, hanno voluto ricambiare preparando un piccolo dono per la Giornata dell’insegnante. Un pensiero da donare a ciascuno e specifico per ognuno. Così il professor Danny ha ricevuto un piccolo orologio, il suo era vecchio e scarico e a lui l’orologio serve per scandire gli orari delle lezioni. Il professor Ramiz, invece, che aveva perso il suo accendino speciale, ne ha ricevuto uno simile in regalo.

I doni sono stati recapitati agli insegnanti insieme allo stipendio di marzo (avendo sospeso le lezioni e I momenti di incontro con I ragazzi).

Nascere e vivere in un paese in guerra è un’esperienza dura e difficilmente descrivibile, ma con la solidarietà e i gesti di reciprocità, ciascuno riesce a realizzare piccoli momenti di felicità e costruire, ogni giorno, piccoli cambiamenti per il futuro.

 

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