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Thailandia
 

Premessa

Nell’anno scolastico 2009/2010 l’AMU ha realizzato in Thailandia la microazione “Assistenza scolastica per bambini birmani” (visualizza la scheda >>>). Il progetto è consistito nel sostenere alcune scuole per bambini birmani nella provincia di Tak, gestite dall’ente non profit “Good Friends Center”.

Il buon esito della microazione e l’importanza dell’istruzione per questi bambini, che non hanno nessun’altra possibilità di accedere ad una scuola, ci hanno convinto a confermare il nostro sostegno anche nel 2011-2012.

Questo nuovo progetto si affianca ad altre iniziative realizzate dall’AMU per la popolazione birmana: nei villaggi di Gasmass e Taskurt sul delta dell’Irrawaddy; sul delta stesso e nella capitale per interventi di ricostruzione dopo il ciclone Nargis che ha investito la Birmania nel 2008; nel campo profughi di Mae La, in Thailandia.

Descrizione

Si stima che ci siano tra 1,5 e 2 milioni di lavoratori birmani emigrati in Thailandia. Fuggono dal Myanmar per fuggire dalla miseria e spesso anche dalle persecuzioni che sistematicamente colpiscono alcune minoranze etniche. Molti attraversano il confine con la Thailandia senza portare nulla con sé e senza documenti di riconoscimento: dal punto di vista legale sono quindi dei clandestini. In Thailandia sono costretti a lavorare con salari molto bassi e sono spesso oggetto di violenze.

Stare illegalmente in Thailandia significa non avere nessun diritto e quindi nessuna possibilità di riscatto sociale. Molti non hanno una casa e per mesi o addirittura anni vivono nella foresta. Per loro non c’è più posto nemmeno nei campi profughi.

Da alcuni anni l’AMU è venuta in contatto con il Good Friends Centre (GFC), organizzazione che opera al nord della Thailandia, nella regione al confine con il Myanmar, per consentire ai figli degli immigrati di ricevere un’istruzione e almeno un pasto al giorno. L’istruzione è il primo passo per consentire a questi bambini di uscire dalla povertà assoluta. Il GFC ha aperto 8 scuole, di cui una in territorio birmano, e una casa di accoglienza con minori di diverse etnie e religioni.

Non potendo contare sul pagamento delle rette da parte dei genitori, le scuole si sostengono quasi totalmente grazie al supporto di donatori che appoggiano l’attività del GFC. Anche l’AMU vuole fare la sua parte, sostenendo 4 di queste scuole, a Mae Sot, nella regione di Phop Phra in Thailandia e a Myawaddy, città di confine della Birmania.

Per far fronte ai costi di funzionamento, il GFC ha dato inizio ad attività produttive che fra l’altro danno lavoro ad alcuni genitori dei bambini. Per ora è stato avviato un allevamento di maiali e uno di polli per la produzione di uova. Queste due attività, una volta arrivate a regime, consentiranno di coprire il 30% dei costi di gestione di almeno una scuola. Se il progetto produrrà i risultati sperati, per il prossimo anno scolastico si potranno aprire ulteriori attività a supporto delle altre scuole

I beneficiari diretti del progetto sono 739 bambini di età compresa fra 3 e 16 anni, seguiti da 34  insegnanti.

Leggi l’articolo pubblicato su AMU Notizie n. 4/2011 con la presentazione del progetto >>>

Progetto 2013

Da alcuni mesi, accanto alla scuola, si è affittato un terreno di 5 ettari per avviare una coltivazione di mais e fagioli, che dovrebbe dare un ulteriore contributo alla sostenibilità dell’Istituto.

Per questo nuovo anno scolastico sono nate anche 2 attività produttive a sostegno delle scuole di Mae Wah Khee e Pa Lu Gyi frequentate da 190 bambini: allevamento di pesci e allevamento di maiali.

Il progetto prevede un investimento iniziale per l’acquisto di 3.000 pesci e di 10 maiali, lo stipendio per un anno del personale e per i mangimi. L’allevamento dei maiali dovrebbe diventare sostenibile dopo 15 mesi, mentre l’allevamento di pesci dovrebbe dare i primi contributi alle scuole già dopo 5 mesi.

Queste attività vanno nella direzione di svincolare le scuole dagli aiuti esterni, continuando cosi a fornire un servizio gratuito a minori che altrimenti non avrebbero accesso allo studio.

(scheda compilata il 24/11/2011)

 

Il numero dei lavoratori birmani emigrati in Thailandia è stimato fra il milione e mezzo e i 2 milioni, e la Thailandia è sicuramente il Paese in cui i Birmani si riversano in maggior numero, spinti dalle rappresaglie della giunta militare che da 50 anni governa il Myanmar, e alla ricerca di un futuro possibile.
In Thailandia, tuttavia, la loro vita non si svolge senza pericoli: costretti ai lavori più umili e di frequente sfruttati dai loro padroni, sono spesso vittime di violenza anche da parte della polizia, che minaccia di rimpatriarli in Myanmar condannandoli a morte certa, anziché riconoscere il loro status di rifugiati.

I figli degli emigrati risentono pesantemente di questa situazione drammatica e precaria. La scarsità dei mezzi economici, aggravata spesso dall’assenza di documenti di soggiorno, impedisce di fatto ai genitori di iscrivere i figli alle scuole Thai, che hanno tasse di iscrizione considerevoli. Della loro istruzione si prendono cura alcune istituzioni umanitarie, fra cui il “Good Friends Centre”, organizzazione non profit che agisce al servizio della diocesi di Nakhon Sawan. Il GFS si occupa di 8 scuole a Maesod, Phop Phra e in alcune zone vicino al confine con il Myanmar, tutte nella provincia di Tak. Nato proprio per colmare il vuoto educativo dei figli degli immigrati, il Good Friends Centre crede nel valore dell’educazione come strumento di riscatto e solida base per costruire il futuro. Il Centro provvede alle spese di trasporto, ai salari degli insegnanti e al pranzo per gli scolari, ma non è in grado di coprire le spese per le attrezzature e il materiale didattico. Attualmente le scuole sono male attrezzate con materiali di scarsa qualità e non hanno in dotazione materiale didattico, eccetto i libri di testo. L’attività sportiva è molto limitata, mentre sarebbe auspicabile per favorire lo sviluppo fisico e mentale dei bambini e ragazzi coinvolti nel progetto.

I beneficiari del progetto sono 925 bambini e ragazzi fra i 4 e i 16 anni e, di conseguenza, i loro genitori, che vengono sostenuti nel difficile compito di provvedere alle famiglie in un paese straniero e ostile. Il contributo AMU è destinato all’acquisto delle divise scolastiche (€ 3.931,15 – circa € 4,25 per divisa), di alcune attrezzature (lavagne, scrivanie ed armadi per complessivi € 1.806,20), di attrezzature per la cucina e il refettorio (€ 2.039,95) e di equipaggiamento sportivo (€ 722,70). La gestione del progetto richiede un contributo di € 740,00; il costo totale della microazione è pertanto di € 9.240,00.

(scheda compilata il 27 novembre 2009)

Questo progetto si è concluso nel 2010