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Progetti di sviluppo
 

Finiti gli scontri armati più duri, ma non l’Emergenza Siria, oggi la città’ di Homs manca di risorse umane e fonti di reddito a causa di molti fattori, tra cui la distruzione delle infrastrutture e la migrazione dei capitali verso l’estero e l’embargo economico sulla Siria.
Lo spostamento di moltissime persone da alcuni quartieri bombardati verso altri considerati “sicuri” e la diminuzione del numero di professori (migrati all’estero) ha portato a un sovraffollamento delle scuole e quindi alla mancanza di accompagnamento scolastico/educativo adeguato per ogni studente.

D’altra parte, le spese scolastiche nelle scuole private diventano ormai pesanti soprattutto a causa della svalutazione della moneta siriana, dell’alto costo della vita e dello scarso reddito delle famiglie.

Le spese scolastiche annuali per ogni bambino equivalgono allo stipendio mensile di un impiegato di livello medio.

Il costo di un’ora di lezione privata è lievitato fino a toccare mediamente le 1.000 Lire Siriane (2.00 US $), un valore molto alto tenendo conto che lo stipendio mensile base a Homs è di circa 25.000 Lire Siriane (50.00 US $).
Il progetto si propone di offrire una maggiore cura e attenzione ai bambini sfollati, accompagnata da un sostegno educativo e scolastico.

Attività e beneficiari:

– Corso di sostegno scolare, dalla prima alla sesta elementare, per 100 bambini di età tra 7 e 12 anni, per 5 giorni alla settimana, da domenica a giovedì, dalle ore 14.00 alle ore 17.00

– Attività ricreative in contemporanea con i corsi

– Attività di educazione alla pace tenendo conto delle specifiche appartenenze religiose dei bambini.
Sostegno scolastico addizionale per due lingue, il francese e l’inglese.

 

Le attività del progetto garantiscono un lavoro e un reddito mensile a 12 persone tra operatori e insegnanti.

 

Il comune di Bururi, è costituito da 28 colline. Rukanda è una di queste, situata in una zona impervia particolarmente difficile da raggiungere, c’è solo una strada asfaltata costruita negli ultimi anni e impraticabile durante la stagione delle piogge. Le circa 8.000 persone che abitano la collina sono praticamente isolate. L’isolamento fisico si ripercuote sugli aspetti più importanti della vita della comunità. Il centro medico più vicino si trova a 5 km, percorribili a piedi.

La produzione agricola è scarsa e poco diversificata, la sicurezza alimentare è precaria e si registra un altissimo tasso di malnutrizione tra i bambini. 

Istruzione e formazione dei bambini e ragazzi sono fortemente precarie a causa delle grandi distanze da dover percorrere (la maggior parte dei bambini devono camminare ogni giorno per più di 2 ore per arrivare a scuola), della cattiva condizione degli edifici scolastici e della mancanza di nutrimento adeguato.
L’accesso all’acqua potabile potrebbe aiutare a spezzare questa spirale. Attualmente le famiglie di Rukanda sono costrette a percorrere 2 chilometri a piedi per raggiungere la prima fonte di acqua potabile, con conseguenze su igiene e salute.

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Clicca sull’immagine per guardare la presentazione sintetica del progetto!

QUI TROVI UNA SCHEDA RIASSUNTIVA.

Obiettivi del progetto

1) Promuovere l’accesso all’acqua potabile e migliorare le condizioni igieniche di tutta la popolazione di Rukanda
2) Rafforzare la capacità della popolazione di Rukanda di gestire e mantenere le infrastrutture per l’acqua potabile
3) Migliorare le condizioni economiche delle famiglie di Rukanda attraverso il microcredito

Attività da realizzare

Il progetto prevede l’implementazione delle seguenti attività:
1. Canalizzazione di 2 fonti d’acqua situate ad un’altitudine elevata e costruzione di un sistema di adduzione d’acqua potabile (acquedotto) della lunghezza di 23,3 km. Tale sistema porterà l’acqua potabile direttamente a Rukanda dove saranno costruiti 32 punti d’acqua da cui la popolazione potrà attingervi;
2. Attività di formazione sull’igiene di base e sulla prevenzione delle principali malattie;
3. Costruzione, e formazione al loro utilizzo, di 20 servizi igienici ecologici che proteggano le falde acquifere e permettano l’utilizzo dei rifiuti organici come concime per l’agricoltura;
4. Attività di formazione sulla gestione dei beni comuni rivolte ai beneficiari diretti del progetto, ai membri del comitato comunale di gestione dell’acqua e ai leader della comunità;
5. Organizzazione dei beneficiari diretti in 32 comitati di gestione dei punti d’acqua per il mantenimento delle infrastrutture costruite;
6. Attività di formazione sul microcredito e creazione e monitoraggio di almeno 30 gruppi di microcredito comunitario per il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie in modo che possano avere le risorse per contribuire al funzionamento delle infrastrutture garantendone il mantenimento.

