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Venerdì 17 Maggio 2019
 
A porte Aperte – 1 giugno a Roma

Conosci Fare Sistema Oltre l’Accoglienza?

Il programma che dal 2016 ha proposto percorsi formativi e di inclusione socio-lavorativa a oltre 180 persone , straniere e italiane, in situazioni di vulnerabilità, coinvolgendo quasi 70 aziende, 95 famiglie, oltre 30 associazioni territoriali e circa 50 centri di accoglienza.

Un percorso che risponde a chi vuole giocare sulla paura e sull’egoismo con un impegno semplice e concreto “A porte aperte!”

Se hai partecipato al programma, ne hai sentito parlare o vuoi scoprire come vivere un‘esperienza di inclusione con la tua famiglia o la tua azienda vieni a trovarci il 1 giugno a Roma.

Una giornata per condividere e approfondire quanto è stato fatto; per incontrare aziende, famiglie, operatori, associazioni, volontari che hanno reso possibile i percorsi di inclusione; per scoprire come continuare insieme e costruire una nuova idea dell’accoglienza.

Ci vediamo allo scout center dalle 9.30

 

09.30 Accoglienza
10.00 Introduzione – programma della giornata
10.15 “Fare Sistema Oltre l’Accoglienza: gli obiettivi, le azioni, i risultati”
10:30 “La Rete di Fare Sistema: un valore aggiunto per l’inclusione”

10.45 – 13.30 “L’inclusione sociale e lavorativa” – Testimonianze dirette di aziende, famiglie, operatori, volontari che hanno reso possibile l’accoglienza dando inizio ai percorsi di inclusione – prima parte

13.30 Pausa pranzo

14.30 – 16.00 “L’inclusione sociale e lavorativa” – seconda parte

16.00 Dibattito e Conclusioni


Martedì 14 Maggio 2019
 
In Siria, tra emergenza e solidarietà

In questi giorni, Francesco e Tamara del settore “Progetti” di AMU sono in Siria, per un sopralluogo presso i progetti del Programma “Emergenza Siria” e per confrontarsi con i nostri partner e operatori locali.

Dai loro racconti emerge una terra martoriata da anni di bombe, ma con una popolazione (quella rimasta) con ancora salda la propria dignità e la voglia di ricominciare, piano piano. Umilmente, ogni giorno, migliaia di persone provano a ricostruire il loro mondo, con l’aiuto dei sostegni che però, man mano, diminuiscono.

Il Programma del Coordinamento emergenze del Movimento dei Focolari si occupa di diversi aspetti della vita quotidiana di molte persone. In particolare, gli aspetti legati alla salute sono quelli che più impegnano e che coinvolgono maggiormente operatori e volontari.

La nostra squadra di fisioterapisti, ad esempio, sarebbe in grado di curare un paziente anche solo con il loro entusiasmo!
“In qualche settimana – ci raccontano – abbiamo già raggiunto 44 pazienti. Fra di loro ci sono anche diversi bambini affetti da paralisi cerebrale. Con la guerra questi casi sono aumentati molto, anche per i traumi subiti dalle donne in gravidanza e durante il parto in condizioni inadeguate.

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Mercoledì 8 Maggio 2019
 
Un nuovo lavoro e una nuova terra – Giordania

Dopo il trauma di dover lasciare la propria terra, la paura più grande è quella di non trovare un lavoro per mantenere sé e la propria famiglia.

