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Egitto
 

Il progetto triennale Chance For Tomorrow nasce per dare continuità e consolidare le attività educative e formative portate avanti da circa 8 anni dalla Fondazione Koz Kazah nella comunità di Shubra, uno dei quartieri più popolosi del Cairo.
La fondazione è impegnata nel lavoro con gli ultimi nelle zone più periferiche della capitale egiziana. Tra i principali obiettivi delle loro attività c’è il contrastare l’evasione scolastica dei ragazzi, promuovere la partecipazione femminile al dibattito pubblico e incoraggiare le ragazze e le donne ad accedere a percorsi educativi e professionali, sviluppando le loro capacità personali (vedi ad esempio le schede progetto “Ragazzi a rischio” e “Donna educatrice di Pace“).

Le dimensioni assunte dall’impegno crescente di Koz Kazah e la risposta positiva che i programmi precedenti hanno trovato nella popolazione locale, rendono oggi necessario un rafforzamento di capacità dell’organizzazione, al fine di migliorare l’efficacia e la qualità dei servizi offerti alla popolazione e renderli stabili e continuativi nel tempo.
Per questo, all’iniziale gruppo di volontari si sono aggiunte progressivamente alcune figure professionali e di coordinamento.
Per le attività di artigianato già avviate con il gruppo delle donne (lavorazione del vimini, cucina, catering e stampa ecologica), il nuovo progetto incoraggerà l’inserimento nel mondo del lavoro di alcune di loro attraverso stage svolti in aziende del territorio.

Per garantire la sostenibilità e la qualità del progetto si rafforzeranno anche le competenze e le capacità di chi da anni, anche a titolo volontario, ha scelto con entusiasmo e dedizione di dedicarsi al lavoro nella Fondazione.

Crediamo che tutta la ricchezza di esperienze maturata da Koz Kazah coi ragazzi di Shubra, nata dalla condivisione e dal dialogo tra generazioni e religioni, possa ispirare altre comunità di giovani e adulti a crescere e lavorare assieme.
A questo proposito, abbiamo pensato di fare insieme a Koz Kazah qui in Italia dei laboratori di Educazione allo Sviluppo, per incontrare nei prossimi tre anni alcuni istituti scolastici del territorio di Roma e Provincia.
Sarà un’occasione per condividere momenti di intercultura e co-sviluppo, scambiando esperienze e  sensibilità reciproche, un piccolo ponte di fraternità sul Mediterraneo.

Attività previste

  • Incontri di formazione settimanali per favorire l’inclusione sociale e le relazioni familiari di donne, ragazzi e ragazze
  • Organizzazione di attività ludiche e ricreative, gite e campi scuola formativi
  • Creazione di gruppi di auto mutuo aiuto e di un servizio di assistenza psicologica
  • Realizzazione di corsi di formazione sulle tecniche di stampa ecologica, di taglio e cucito, di cucina e catering e lavorazione artigianale del vimini
  • Orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo delle donne
  • Percorsi formativi e di rafforzamento delle competenze per il personale di Koz Kazah
  • Realizzazione di 18 laboratori di educazione allo sviluppo in istituti scolastici in Italia, in collaborazione con Koz Kazah

 

Il progetto è cofinanziato da CEI – Conferenza Episcopale Italiana 

 

 

 

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Il progetto “Donna educatrice di pace” rappresenta il seguito del progetto “Ragazzi a rischio”, come ci raccontano dalla Fondazione Koz Kazah, nostra controparte locale per i progetti in Egitto.

«Nel 2013 abbiamo voluto dare particolare sostegno alle attività realizzate con le donne del quartiere Shubra. Inizialmente ci guardavano con sospetto, lasciavano che i figli venissero al centro per avere almeno un pasto, ma credevano che ci fossero secondi fini.

Piano piano, vedendo il nostro modo di lavorare e di ascoltarle, e il farci carico delle situazioni dei loro figli, alcune mamme hanno iniziato a fermarsi di più offrendosi per esempio di preparare i pasti. Dopo un po’ di tempo, ci hanno chiesto di poter fare anche loro qualche attività.

