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Lunedì 2 Settembre 2013
 
SIRIA: IL CORAGGIO DI GUARDARSI COME FRATELLI

Accorato appello del Santo Padre per la pace in Siria all’Angelus del 1 settembre. Un richiamo forte e toccante per intraprendere con coraggio l’unica strada possibile: la via del dialogo.

«Vorrei farmi interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica grande famiglia che è l’umanità, con angoscia crescente: è il grido della pace!  (…) La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato.
Vivo con particolare sofferenza e preoccupazione le tante situazioni di conflitto che ci sono in questa nostra terra, ma, in questi giorni, il mio cuore è profondamente ferito da quello che sta accadendo in Siria e angosciato per i drammatici sviluppi che si prospettano.
Rivolgo un forte Appello per la pace, un Appello che nasce dall’intimo di me stesso! Quanta sofferenza, quanta devastazione, quanto dolore ha portato e porta l’uso delle armi in quel martoriato Paese, specialmente tra la popolazione civile e inerme! Pensiamo: quanti bambini non potranno vedere la luce del futuro! Con particolare fermezza condanno l’uso delle armi chimiche! Vi dico che ho ancora fisse nella mente e nel cuore le terribili immagini dei giorni scorsi! C’è un giudizio di Dio e anche un giudizio della storia sulle nostre azioni a cui non si può sfuggire! Non è mai l’uso della violenza che porta alla pace. Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza!
Con tutta la mia forza, chiedo alle parti in conflitto di ascoltare la voce della propria coscienza, di non chiudersi nei propri interessi, ma di guardare all’altro come ad un fratello e di intraprendere con coraggio e con decisione la via dell’incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione. Con altrettanta forza esorto anche la Comunità Internazionale a fare ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la pace in quella Nazione, basate sul dialogo e sul negoziato, per il bene dell’intera popolazione siriana.
Non sia risparmiato alcuno sforzo per garantire assistenza umanitaria a chi è colpito da questo terribile conflitto, in particolare agli sfollati nel Paese e ai numerosi profughi nei Paesi vicini. Agli operatori umanitari, impegnati ad alleviare le sofferenze della popolazione, sia assicurata la possibilità di prestare il necessario aiuto. (altro…)


Mercoledì 31 Luglio 2013
 
TESTIMONIANZE DALLA SIRIA – 2

Ancora una volta diamo voce a chi in Siria resiste in ogni modo alla guerra. La situazione ad Aleppo e a Damasco.

Ad Aleppo la situazione si è fatta ogni giorno più drammatica – raccontano i nostri referenti dalla Siria. La gente si chiede come ce la farà a resistere ancora, se la soluzione politica tardasse ad arrivare e continuassero i combattimenti. Dalla periferia il frastuono dei bombardamenti si fa sempre più intenso, mentre puntualmente ogni sera i gruppi armati sparano colpi di mortaio sui quartieri dove vivono i civili – molti dei quali rifugiati lì da altre zone diventate un vero campo di battaglia – seminando terrore e provocando ogni volta feriti e morti. Questa tattica sembra avere uno scopo preciso: demoralizzare la popolazione e svuotare questi quartieri dai suoi abitanti. La gente, però, cerca ancora tenacemente di resistere alla prospettiva di lasciare la propria casa e di cancellare forse per sempre la possibilità di vivere nella propria città.

In molte famiglie ormai nessuno lavora e non sono poche quelle che vivono esclusivamente degli aiuti messi a disposizione da chiese e organizzazioni umanitarie; aiuti importanti ma insufficienti. La necessità di cibo è diventata ad Aleppo prioritaria e si ringrazia il Cielo che con l’arrivo del bel tempo non ci sia bisogno anche di gasolio per il riscaldamento. A maggio si è dovuta pagare una pre-iscrizione nelle scuole private, le uniche funzionanti, e ciò ha gettato nell’angoscia le famiglie, che vorrebbero almeno garantire ai figli l’istruzione ma non sanno come trovare il denaro necessario, dopo aver consumato in pochi mesi i risparmi di una vita. (altro…)


Venerdì 26 Luglio 2013
 
UNO ACCANTO ALL’ALTRO

Al posto della globalizzazione dell’indifferenza, occorre promuovere la globalizzazione della solidarietà, perché senza giustizia e solidarietà non ci sarà mai la pace.
E’ uno dei concetti cari a Papa Francesco, ribadito ieri nel corso della sua visita ad una favela di Rio de Janeiro, un contesto particolarmente significativo anche sotto il profilo degli interventi e dei programmi di “pacificazione” messi in atto dal governo brasiliano e da varie agenzie sociali.

