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Con il secondo numero del 2017 di AMU Notizie abbiamo voluto raccontare il nostro impegno nella costruzione di una società solidale partendo da questi tre punti di osservazione.
Una bella giornata di sole, uno sguardo sorridente e soddisfatto, una dignità che nasce dal poter lavorare e costruire ogni giorno il proprio sviluppo e il benessere proprio e della società: questo è il messaggio della copertina di questo numero del nostro notiziario e il senso dei progetti di cooperazione e sviluppo che AMU porta avanti grazie al sostegno di tutti voi.
Nella prima parte di questo numero, alcune riflessioni proprio sulla costruzione di sistemi di lavoro e di sviluppo inclusivi con i progetti in Argentina e Brasile. Della possibilità di offrire un lavoro dignitoso parla anche “Fare Sistema oltre l’Accoglienza”, il progetto che si amplia e diventa programma per l’inserimento socio-economico di immigrati in situazioni di difficoltà.
Spazio anche al grande supporto dei volontari, alle iniziative messe in campo per sostenere i progetti AMU, un questionario cui vi incitiamo a rispondere, sarà un modo per conoscerci meglio e costruire insieme azioni sempre più efficaci e le attività dei nostri percorsi di Educazione allo Sviluppo e alla Pace.
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Quest’anno, Papa Francesco, ha indetto la prima Giornata Mondiale dei Poveri. “Non amiamo a parole, ma con i fatti”: un momento per riflettere sia sulle povertà che imprigionano le persone, sia per essere operativi e fattivi.
 
L’AMU coglie l’occasione per rinnovare il suo impegno quotidiano di presenza accanto ai poveri attraverso i progetti che realizzino uno sviluppo di comunione, nei quali la persona umana con i suoi problemi, le sue esigenze e le sue necessità è al centro di ogni nostro intervento e diventi essa stessa protagonista del proprio sviluppo.
 
Ci troviamo spesso a contatto con diverse povertà: quelle materiali che negano la possibilità di soddisfare le necessità primarie, dal cibo all’acqua potabile; la povertà conseguenza dell’emarginazione, che non permette a uomini e donne, in moltissimi paesi, di avere opportunità per costruire il proprio futuro; la povertà generata dalla guerra, che non provoca solo una distruzione materiale di beni e persone, ma che spesso colpisce i bambini privandoli di una infanzia serena e felice.
Ogni giorno guardiamo in faccia queste realtà e ogni giorno cerchiamo di proporre azioni concrete perché “il fratello che ci passa vicino” possa tornare a sorridere, possa superare le sue difficoltà, possa sentire di non essere solo.
 

In questi anni i Volontari del Movimento dei Focolari hanno sostenuto il Progetto Fraternità con l’Africa che oggi si amplia e diventa Living Fraternity.

Undici anni fa, in occasione del Volontari Fest del 2006 veniva lanciato il Programma “Fraternità con l’Africa” che vede la collaborazione tra Volontari e AMU – Azione per un Mondo Unito, con la consapevolezza che per lo sviluppo del continente africano, fosse fondamentale sostenere la formazione, soprattutto nei paesi sub-sahariani. Da qui l’idea di un programma per l’erogazione di borse di studio per giovani e adulti africani in necessità.
In questi anni i Volontari di tutto il Mondo hanno dato vita a diverse attività, momenti di condivisione e sensibilizzazione, occasioni di convivialità e riflessione per raccogliere fondi e far conoscere il loro impegno per il cambiamento.
In oltre 10 anni si sono raccolti € 1.048.233,92 che hanno sostenuto 217 borse di studio (alcune ancora attive) in Burkina Faso, Burundi, Cameroon, Ivory Coast, Gabon, Kenya, Malawi, Nigeria, R.Centrafrica, R.D.Congo, Rwanda, South Africa, Tanzania, Togo, Uganda, Zambia, Egypt.

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Pubblichiamo la riflessione di Luigi Chatel, uno dei partecipanti al “Percorso di formazione alla Pace” di Living Peace tenutosi a fine ottobre.
Cinque giorni di lavoro nell’atmosfera rilassata di Castelgandolfo, in uno di quei centri congressi che da soli aiutano a entrare nello spirito del lavoro che ci si dispone a compiere.
Cinque giorni per dare spazio alla pace, almeno in noi. D’altronde “la pace comincia da noi” è anche una delle parole forti risuonate come un mantra in queste ore.
Un manipolo di un centinaio di volenterosi per venticinque rappresentanze nazionali ed una decina di lingue, varie fedi religiose e 52 differenti associazioni (alcune presenti solo virtualmente).
Anche estrazione ed età dei partecipanti sono ben distribuite, un gran numero tuttavia fa capo al mondo dell’educazione.
Un percorso di educazione alla Pace che parte dalle esperienze vissute, e con discreti risultati, nei vari angoli del pianeta.
Dalle idee scaturite da Chiara Lubich per i bambini ed i ragazzi del Movimento dei Focolari e da questi proposte e vissute con tutti i loro amici: la potenza di un dado da gioco in cartone che pian piano conquista tutto il mondo.
La rampa di lancio del progetto Living Peace così come lo conosciamo a Il Cairo. Alcuni anni or sono in una scuola Carlos Palma trasforma il “dado della pace” in una metodologia didattica universale.

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Sta tornando “Basta Conoscersi!”, ma oltre al concorso per gli studenti di scuole medie e superiori, quest’anno il progetto comprende anche momenti di formazione per adulti, educatori, formatori e insegnanti.
Basta conoscersi: 6 passi per 1 Mondo Unito” è il nome del progetto proposto a livello nazionale e che punta alla formazione della comunità educante ai temi della cittadinanza globale.
Un percorso che metta in atto nuovi processi educativi partecipativi che agiscano per prima cosa sullo stile relazionale tra tutti, ma naturalmente anche sul piano dei contenuti e delle metodologie.

Si comincia il 23 e il 24 febbraio 2018 con un programma patrocinato Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari e C.A.S. “Villa San Giuseppe” OASI2 di Bisceglie e che
prevede 25h di formazione di cui 7h di e-learning da effettuarsi prima delle 18h di formazione in aula, laboratori e sul campo.

Per maggiori informazioni sul progetto e su come partecipare basta visitare il sito www.bastaconoscersi.wordpress.com o la sezione “Educazione allo sviluppo” del sito AMU.