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NL HIDE
 

I protagonisti di Sunrise Ecuador ricordano il terremoto, la paura di quei giorni e le difficoltà dell’immediato.

Ma poi, grazie ai primi sostegni del Movimento dei Focolari e con i progetti di ricostruzione e riabilitazione psicosociale, economia e produttiva, anche il ritorno della speranza.

Tra le storie di chi ha perso tutto e si è rimboccato le maniche, delle donne che hanno messo in campo le loro capacità e la loro forza, dei giovani che ogni giorno combattono con i pericoli della droga, anche quelle delle comunità che stanno riscoprendo fiducia nel prossimo, senso di appartenenza e solidarietà.

 

Per sostenere il progetto fai una donazione tramite bonifico oppure utilizzando il nostro Dona Ora – online

 

 

L’acqua potabile è stata una grande conquista per la collina di Rukanda: finalmente tutta la popolazione può accedere in maniera facile a un bene fondamentale e prezioso.
In questo percorso per il miglioramento generale della qualità della vita, rientra anche un’altra fase del progetto “Acqua, fonte di vita e di sviluppo”. In questo periodo si sta procedendo all’installazione di alcuni bagni ecologici che, messi a disposizione della popolazione dopo percorsi di formazione legati al loro utilizzo e, in generale, ai comportamenti da tenere nella propria quotidianità, permetteranno di raggiungere migliori condizioni sanitarie e igeniche.

Questo tipo di strutture risolvono uno dei grandi problemi delle famiglie della collina: l’accesso a servizi igienici sicuri e con una gestione sana e sostenibile dei rifiuti. Proprio questa mancanza di gestione ha comportato un’alta incidenza delle malattie legate alla proliferazione e diffusione di batteri.
I servizi igienici installati permettono anche di proteggere l’ambiente e la falda acquifera, infatti, fino ad oggi, non essendoci nessun accorgimento sulla gestione dei rifiuti residui, questa poteva essere facilmente contaminata e quindi amplificare la diffusione di patologie in tutta la popolazione. Oggi, invece, il prodotto di scarto, adeguatamente trattato, potrà essere utilizzato come fertilizzanti naturali.

La costruzione dei primi 18 servizi è effettuata in collaborazione con COPED-Caritas Bururi ed è supportata da percorsi di formazione per la loro manutenzione e per tenere un comportamento quotidiano che limiti i rischi igienico-sanitari: dal lavarsi frequentemente le mani, all’uso dell’acqua potabile ormai a portata di mano, fino all’uso corretto dei servizi stessi.

Sviluppo della persona significa riuscire ad agire sui diversi aspetti che possano migliorare le condizioni di vita. Il circolo virtuoso dall’arrivo dell’acqua potabile cresce e si diffonde, coinvolgendo tutta la popolazione a porre attenzione anche ad altri aspetti importanti, come l’igiene, appunto.

Se vuoi conoscere meglio il progetto vai qui, oppure qui per una donazione.

 

Vuoi vivere un’esperienza di crescita, servizio e formazione personale e professionale scoprendo meglio la cooperazione allo sviluppo e l’educazione alla cittadinanza globale? Se hai tra i 18 e i 28 anni puoi prendere parte al Servizio Civile Universale.

AMU – Azione per un Mondo Unito, insieme ad AFN – Associazione Azione per Famiglie Nuove, in collaborazione con CIPSI-COORDINAMENTO DI INIZIATIVE POPOLARI DI SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE come ente capofila, propone il progetto Promuovere la cittadinanza globale dei giovani” che prevede la collaborazione di 4 volontari di Servizio Civile: candidature fino al 10 ottobre!

Il progetto ha l’obiettivo di sostenere la nascita e lo sviluppo di comunità solidali, attraverso l’educazione interculturale e l’integrazione sociale di giovani stranieri, favorendo la conoscenza tra cittadini europei e migranti.

I volontari selezionati svolgeranno il servizio tra le sedi del Lazio e della Calabria con un’esperienza di 3 mesi in Portogallo.