Le bambine, in quartieri cosi poveri, frequentano la scuola, a differenza dei loro fratelli che fin da piccoli crescono per strada alla ricerca di qualche lavoretto. Tuttavia in quanto femmine non hanno poi accesso a nessun tipo di lavoro. Dopo la scuola rimangono in casa a curare i fratelli minori e a svolgere le faccende domestiche, con l’unica prospettiva di arrivare all’età del matrimonio. Crescono con molti limiti e senza stimoli.

La rivoluzione araba è servita anche a far comprendere maggiormente il ruolo importante svolto dalle donne egiziane, a livello economico, politico e soprattutto sociale. Da qui la spinta a realizzare un programma che permettesse alle bambine, ragazze e donne di sviluppare le proprie potenzialità, ritrovare fiducia in se stesse, prendere consapevolezza del proprio ruolo nella famiglia e nella società.

Una volta a settimana ci troviamo nei locali adibiti a centro sociale e proponiamo laboratori di cucina e fabbricazione di cestini in vimini, da cui le mamme possono ricavare anche una piccola entrata per una maggiore indipendenza economica. Il programma comprende poi la formazione ai diritti e doveri nella società, un percorso di educazione sanitaria e psicologica, attività artistiche e ludiche. Ogni due mesi realizziamo una gita culturale e una volta all’anno un campeggio di 4 giorni.

Possiamo dire che questo lavoro sta producendo nelle ragazze e nelle mamme maggior stima in se stesse e negli altri, fiducia nelle proprie capacità, maggior responsabilità nella cura e educazione dei figli, più apertura nel condividere gioie e difficoltà e nell’aiutarsi reciprocamente.»

 

Si chiama Elhami, è un artista egiziano emigrato negli Stati Uniti e tornato a Il Cairo alcuni anni fa per lavorare per lo sviluppo del proprio Paese.

Vedendo la disaffezione dei propri concittadini nei confronti della città, manifestato anche dal degrado e dalla scarsissima cura per gli spazi comuni, oltre alla non conoscenza della propria cultura e tradizioni, Elhami decide di far partire insieme alla Fondazione Koz Kazah il progetto “Appartengo” con lo slogan “colora e ama il tuo paese!”.

Con il progetto si vuole trasmettere lo spirito di appartenenza alla comunità, far conoscere la propria storia millenaria. Si incoraggiano le persone a lavorare insieme ed a partecipare alla pulizia della strada o del quartiere in cui vivono per lasciare ai loro figli un ambiente più pulito e quindi più sano.

I murales che vengono dipinti sono quadri di famosi artisti egiziani che sono stati coinvolti nel progetto e hanno dato il loro consenso a riprodurli sui muri della città e davanti alle scuole ed agli ospedali. Con l’iniziativa “Conosci il tuo paese”, si organizzano gite per far toccare con mano la propria storia affinché il senso di appartenenza sia sempre più forte, conoscendo il proprio passato.

Vogliamo quindi sostenere questo progetto che, pur non rispondendo a delle immediate necessità materiali, crea le premesse per uno sviluppo duraturo.

 

PROGETTO 2010

In Egitto il lavoro minorile è una vera emergenza sociale: lavorano più di 2 milioni di bambini tra i 7 e i 15 anni, su una popolazione di circa 80 milioni di abitanti. Molti di loro sono costretti a lasciare la scuola per sostenere la famiglia; altri – quando la scuola è di basso livello – l’abbandonano perché privi d’interesse, preferendo lavorare. Al Cairo, i bambini che lavorano si trovano frequentemente a vivere in strada, esposti a varie forme di violenza e con il pericolo di contrarre gravi malattie.

La fondazione “Koz Kazah” (che in arabo significa “Arcobaleno”) opera al Cairo con l’obiettivo di promuovere il dialogo a tutti i livelli, realizzando progetti per la promozione umana, il diritto all’infanzia, lo sviluppo socio-economico della popolazione. Nel 2007 ha dato inizio al progetto: “Ragazzi a rischio”, destinato ai ragazzi che vivono e lavorano in strada. Scrivono i responsabili di Koz Kazah (Hanaa Kaiser e Joseph Assouad):