Martin è un iracheno di 27 anni e padre di una bambina. Fino all’arrivo dell’Isis la sua vita è trascorsa serena in patria, poi, lui e la sua famiglia hanno iniziato a subire minacce.
Per questo ha deciso di lasciare tutto quello che aveva, dalla casa al lavoro, ed è arrivato in Giordania nel 2016, portando con sé solo un po’ di risparmi per sopravvivere i primi tempi.
Ben presto Martin e suo fratello hanno dovuto cercare un lavoro per sostenere la loro famiglia. Purtroppo, gli iracheni in Giordania non hanno il permesso di lavorare in maniera regolare, così Martin si è trovato in un vicolo cieco e la situazione è andata, man mano, peggiorando. Un giorno ha sentito parlare della Caritas Giordania e dell’assistenza che offrivano proprio a persone nella loro situazione. In un primo periodo Martin e i suoi hanno usufruito di questi servizi e aiuti, ma non sarebbe potuta essere una situazione duratura. Il lavoro rimaneva la necessità primaria.
Attraverso il progetto di sostegno ai rifugiati iracheni in Giordania, promosso da AMU e implementato da Caritas Giordania, Martin, ha avuto l’opportunità di formarsi e poi di lavorare come falegname presso il Giardino della Misericordia – Centro di Nostra Signora della Pace.
Martin ancora racconta quanto questo lavoro abbia cambiato la sua vita, quanto ora sia più sereno e avendo orari di lavoro dignitosi e uno stipendio che gli permetta di mantenere lui e la sua famiglia.
La storia di Martin è simile a quella di molti altri rifugiati iracheni che in Giordania hanno trovato modo di formarsi una nuova vita tra mille difficoltà. Grazie alla presenza della Chiesa, attraverso la Caritas, ora possono lavorare regolarmente.


Lunedì 6 Maggio 2019
 
Il lavoro per ritrovare dignità e forza – La storia di Mara

La storia di Mara e di altre donne protagoniste del progetto Augeo* che, all’interno del Programma Fare Sistema Oltre l’Accoglienza, si occupa di ridare dignità e fiducia, attraverso il lavoro e l’inclusione sociale, a donne passate attraverso grandi difficoltà.

 

Così, oggi, 7 giovani mamme vivono finalmente un momento di rinascita, muovendo i primi passi nella consapevolezza della ricchezza che portano dentro, dando fiducia ai talenti che timidamente sono riuscite a far emergere. In questo percorso è fondamentale il supporto delle operatrici di Casa Betania, la casa famiglia de “L’Accoglienza Onlus”, e di tanti attori che hanno tessuto una rete di supporto attorno a loro.

Significative, tra le altre, le esperienze di Asma, bengalese, vissuta a lungo segregata in casa, oggi con fierezza ci mostra sul telefono gli scatti dei suoi lavori di sartoria, oppure quella di Yaram, che nel raccontarci quello che sta imparando nella sartoria non riesce a nascondere l’emozione e il suo sogno: vorrebbe un giorno tornare in Senegal per aprire un’attività tutta sua. Laura, rumena, ha imparato da sola a leggere e scrivere desiderosa di formarsi e di lavorare nel campo della cucina e ristorazione, mentre Keila, fuggita dal Venezuela, diplomata in Servizi Educativi per l’infanzia ha potuto mettersi alla prova come insegnante di spagnolo in una piccola scuola di lingue, dove la titolare ha riconosciuto in lei un vero e proprio supporto innovativo per le attività di insegnamento ai bambini.

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Venerdì 3 Maggio 2019
 
Ecuador – la forza delle donne, la forza della comunità

In questi giorni siamo in Ecuador, per conoscere come le donne delle zone terremotate si stiano organizzando e riprendendo le attività lavorative.

“Abbiamo avuto questa idea dell’allevamento di polli, e noi stesse abbiamo costruito un recinto con l’aiuto di vicini e amici, poi grazie al progetto #SunriseEcuador abbiamo comprato gli animali e il cibo”.

Riprendere o far nascere nuove attività è un aspetto molto importante per ricostruire la dignità e la fiducia di queste popolazioni:

“Questo per noi significa molto perché possiamo collaborare con l’economia delle nostre famiglie, posso dare qualcosa anch’io in casa per aiutare mio marito che lavora fuori”

Dopo l’esperienza devastante del terremoto, un obiettivo importante del progetto è quello di ricostruire anche i legami sociali, la solidarietà all’interno della comunità, perchè solo l’unione può dare la forza per superare la paura.

“Questo lavoro è molto importante perché ci ha insegnato a lavorare come squadra come in una famiglia. Quando una di noi non può fare il suo orario di lavoro per la cura dei polli, un’altra la sostituisce, e ci aiutiamo l’un l’altra nella cura dei nostri figli. Condividiamo spese e lavoro e abbiamo imparato che possiamo fare tante cose insieme

Scopri di più sul progetto “Sunrise Ecuador” e come sostenerlo