Per saperne di più sul progetto clicca qui  oppure scrivi a info@amu-it.eu o chiama allo 06.94792170

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«Ho finito da poco di studiare in questa nuovissima Scuola sulle Ande che è un vero e proprio sogno diventato realtà. È incredibile come tutto a Bolívar si sia trasformato. Oggi le giornate procedono intensamente, i ragazzi riescono a frequentare regolarmente le lezioni, i professori sono motivati, aggiornati e applicano metodi innovativi. La Scuola sulle Ande è veramente un esempio di come ogni comunità e ogni persona può essere protagonista della lotta alla fame».

Sofia racconta la sua esperienza dopo la costruzione di una scuola a Bolívar, in Perù, grazie all’impegno di Padre Emeterio e ai sostenitori di #AMU.

La scuola sulle Ande e l’importanza dell’istruzione come strumento di sviluppo delle persone e investimento per la lotta alle difficoltà sono tra i protagonisti del libro Generazione #FameZero – Ragazzi in cammino verso un mondo senza fame nato dalla collaborazione tra FAO – Food and agriculture organization, New Humanity,  Teens for UnityAMU – Azione per un Mondo Unito, AFN – Azione per famiglie nuove

Puoi trovare il libro qui,  l’esperienza di Sofia e altre storie legate alla scuola e alla costruzione di un futuro senza fame le trovi nelle pagine dedicate al sentiero Indaco.

 

 

La storia di Camila ci racconta come ognuno di noi, a qualsiasi età e in qualsiasi modo, può uscire dal suo guscio e diventare protagonista di un percorso concreto di costruzione di pace.

Mi chiamo Camila e sono argentina, sono diventata un’«Ambasciatrice di Pace» del progetto Living Peace International grazie al mio insegnante che ha voluto candidarmi e con il quale io e la mia classe abbiamo intrapreso un Progetto di “Apprendimento e Servizio Solidale”. Ma perché proprio io? E soprattutto, cosa significa essere una ambasciatrice di pace? Io sono una persona molto introversa, non immaginavo né riuscivo a sentire veramente la pace dentro di me, per cui non mi sarei mai aspettata questo importante ruolo.

Ero a conoscenza della presenza di situazioni di violenza, difficoltà e vulnerabilità nel mio paese e nel mondo, ma con la scusa di “non poter far niente perché non avevo i mezzi per risolverle”, rimanevo sempre al mio posto, ignorandole.

Nel corso dell’anno, lavorando insieme al mio insegnante però qualcosa è cambiato, volevo cominciare a darmi da fare. Con la mia classe ho avuto modo di svolgere diverse attività per cui ho dovuto mettere gli altri e le loro esigenze al primo posto: abbiamo prestato servizio in un Centro diurno dove sono accolte persone con disabilità, poi in una scuola dove sono stati rilevati fenomeni di bullismo e, in generale, gli studenti hanno degli atteggiamenti poco corretti tra loro, abbiamo festeggiato la “Giornata del bambino” con i malati di un ospedale pediatrico e infine abbiamo avviato un laboratorio sulla “Memoria” in un ricovero per anziani.

Guardandomi indietro, vedendo lo sforzo compiuto e tutto ciò che ho imparato, mi sono sentita una persona nuova ed ho cominciato a vedere tutto secondo un’altra prospettiva. Se oggi dovessi descrivere quello che mi succedeva in quei giorni, direi che ho avuto l’occasione di “cambiare lo sguardo”: su di me, sugli altri e su cosa significhi aiutare. Ho imparato che se “nascondo la mia faccia” nessuno potrà vederla e che nella vita bisogna saper guardare.

Allora mi sono accorta che davvero potevo ricevere il titolo di “Ambasciatrice di Pace”, perché ho capito finalmente cosa è la Pace […]. Costruire la Pace significa tracciare percorsi, percorrerli insieme, e avere ali per volare insieme per realizzare qualcosa di migliore.

Grazie all’esperienza che ho vissuto quest’anno, mi sento meglio con me stessa e con il mondo intorno, e voglio continuare, anche con i miei compagni, a immaginare e mettere in atto nuove attività e progetti che mi permettano di contribuire alla Cultura di Pace.

 

L storia di Camila l’abbiamo raccontata anche sull’ultimo numero di AMU Notizie e racconta le attività dei ragazzi del progetto internazionale Living Peace