Ce ne parla Luce Silva, brasiliana di Maceiò e responsabile all’AMU dei progetti di educazione allo sviluppo. “Vorrei entrare nella casa di ognuno”, ha detto il Papa, mostrando in concreto la necessità e la bellezza di cercare rapporti veri, di mettersi a fianco gli uni degli altri, da uguali. Non una solidarietà anonima, dunque, ma un rapporto tra fratelli. Per noi che lavoriamo nella cooperazione è uno stimolo a verificare ogni giorno le nostre scelte e la nostra metodologia.

In Europa – continua Luce Silva – ci si è stupiti molto di quanto Papa Francesco ha detto e fatto, ma io vedo tutto questo come il frutto maturo di ciò che è avvenuto nella Chiesa dell’America Latina negli ultimi 50 anni. Abbiamo una Chiesa di martiri: intere popolazioni sterminate per questioni sociali; sacerdoti e religiosi uccisi per il loro impegno contro i potenti e a favore dei poveri. Per l’America Latina l’opzione preferenziale per i poveri, così come la denuncia delle “strutture di peccato”, non rappresentano una novità ed è questo l’ambiente e la dimensione in cui papa Francesco ha sempre vissuto. (altro…)


Giovedì 18 Luglio 2013
 
GRAZIE PIER GIORGIO !

E’ difficile dire in poche righe qualcosa di Pier Giorgio Colonnetti. Ieri, 17 luglio, ci lasciati per raggiungere la Casa del Padre, ma l’impressione più forte è che sia con noi più di prima.
Socio fondatore dell’AMU, ne è stato vice-presidente dalla sua costituzione (nel 1986) al 1988 e poi presidente dal 1989 al 2000, quando ha lasciato l’incarico per assumere altri impegni nel Movimento dei Focolari, rimanendo però nel consiglio di amministrazione dell’AMU fino al 2007. Anche in seguito ha sempre trovato il modo di rendersi presente e dare il suo contributo.

Ci piace ricordarlo attraverso le impressioni a caldo di alcuni di noi che, in momenti diversi, hanno avuto modo di collaborare con lui.

Salvina Infantino: dal 1989 al 2000, come vicepresidente, ho condiviso con lui la responsabilità dell’AMU. E’ stata una collaborazione sempre costruttiva. Anche se in qualche caso partivamo da punti di vista diversi, alla fine si riusciva a trovare una soluzione condivisa. Mi viene spesso in mente il sorriso pacato e sereno con cui affrontava le situazioni, anche difficili, impegnandosi fino alla loro soluzione.

Marco Aquini: mi è difficile “ricordare” Pier Giorgio perché è stato presentissimo nella mia vita fino all’ultimo, fino alla chiacchierata di 20 giorni fa a casa sua o al sorriso di lunedì scorso. E’ come se fosse ancora qui con la sua presenza discreta, concreta ed essenziale. (altro…)


Venerdì 12 Luglio 2013
 
EGITTO: LA SCOMODA VERITA’ DELLA PACE

Dai nostri amici del Cairo, un appello accorato affinché venga fatta conoscere la verità. “Che almeno l’Europa dimostri la sua capacità di distinguere!”

«Vi scrivo per darvi notizie dall’Egitto – scrive S., un’amica che abita al Cairo da diversi anni. Da quello che ho potuto vedere, i media occidentali non trasmettono informazioni corrette, anzi, sembrano pilotati. Forse perché prendono come attendibili le notizie false che frange estremiste diffondono di proposito per fomentare l’odio.
Il Presidente ad interim continua ad offrire dialogo e apertura; persino il rappresentante dell’esercito ha parlato di perdono… e invece, tutti a parlare di guerra civile. A qualcuno piacerebbe molto, ma gli egiziani non cadono nel tranello. Vi prego di boicottare  certi notiziari; dubitiamo anche della correttezza delle loro traduzioni dall’arabo. Almeno l’Europa dimostri la sua capacità di distinguere senza misurare tutto con i propri schemi

Ma ripercorriamo quanto è accaduto attraverso le parole di alcuni amici egiziani.

4 luglio
«Non potete immaginare l’intensità straordinaria di questi ultimi giorni e l’esplosione di gioia nelle strade e piazze in tutto l’Egitto! Abbiamo vissuto un fenomeno unico di solidarietà, di fede e di tenacia per salvare il paese. Abbiamo visto un popolo unito, festoso e religioso che ha dato una dimostrazione di alti valori civici nel condurre una rivoluzione in modo pacifico.
Si respira aria di libertà! È la fine di un incubo e l’inizio di un era nuova… Il sorriso tipico egiziano è tornato sui volti di tutti. (altro…)