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NL HIDE
 

AMU organizza per fine agosto una summer school residenziale dedicata a insegnanti ed educatori.

La scuola estiva è pensata su quattro giorni di formazione alla cittadinanza attiva e globale, un intenso laboratorio di confronto, approfondimento e sperimentazione su: diritti umani; sviluppo sostenibile e stili di vita; intercultura, educazione alla pace, metodologie interattive e partecipative, formazione sul campo con un percorso esperienziale sulla comunicazione efficace e la gestione dei conflitti

Il corso avrà carattere residenziale per facilitare un’atmosfera di condivisione, di scambio e di gruppo. Per coloro che abitano nelle vicinanze, c’è la possibilità di partecipare solo al corso e condividere le giornate con il gruppo.

Le ore di formazione verranno alternate da ore libere in modo da offrire la possibilità di godersi la bellezza dei luoghi come Rapallo, Portofino e Genova.

AMU è un ente accreditato MIUR per la formazione dei docenti (DM 170/2016). Verrà rilasciato attestato di partecipazione per un totale di 30 h (di cui 5 h e-learning). 

Qui potrete trovare il programma e la presentazione del corso e delle docenti

Altri dettagli e approfondimenti li potrai trovare negli allegati e al link https://bastaconoscersi.wordpress.com/2019/05/09/a-scuola-di-cittadinanza-summer-school/

 

Oggi pubblichiamo la Relazione delle attività e del Bilancio per l’anno 2018 in cui vengono riportati alcuni risultati dei nostri progetti e l’utilizzo che abbiamo fatto dei fondi raccolti grazie al sostegno di tantissimi donatori privati, delle aziende che hanno scelto di destinare ad AMU parte degli utili, delle Istituzioni che hanno finanziato alcuni progetti. Soprattutto, però, in queste pagine c’è la vita dei protagonisti dei nostri interventi, le esperienze, spesso drammatiche, di chi con poco o niente trova la forza di rialzarsi e ripartire.

Proprio pensando a questa forza vogliamo ringraziare di nuovo tutti i  nostri amici e sostenitori e augurarci che l’anno in corso sia ancora più prospero e promettente del 2018.

Di seguito la lettera che Stefano, il nostro presidente, a voluto indirizzare all’Assemblea che ha approvato la relazione e il Bilancio

Nel ripercorrere l’anno 2018 e la vita della nostra associazione, i segni di speranza e di incoraggiamento non mancano di certo, così come le preoccupazioni e le inquietudini indotte dalle sfide che il passaggio epocale che stiamo vivendo. Nella nostra società civile, tra la nostra gente, si stanno facendo largo atteggiamenti e reazioni estreme a giustificazione di atti ed intenzioni che solo pochi anni fa nessuno avrebbe osato rendere pubblici, ma che ora sembrano pagare in termini di visibilità e facile consenso. Sottotraccia rimane ancora una forte capacità di solidarietà, di attenzione ai bisogni dei più deboli e marginali, di senso civico, e la generosità dei sostenitori e donatori dell’AMU e di tante altre associazioni come la nostra, lo dimostra, sebbene ciò non è né facile come una volta, né scontato. Per questo, a nome di tutte e tutti noi impegnati quotidianamente sia nell’ufficio che negli organi direttivi dell’AMU, sento il dovere di uno speciale ringraziamento ai nostri sostenitori che con fedeltà ci hanno seguiti anche in questo nuovo anno, ed un caloroso benvenuto a chi da poco si è unito a noi in questa avventura per contribuire a realizzare concretamente il “Mondo Unito”.
Nella pagine seguenti troverete informazioni e dati su quanto è stato realizzato in questo anno, ma soprattutto vorremmo che venga in luce la vitalità delle esperienze, l’impegno di persone e gruppi e le motivazioni che hanno reso possibile quanto descritto.

Durante l’Assemblea AMU è stato eletto anche il Nuovo CDA, così composto da Giuseppina Azzolina, Angela Maria Bezerra Silva, Stefano Comazzi, Stefano De Sanctis, Anna Di Gioia, Cecilia Landucci, Anna Marenchino, Maria Do Sameiro Moreira De Freitas, Francesco Tortorella. Sono stati confermati come Presidente, Stefano Comazzi e come Vicepresidente Cecilia Landucci.

Clicca sull’immagine per ingrandire la sintesi dei dati.

 

Conosci Fare Sistema Oltre l’Accoglienza?

Il programma che dal 2016 ha proposto percorsi formativi e di inclusione socio-lavorativa a oltre 180 persone , straniere e italiane, in situazioni di vulnerabilità, coinvolgendo quasi 70 aziende, 95 famiglie, oltre 30 associazioni territoriali e circa 50 centri di accoglienza.

