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Progetti di sviluppo
 

Progetto “Recuperación psico-social y productiva post-terremoto, Provincia de Esmeraldas” Ecuador 

Dopo l’emergenza si avvia il difficile periodo della ricostruzione materiale e di supporto psicologico e sociale alle comunità in Ecuador

Il contesto del nostro intervento

La provincia di Esmeraldas, in Ecuador, è una delle regioni del paese con più alto indice di povertà, condizione diventata ancora più evidente dopo il terremoto che ha colpito questi luoghi. La situazione precaria di molte famiglie è peggiorata.

La prima conseguenza, dopo il terremoto, è stato lo shock per le perdite di persone care e la distruzione di case ed edifici comuni. Molte famiglie hanno ancora problemi a riprendere le loro attività economiche, perché in molti casi i luoghi di lavoro, gli strumenti e le attrezzature sono andati distrutti.

Nell’aprile del 2016 la costa ecuadoriana è stata colpita da un terremoto di magnitudine 7.8 gradi della scala Richter. La provincia di Esmeraldas è stata fra le più colpite e subito l’AMU, il Movimento dei Focolari in Ecuador, il “Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio” (FEPP), la “Fundación Amiga” e “Azione per Famiglie Nuove Onlus “(AFN) hanno risposto all’emergenza.

Oggi, dopo quei primi interventi, a Salima, 10 de agosto e Macará, deve iniziare la parte più difficile: la ricostruzione materiale e di supporto psicologico e sociale alle comunità.

Descrizione attività

Il progetto associa azioni volte alla ricostruzione della capacità lavorativa-economica delle famiglie, a quelle necessarie per ridare serenità alle persone colpite e ricostruire un senso diffuso di comunità, intervenendo su:

– Organizzazione ed empowerment delle comunità
– Formazione professionale
– Organizzazione delle associazioni di pescatori
– Assistenza psicosociale per adulti e famiglie
– Percorsi di formazione e svago per bambini, adolescenti e giovani
– Ricostruzione di spazi e infrastrutture comunitarie

In particolare il progetto prevede:

– Accompagnamento per l’organizzazione comunitaria e assistenza psico-sociale per 9 mesi
– 1 corso di artigianato
– 2 corsi di specializzazione sulla pesca
– Fornitura di equipaggiamenti per la pesca: 4 barche con relativi motori, 20 reti da pesca, 2 congelatori
– 1 corso sull’imprenditorialità
– Corsi di danza, canto, musica e sport per bambini e giovani
– Formazione per le famiglie
– Costruzione di 5 infrastrutture comunitarie: 1 campo di calcio, 1 parco per bambini, 2 saloni comunitari, 1 panetteria comunitaria, 1 pozzo d’acqua.
– 1 corso sulla gestione delle risorse ambientali
– Formazione per promotori della salute comunitaria

 

Per sostenere il progetto di ricostruzione vai alla sezione DONA ORA” e scegli “SUNRISE – ECUADOR” 

oppure con un bonifico su:

c/c postale n. 81065005
codice IBAN: IT74 D076 0103 2000 0008 1065 005
codice SWIFT/BIC: BPPIITRRXXX

Intestato a:
Associazione “Azione per un Mondo Unito – Onlus” Via Cavalieri di Vittorio Veneto, 11 – 00046 Grottaferrata (Roma)

c/c presso Banca Popolare Etica – Filiale di Roma
codice IBAN: IT58 S050 1803 2000 0001 1204 344
codice SWIFT/BIC: CCRTIT2T

Intestato a:
Associazione “Azione per un Mondo Unito – Onlus” Via Cavalieri di Vittorio Veneto, 11 – 00046 Grottaferrata (Roma)

 

 

Ricorre oggi, 22 marzo, la Giornata Mondiale dell’Acqua.

Secondo un rapporto Unicef-Oms del 2017, sono più di 2 miliardi le persone che non hanno acqua potabile in casa; di queste, 263 milioni possono trovare una fonte di acqua pulita a più di 30 minuti di distanza, mentre 159 milioni sono costretti a bere acqua non trattata, recuperata da corsi d’acqua o da laghi.
L’ONU ha istituito la Giornata dell’Acqua nel 1992 proprio per focalizzare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su questo elemento fondamentale per la vita; solo pochi anni fa, nel 2010, si è finalmente riconosciuto che l’acqua potabile è un diritto umano, con la risoluzione ONU 64/92 approvata da 142 Stati. Tuttavia, la strada è ancora lunga: mancano norme giuridiche vincolanti; in pratica i Paesi, anche quelli che hanno approvato la risoluzione, sono liberi di ignorarla.

Il tema della Giornata 2018 è “La Natura per l’Acqua”.
La proposta delle Nazioni Unite è quella di usare le soluzioni che si trovano in natura per ridurre le inondazioni, la siccità e l’inquinamento delle acque. Le soluzioni basate sulla salvaguardia del ciclo naturale dell’acqua consentirebbero di risolvere buona parte dei fattori di criticità legate all’accesso all’acqua.

(altro…)

 

Dall’inizio della crisi nel 2011 AMU ha sostenuto in maniera continuativa le famiglie siriane riuscendo ad andare in contro alle tante emergenze nate nelle diverse città. Da subito le azioni hanno dato sostegno con aiuti al reddito, sostegno per spese sanitarie, di riscaldamento e di affitto. Tali progetti erano suddivisi secondo le città e diretti da operatori sul posto.