“Siamo partiti con 50 bambini che lavoravano in ambienti a rischio, nel quartiere di Shubra, al Cairo, con lo scopo di sganciarli dal lavoro e farli tornare a scuola. Cercando di comprendere le loro situazioni personali e di costruire un rapporto con loro giorno per giorno, ci siamo accorti che ciò era quasi impossibile. Il lavoro infatti è sorgente di sostegno per le loro famiglie. Spesso appartengono a famiglie disunite che non assicurano le condizioni per tornare a scuola. Abbiamo perciò modificato il nostro metodo di intervento, cercando di incontrarli nel giorno in cui sono liberi dal lavoro, per coinvolgerli in programmi alternativi come sport, alfabetizzazione, lavori artistici, discussioni e lezioni su vari argomenti (etica, igiene, valori…). Per le varie attività utilizziamo un locale che i Salesiani ci hanno messo a disposizione. Nel programma è compreso anche un pasto caldo.
È bastato andare fra di loro ed invitarli per una mattinata insieme per ottenere un grande consenso… è nato così il “Club” (così qui vengono chiamati i luoghi di ritrovo e svago).
Il rapporto con le famiglie è molto importante e lo curiamo con riunioni, feste e anche attraverso visite nelle loro case. Mettiamo in rilievo e valorizziamo le capacità dei loro ragazzi e cerchiamo insieme soluzioni adatte per il loro bene. Spesso è stata una sorpresa per alcuni genitori scoprire i talenti dei propri figli.
Abbiamo già notato nei ragazzi dei grandi cambiamentii. All’inizio infatti litigavano tra di loro per qualsiasi motivo, ora invece cercano di rispettarsi e di accettarsi come sono, seguendo la disciplina proposta. E’ nata l’amicizia, la fiducia reciproca. Alcune settimane fa, due ragazzi ci  hanno chiamato in fondazione e ci hanno chiesto un aiuto per tornare a scuola…”

Dopo un primo finanziamento, il progetto è andato avanti con il supporto volontario degli educatori e con piccoli contributi privati, tuttavia non sufficienti a svolgere tutte le attività previste.

Nel 2010 si vogliono coinvolgere i ragazzi in attività di autofinanziamento del Club: un modo per autosostenersi, ma anche per responsabilizzarli, in modo che non si instaurino atteggiamenti di attesa non costruttiva. Il contributo richiesto all’AMU, pari a € 10.700,00, sarà utilizzato per acquisto di indumenti e alimenti, per materiale formativo e per la realizzazione di alcune attività educative e ricreative (campeggi, visite culturali, iniziative sportive).

PROGETTO 2011

Grazie al positivo bilancio del progetto nel 2010 (147 ragazzi passati dal Club, di età compresa fra gli 8 e i 18 anni, con una media di 25/30 presenze a settimana per 52 incontri) si è deciso di proseguirlo nel 2011, offrendo le stesse opportunità anche ad altre categorie di giovani: ragazzi che studiano e ragazze.

Da un’analisi del territorio, infatti, ci si è resi conto che il livello di insegnamento delle scuole pubbliche è tale che molti ragazzi del quartiere Shubra, pur frequentando la scuola, sembrano non avere alcun tipo di istruzione.

Alcuni di loro, per frequentare il Club, hanno finto di essere bambini lavoratori!

Si è cosi pensato di dare anche a loro la possibilità di accedere alle attività formative del Club, per sopperire almeno un po’ alle carenze scolastiche.

Si è inoltre deciso di aprire un secondo club per bambine e ragazze provenienti da famiglie molto povere. A differenza dei ragazzi che sono sempre per strada, le ragazze solitamente frequentano la scuola. Dopo la scuola, non avendo accesso a nessun tipo di lavoro, rimangono in casa ad occuparsi dei fratelli minori e delle faccende domestiche, con l’unica prospettiva del matrimonio. Spesso le ragazze che crescono in una famiglia povera e numerosa rappresentano un peso perché non possono lavorare.

Il 20 febbraio 2011 si è inaugurato il club Bent Msre: Figlia dell’Egitto, con le prime 30 ragazze. Alcune mamme hanno dato la loro disponibilità ad aiutare… Questo apre la strada anche ad una futura ed importante attività di lavoro con le donne del quartiere.

PROGETTO 2012/2013

Continua  l’impegno a favore delle ragazze e dei ragazzi del quartiere Shubra del Cairo: minori tra 5 e 15 anni, per lo più lavoratori e con condizioni famigliari estremamente difficili.

Visti i frutti di questi anni,  si è dato avvio anche ad alcuni corsi di formazione professionale: elettricista e falegname per i ragazzi, sartoria per le ragazze.