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NL HIDE
 

Novembre è il  mese per i diritti dei bambini.
In Burundi, grazie al progetto “Acqua fonte di vita e di sviluppo” circa 1.000 bambini/e e ragazzi/e della collina di Rukanda possono accedere all’acqua potabile.
E ricevere anche una formazione su igiene personale, salute e uso dei bagni ecologici appena installati.

Proteggere l’infanzia significa anche proteggere la salute e l’alimentazione.

 

Cosa succede in Siria? Qual è la situazione di chi è rimasto? Come si vive ad Aleppo, Homs, Damasco e nelle altre città in cui si cerca di ricominciare e ricostruire?
Il 5 dicembre il Resp Progetti in Siria del Movimento dei Focolari ci racconterà la sua esperienza e la quotidianità di tantissime famiglie.

Ci vediamo il 5 dicembre alle ore 18,30 a Roma – Liberthé – Caffè letterario – Viale Adriatico 20

Gradita conferma a sostenitori@amu-it.eu

 

 

Il progetto “Bayt Al Atfal” a Damasco (Siria) è un intervento di doposcuola che aiuta i ragazzi a conseguire i diplomi di scuola media e scuola superiori, fondamentali per un futuro lavorativo.

Simon è un ragazzo che vive in Siria, abitava in un villaggio a 1h e 30 minuti da Damasco e  viene una famiglia modesta, con il papà contadino e la mamma che produce e vende qualche formaggio, per aiutare il bilancio famigliare.
Come in tutta la Siria, a causa della guerra, anche nella scuola di Simon la qualità dell’insegnamento scolastico è molto basso: molti professori hanno lasciato il Paese e le scuole non bombardate sono sovraffollate.
Simon sta ultimando gli studi per conseguire la maturità scientifica, ma in queste condizioni è molto difficile, per questo decide di andare a Damasco e iscriversi a una scuola privata, come cercano di fare tutti per avere una preparazione adeguata. Damasco però è la città più costoso della Siria e le lezioni private sono molto dispendiose.
Fortunatamente a Damasco Simon può contare sull’ospitalità di una zia e per mantenersi decide di lavorare durante i 3 mesi estivi e, poi, con 3 amici ha comprato 3 alveari per fare del miele e venderlo.
Simon ha 17 anni, ma è molto determinato e vuole raggiungere il suo obiettivo. Proprio questa determinazione, la sua storia e l’impegno che dimostra ha convinto i responsabili del centro ad accoglierlo: contribuirà coprendo solo il 15% dei costi e gli insegnanti, per contribuire, hanno deciso di comprare il miele da lui e i formaggi da sua madre.

La storia di Simon ha coinvolti tutti, così come capita spesso per gli iscritti a “Bayt Al Atfal”. Da qui e da queste storie, si comincia a rigenerare la Siria del futuro.

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La consegna ufficiale delle infrastrutture idriche, per l’acqua potabile a Rukanda, diventa una festa

Negli interventi che l’AMU porta avanti è fondamentale la sostenibilità nel tempo e il coinvolgimento delle comunità locali , sia nella fase di progettazione e realizzazione dei programmi, sia nella fase di gestione delle risorse e delle infrastrutture in modo responsabile e oculato.

Il progetto “Acqua fonte di vita e sviluppo”, anche grazie al contributo della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e attraverso il lavoro e la formazione tecnica da parte dell’AMU e di CASOBU (la nostra controparte locale), ha permesso la costruzione di una rete di serbatoi d’acqua con una capacità totale di circa 105m3, 32 fontane servite da un acquedotto di 23 km.

In una giornata che si è trasformata in un momento di festa per la comunità, CASOBU ha svolto le ultime verifiche tecniche. Ora, con il passaggio di consegne alle istituzioni locali, incaricate di prenderle in gestione e formare i cittadini sul loro uso consapevole e sulla loro manutenzione, le infrastrutture appartengono totalmente alla comunità di Rukanda.

È stato un momento indimenticabile per gli abitanti della collina, un grande orgoglio per la comunità, che è stata fondamentale fin da subito con il proprio lavoro per raggiungere l’obiettivo primario: l’acqua potabile.

 

Il 17 ottobre è la giornata mondiale del rifiuto della miseria e della povertà, uno dei nostri impegni quotidiani attraverso i nostri progetti.

La celebrazione della Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria e del contrasto alla povertà risale al 17 ottobre 1987, quando più di 100.000 persone si riunirono a Parigi (dove nel 1948 fu firmata la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo) per onorare le vittime della povertà, della violenza e della fame.*

La situazione mondiale

Trentadue anni dopo, nel mondo sono 783 milioni le persone che vivono sotto la soglia internazionale di povertà di 1,90 $ al giorno, la maggior parte vive in due regioni: l’Asia Meridionale e l’Africa sub-Sahariana.
Alti tassi di povertà si riscontrano spesso in paesi piccoli, fragili e vittime di conflitti, e, fino al 2016, solo il 45% della popolazione mondiale era effettivamente tutelata da almeno una protezione sociale in denaro.**

L’impegno di AMU

Per AMU, rifiutare la miseria significa proporre ogni giorno iniziative e progetti per riuscire a migliorare la qualità della vita di persone e comunità in grave difficoltà.
In questa prospettiva, AMU prova ad agire come una scintilla, una piccola fiamma utile per accendere un fuoco che deve trovare solo una via per liberarsi, nel modo migliore. Un supporto iniziale fatto spesso di formazione e organizzazione, per sostenere le persone in difficoltà ad agire nel migliore dei modi e sfruttare le proprie energie per superare ostacoli che ingabbiano le loro possibilità.

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