 

 

La migrazione di persone dalle zone distrutte della città verso quelle considerate sicure, ha portato a uno sbilanciamento della distribuzione della popolazione, con un abbandono di alcuni quartieri e il sovrappopolamento di altri. Questo sommato all’immigrazione all’estero di tanti professori ha comportato che gli alunni in alcune classi siano il doppio o il triplo rispetto al passato compromettendo quindi l’adeguato accompagnamento scolastico/educativo per ogni studente.
D’altra parte, le spese scolastiche nelle scuole private diventano ormai pesanti soprattutto a causa della svalutazione della moneta siriana, dell’alto costo della vita e dello scarso reddito famigliare.

Le spese annuali di scolarità per ogni bambino equivale allo stipendio mensile di un impiegato di livello medio.


Il progetto educativo si concentra sui bambini del quartiere Bab el Sebaa, uno dei più martoriati della città che vive un fortissimo problema di disoccupazione.

Obiettivi e beneficiari:

Corso di sostegno, dalla prima alla sesta elementare, per 100 bambini di età tra 7 e 12 anni, per 5 giorni alla settimana
Attività ricreative in concomitanza con i corsi
Attività di educazione alla pace tenuti dagli stessi professori
Sostegno scolastico addizionale per due lingue, il francese e l’inglese

Le attività principali garantiscono un lavoro e un reddito mensile a 12 persone impiegate per la realizzazione del progetto.

 

La situazione economica e sociale ad Aleppo è catastrofica anche se alcuni servizi stanno ripartendo, l’acqua e l’elettricità sono in parte disponibili, così come alimenti e benzina. Rimane drammatico il problema dei bambini, ragazzi e ragazze, soprattutto quelli sfollati, costretti ad abbandonare le loro case verso zone o quartieri considerati più sicuri, ma ormai, sovraffollati.
L’AMU ha deciso di sostenere il progetto di apprendimento “Impara e produci” dell’Associazione Centro Artigianato Siriano. Il corso,  rivolto proprio a ragazzi adolescenti, mira alla riabilitazione e allo sviluppo dell’ artigianato tradizionale.
In particolare si trasmettono le tecniche dei diversi mestieri artigianali tradizionali come ad esempio: l’arte AJAMI, la creazione delle stalattiti decorative, la produzione del sapone di Aleppo (a base di alloro), il lavoro su rame e il ricamo.

Questo progetto, oltre a dare un’opportunità di riscatto a ragazzi che vivono in condizioni di grande disagio, permetterà di formare nuove risorse umane, con competenze artigianali, capaci di collaborare alla ricostruzione della parte vecchia della città di Aleppo

Attività e beneficiari
Corso di formazione per 20 adolescenti tra i 12 e i 16 anni per acquisire competenze professionali da spendere nel mondo della produzione e vendita di prodotti artigianali

Le attività dell’istituto garantiscono un lavoro e un reddito mensile a 4 formatori professionisti, 4 assistenti, 3 funzionari, per lo svolgimento del progetto e del corso.

 

Il distretto di Hama si trova al centro della parte nord del Paese. La sua economia si basa principalmente su attività di agricoltura e di allevamento. Vivono in queste pianure fertili varie comunità musulmane, Sunniti, Sciiti Alawiti e Ismailiti, ma anche tanti Cristiani di varie chiese, soprattutto Greci ortodossi della Chiesa di Antiochia.

Questo distretto non è stato oggetto di grandi battaglie e distruzioni. Questo però ha fatto in modo che la città sicura di Hama, che contava 700 mila abitanti, si sia trovata ad ospitare tanti rifugiati fino ad arrivare a 1 milione e mezzo di persone, creando una crisi di alloggi, servizi e lavoro.
In generale la popolazione si è impoverita anche perché è diventato più difficile lavorare in agricoltura a causa della mancanza di sicurezza nelle campagne e del razionamento della corrente elettrica, essenziale agli agricoltori per l’irrigazione.

La diminuzione del reddito delle famiglie ha portato a tagliare le spese mediche, soprattutto per malattie come il cancro, le patologie cardiologiche, il diabete e le dialisi.

Attività e beneficiari:
Accesso alle cure mediche agli ammalati di cancro (chemioterapia e medicinali complementari) – 35 pazienti, ogni mese
Sostegno economico per gli ammalati che soffrono di insufficienza renale –  5 pazienti, ogni mese
Sostegno psicologico agli ammalati assistiti tramite visite settimanali, in ospedale o a casa.