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NL HIDE
 

Maria Carmela ci racconta come ha deciso di sostenere i progetti AMU e quanto ha ricevuto in cambio lei stessa.

Carissimi amici dell’AMU,

nell’ultima newsletter chiedete con RaccontiAMUci di inviare le varie esperienze di solidarietà e sostegno a favore dei progetti dell’AMU.
Una richiesta che mi interpella ma….. quanta fatica mi costa?
Il mio pensiero porta a tenere nascosto quel poco che riesco a dare, ma se è cosa buona e può contagiare volentieri vi dono due piccoli gesti nati dal cuore.

Il terremoto di Amatrice e dintorni non mi lasciano in pace, sfilando così dal mio portafoglio quel superfluo per le urgenti necessità di chi ha perso tutto.
Una goccia la mia nell’oceano ma l’oceano è composto da tante gocce…
Quel piccolo gesto però mi fa stare bene.

Ad aprile di quest’anno vado in pensione e per l’occasione voglio festeggiare questo sognato traguardo proponendo agli invitati di evitare di farmi alcun regalo personale ma tramutare in un gesto più nobile sostenendo l’AMU nei suoi progetti.
L’insolita proposta è stata accolta da qualcuno con molta stranezza…. al dunque però c’è stata la sorprendente risposta perché tanta è stata la generosità.
Con grande gioia ho potuto mandare il lauto dono monetario all’AMU.

Il dono ricevuto è stato destinato a due progetti: uno per l’”Emergenza Siria”, nazione che ho molto a cuore per un indimenticabile bellissimo pellegrinaggio, oggi purtroppo martoriata da una inutile terribile guerra; e l’altro per la causa del progetto di sviluppo ed educazione in Egitto “Chance for Tomorrow.
Carissimi questa esperienza mi ha insegnato due cose:
non avere timore di coinvolgere il prossimo perché quando viene interpellato a fare del bene risponde con una disarmante generosità che ti incanta e ti commuove proprio come è capitato a me.
– di fatto mi rendo conto di essere stata solo l’anello di congiunzione che ha legato queste splendide persone e l’AMU, lasciando in me una gioia intima scaturita dall’amore nell’operare la comunione dei beni, realizzando – a loro insaputa – la fraternità universale iscritta nel DNA di ogni uomo.
A ciascuno auguro con buon lavoro con i più carissimi saluti
Maria Carmela – Ozieri (SS)

 

Nell’incantevole cornice della riva nord del Lago di Garda anche quest’anno lo staff dell’Hotel Baia Azzurra ha dato vita a “Let’s share”, il pranzo di fine stagione da condividere, appunto, tra clienti, amici e parenti.

Ma “Let’s share” non è solo un pranzo, è anche il momento per far conoscere l’impegno dell’Hotel Baia Azzurra e dei suoi proprietari per costruire un’economia di comunione, che riconosca l’importanza del profitto, ma che ponga al primo posto la persona, la sua dignità e l’amore fraterno verso chi vive momenti di difficoltà.

Così, anche dopo le fatiche di una stagione di lavoro, l’entusiasmo di Luigi e Tullia, instancabili, insieme al lavoro costante di Emanuela e Simone, accoglienti e professionali, hanno permesso di organizzare un bel momento conviviale per raccogliere fondi per il progetto “PROFOR”.

Grazie a Profor, persone in situazioni di disagio possono ricevere formazione, sostegno e assistenza per avviare un’attività imprenditoriale e ricostruire la propria vita partendo dal proprio impegno e dal proprio lavoro. Proprio l’idea di offrire un sostegno a chi ha bisogno di riprendersi e ricominciare per poi moltiplicare questa solidarietà grazie alla reciprocità, ha portato l’Hotel Baia Azzurra a sostenere questo tipo di progetto.

Grazie davvero a tutti per la riuscita del pranzo e per i fondi raccolti.

Qualcuno nel libro degli ospiti che si trova nella hall ha scritto “Questo albergo fa bene all’anima” ed è davvero la sensazione che ci si porta via quando si torna da una bella giornata come questa.

Se anche tu vuoi organizzare un’iniziativa di sostegno per l’AMU o raccontarci quale idea hai avuto per raccogliere fondi per i nostri progetti,  contattaci a sostenitori@amu-it.eu
Let's share 2017

 

 

Nel giorno della Giornata mondiale del turismo siamo felici di annunciare che il progetto CONECTANDO DESTINOS, UNIENDO PERSONAS è stato uno dei vincitori del concorso “Innovar para viajar” ovvero “Innovare per il Turismo” organizzato dal Ministero del Turismo argentino in collaborazione con il Ministero della modernizzazione e il Ministero delle Attività Produttive.