Un percorso che risponde a chi vuole giocare sulla paura e sull’egoismo con un impegno semplice e concreto “A porte aperte!”

Se hai partecipato al programma, ne hai sentito parlare o vuoi scoprire come vivere un‘esperienza di inclusione con la tua famiglia o la tua azienda vieni a trovarci il 1 giugno a Roma.

Una giornata per condividere e approfondire quanto è stato fatto; per incontrare aziende, famiglie, operatori, associazioni, volontari che hanno reso possibile i percorsi di inclusione; per scoprire come continuare insieme e costruire una nuova idea dell’accoglienza.

Ci vediamo allo scout center dalle 9.30

 

09.30 Accoglienza
10.00 Introduzione – programma della giornata
10.15 “Fare Sistema Oltre l’Accoglienza: gli obiettivi, le azioni, i risultati”
10:30 “La Rete di Fare Sistema: un valore aggiunto per l’inclusione”

10.45 – 13.30 “L’inclusione sociale e lavorativa” – Testimonianze dirette di aziende, famiglie, operatori, volontari che hanno reso possibile l’accoglienza dando inizio ai percorsi di inclusione – prima parte

13.30 Pausa pranzo

14.30 – 16.00 “L’inclusione sociale e lavorativa” – seconda parte

16.00 Dibattito e Conclusioni

 

In questi giorni, Francesco e Tamara del settore “Progetti” di AMU sono in Siria, per un sopralluogo presso i progetti del Programma “Emergenza Siria” e per confrontarsi con i nostri partner e operatori locali.

Dai loro racconti emerge una terra martoriata da anni di bombe, ma con una popolazione (quella rimasta) con ancora salda la propria dignità e la voglia di ricominciare, piano piano. Umilmente, ogni giorno, migliaia di persone provano a ricostruire il loro mondo, con l’aiuto dei sostegni che però, man mano, diminuiscono.

Il Programma del Coordinamento emergenze del Movimento dei Focolari si occupa di diversi aspetti della vita quotidiana di molte persone. In particolare, gli aspetti legati alla salute sono quelli che più impegnano e che coinvolgono maggiormente operatori e volontari.

La nostra squadra di fisioterapisti, ad esempio, sarebbe in grado di curare un paziente anche solo con il loro entusiasmo!
“In qualche settimana – ci raccontano – abbiamo già raggiunto 44 pazienti. Fra di loro ci sono anche diversi bambini affetti da paralisi cerebrale. Con la guerra questi casi sono aumentati molto, anche per i traumi subiti dalle donne in gravidanza e durante il parto in condizioni inadeguate.

(altro…)

 

Dopo il trauma di dover lasciare la propria terra, la paura più grande è quella di non trovare un lavoro per mantenere sé e la propria famiglia.

Martin è un iracheno di 27 anni e padre di una bambina. Fino all’arrivo dell’Isis la sua vita è trascorsa serena in patria, poi, lui e la sua famiglia hanno iniziato a subire minacce.
Per questo ha deciso di lasciare tutto quello che aveva, dalla casa al lavoro, ed è arrivato in Giordania nel 2016, portando con sé solo un po’ di risparmi per sopravvivere i primi tempi.
Ben presto Martin e suo fratello hanno dovuto cercare un lavoro per sostenere la loro famiglia. Purtroppo, gli iracheni in Giordania non hanno il permesso di lavorare in maniera regolare, così Martin si è trovato in un vicolo cieco e la situazione è andata, man mano, peggiorando. Un giorno ha sentito parlare della Caritas Giordania e dell’assistenza che offrivano proprio a persone nella loro situazione. In un primo periodo Martin e i suoi hanno usufruito di questi servizi e aiuti, ma non sarebbe potuta essere una situazione duratura. Il lavoro rimaneva la necessità primaria.
Attraverso il progetto di sostegno ai rifugiati iracheni in Giordania, promosso da AMU e implementato da Caritas Giordania, Martin, ha avuto l’opportunità di formarsi e poi di lavorare come falegname presso il Giardino della Misericordia – Centro di Nostra Signora della Pace.
Martin ancora racconta quanto questo lavoro abbia cambiato la sua vita, quanto ora sia più sereno e avendo orari di lavoro dignitosi e uno stipendio che gli permetta di mantenere lui e la sua famiglia.
La storia di Martin è simile a quella di molti altri rifugiati iracheni che in Giordania hanno trovato modo di formarsi una nuova vita tra mille difficoltà. Grazie alla presenza della Chiesa, attraverso la Caritas, ora possono lavorare regolarmente.