Il progetto “EFS”- Emergenza famiglie Siria – vuole migliorare la qualità della vita delle famiglie sfollate e non, che abitano a Damasco, ad Aleppo, a Homs, a Kafarbo, a Banias e Tartous, attraverso la tutela del diritto al cibo, alla salute e all’abitazione.

Attività e beneficiari:

– Erogazione mensile di 130 sussidi famigliari a integrazione del reddito, per sostenere un livello di vita dignitoso;
– Contributo per le spese mediche di 50 persone malate;
– Sostegno mensile per le spese di affitto /ristrutturazione per 20 famiglie, così da favorire la permanenza in luoghi salubri e sicuri;
– Visite periodiche di controllo e sostegno per le circa 200 famiglie assistite.

 

 

Finiti gli scontri armati più duri, ma non l’Emergenza Siria, oggi la città’ di Homs manca di risorse umane e fonti di reddito a causa di molti fattori, tra cui la distruzione delle infrastrutture e la migrazione dei capitali verso l’estero e l’embargo economico sulla Siria.
Lo spostamento di moltissime persone da alcuni quartieri bombardati verso altri considerati “sicuri” e la diminuzione del numero di professori (migrati all’estero) ha portato a un sovraffollamento delle scuole e quindi alla mancanza di accompagnamento scolastico/educativo adeguato per ogni studente.

D’altra parte, le spese scolastiche nelle scuole private diventano ormai pesanti soprattutto a causa della svalutazione della moneta siriana, dell’alto costo della vita e dello scarso reddito delle famiglie.

Le spese scolastiche annuali per ogni bambino equivalgono allo stipendio mensile di un impiegato di livello medio.

Il costo di un’ora di lezione privata è lievitato fino a toccare mediamente le 1.000 Lire Siriane (2.00 US $), un valore molto alto tenendo conto che lo stipendio mensile base a Homs è di circa 25.000 Lire Siriane (50.00 US $).
Il progetto si propone di offrire una maggiore cura e attenzione ai bambini sfollati, accompagnata da un sostegno educativo e scolastico.

Attività e beneficiari:

– Corso di sostegno scolare, dalla prima alla sesta elementare, per 100 bambini di età tra 7 e 12 anni, per 5 giorni alla settimana, da domenica a giovedì, dalle ore 14.00 alle ore 17.00

– Attività ricreative in contemporanea con i corsi

– Attività di educazione alla pace tenendo conto delle specifiche appartenenze religiose dei bambini.
Sostegno scolastico addizionale per due lingue, il francese e l’inglese.

 

Le attività del progetto garantiscono un lavoro e un reddito mensile a 12 persone tra operatori e insegnanti.

 

Il comune di Bururi, è costituito da 28 colline. Rukanda è una di queste, situata in una zona impervia particolarmente difficile da raggiungere, c’è solo una strada asfaltata costruita negli ultimi anni e impraticabile durante la stagione delle piogge. Le circa 8.000 persone che abitano la collina sono praticamente isolate. L’isolamento fisico si ripercuote sugli aspetti più importanti della vita della comunità. Il centro medico più vicino si trova a 5 km, percorribili a piedi.

La produzione agricola è scarsa e poco diversificata, la sicurezza alimentare è precaria e si registra un altissimo tasso di malnutrizione tra i bambini. 

Istruzione e formazione dei bambini e ragazzi sono fortemente precarie a causa delle grandi distanze da dover percorrere (la maggior parte dei bambini devono camminare ogni giorno per più di 2 ore per arrivare a scuola), della cattiva condizione degli edifici scolastici e della mancanza di nutrimento adeguato.
L’accesso all’acqua potabile potrebbe aiutare a spezzare questa spirale. Attualmente le famiglie di Rukanda sono costrette a percorrere 2 chilometri a piedi per raggiungere la prima fonte di acqua potabile, con conseguenze su igiene e salute.

Clicca sull’immagine per guardare la presentazione sintetica del progetto!

Obiettivi del progetto

1) Promuovere l’accesso all’acqua potabile e migliorare le condizioni igieniche di tutta la popolazione di Rukanda
2) Rafforzare la capacità della popolazione di Rukanda di gestire e mantenere le infrastrutture per l’acqua potabile
3) Migliorare le condizioni economiche delle famiglie di Rukanda attraverso il microcredito

Attività da realizzare

Il progetto prevede l’implementazione delle seguenti attività:
1. Canalizzazione di 2 fonti d’acqua situate ad un’altitudine elevata e costruzione di un sistema di adduzione d’acqua potabile (acquedotto) della lunghezza di 23,3 km. Tale sistema porterà l’acqua potabile direttamente a Rukanda dove saranno costruiti 32 punti d’acqua da cui la popolazione potrà attingervi;
2. Attività di formazione sull’igiene di base e sulla prevenzione delle principali malattie;
3. Costruzione, e formazione al loro utilizzo, di 20 servizi igienici ecologici che proteggano le falde acquifere e permettano l’utilizzo dei rifiuti organici come concime per l’agricoltura;
4. Attività di formazione sulla gestione dei beni comuni rivolte ai beneficiari diretti del progetto, ai membri del comitato comunale di gestione dell’acqua e ai leader della comunità;
5. Organizzazione dei beneficiari diretti in 32 comitati di gestione dei punti d’acqua per il mantenimento delle infrastrutture costruite;
6. Attività di formazione sul microcredito e creazione e monitoraggio di almeno 30 gruppi di microcredito comunitario per il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie in modo che possano avere le risorse per contribuire al funzionamento delle infrastrutture garantendone il mantenimento.