Il progetto è stato presentato dalla rete TSNoa ed è promosso dal programma che nel Nord Ovest dell’Argentina propone uno crescita delle comunità locali attraverso lo sviluppo di un turismo sostenibile e solidale, un’idea che valorizzi le culture locali, le tradizioni, i territori, nel rispetto delle popolazioni locali, sostenuto da AMU e dall’EdC.

Nello specifico Conectando Destinos, Uniendo Personas propone la creazione di una piattaforma interattiva, una APP, per offrire un nuovo modo di viaggiare ed è stato scelto dalla giuria tra i tre migliori del paese.

La proposta è stata selezionata tra 1000 idee di innovazione turistica presentate da tutta l’Argentina, è risultato tra i primi 3 progetti nella fase iniziale e ottenuto 261 e in tantissimi hanno sostenuto l’idea.

Si considera che già 60 imprenditori rurali legati al programma potranno beneficiare di questa piattaforma 2.0, con 262 beneficiari diretti e 25.860 beneficiari indiretti, dando maggiore visibilità alle loro proposte di soggiorno coinvolgendo direttamente turisti, imprenditori e agenzie turistiche, dando spazio anche agli artigiani e ai produttori locali che fanno parte del programma.
Tra le prime comunità che beneficeranno di questa App ci saranno Santa Maria e San José (Catamarca), Brealito, El Jardin, El Espinal, Quebrada del Toro, Tartagal e Aguaray (Salta) e Hornaditas (Jujuy).
Questo è un importante passo avanti per molte comunità contadine rurali che possono organizzare un’offerta turistica di pregio e di grande valore naturalistico e culturale, ma che spesso sono tagliate fuori dal mondo digitale e dalle possibilità di diffusione che questo offre.

 

Per approfondimenti in lingua spagnola clicca qui

 

Riportiamo dal sito di Fare Sistema oltre l’Accoglienza

Luigi Castiglioni è un imprenditore agricolo, la sua azienda “Punto Verde”, a Savignano, in provincia di Modena, produce, raccoglie e trasforma ortaggi e altri prodotti della terra, tutti rigorosamente coltivati con metodi di agricoltura biologica.
Youssouf è un ragazzo di quasi 18 anni, è arrivato in Italia dal Mali, e grazie a Fare Sistema Oltre l’Accoglienza ha trovato una prima possibilità di lavoro proprio in quella “Punto Verde”.

Luigi e la sua famiglia, che insieme a lui conduce l’azienda agricola, non hanno dubbi: “Bisogna fare qualcosa che non siano solo chiacchiere. Bisogna creare qualcosa per questi ragazzi”.  Si riferisce ai ragazzi immigrati, in particolare i cosiddetti minori non accompagnati e l’idea gli viene qualche anno fa, quando in visita nell’isola di Lampedusa è entrato in contatto con i volontari che si occupavano di accogliere gli immigrati sbarcati e con molti degli immigrati stessi. Ha visto l’impegno dei primi e le condizioni, spesso disperate, dei secondi, fuggiti da guerre o condizioni di miseria assoluta.

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Una storia di solidarietà che unisce le donne della Sardegna con le donne del Cairo

Ozieri è una bellissima cittadina arroccata nella provincia di Sassari, un paese rinomato e famoso in tutta la Sardegna e in Italia per essere il centro del cosiddetto “Logudoro”, ovvero, “luogo d’oro”. Qui un gruppo di signore ha deciso di dedicarsi all’arte del ricamo.

È un modo per passare il tempo libero, stare insieme, conservare e tramandare un’importante tradizione locale alle più giovani e, soprattutto, un modo per raccogliere fondi e sostenere uno dei progetti AMU.  Infatti, “le ragazze del LaborAmor” così si chiama il laboratorio e così le chiamano amici e concittadini, ricamano in maniera magistrale su ogni tipo di biancheria per la casa e poi rivendono i loro manufatti in tre mercatini annuali.

Il ricavato di queste vendite va in parte alle emergenze e alle necessità della comunità locale e in buona parte al progetto AMU in Egitto “Chance for tomorrow”.

In questi giorni, Nevin, la coordinatrice del progetto, è arrivata dall’Egitto ed è stata accolta dalle ragazze del LaborAmor in Sardegna. Lo scambio di emozioni è stato davvero intenso: le donne di Ozieri hanno mostrato il loro lavoro, coinvolgendo Nevin in un pomeriggio nel loro stile laborioso e gioioso allo stesso tempo. Lei ha raccontato come si svolge la vita al centro di KozKazah, la fondazione partner AMU.

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