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NL HIDE
 

Il 15 e 16 maggio, a Catania, l’AMU organizza un corso di formazione per educatori e insegnanti dal titolo “Cittadini di pace:  conoscenza, incontro e condivisione”.  Il percorso prevede 14h di formazione in presenza e  al termine AMU rilascerà un attestato di partecipazione.

Educare per la pace

“Poiché le guerre cominciano nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che si devono costruire le difese della Pace” (Costituzione Unesco)
Basterebbe questa citazione per capire l’estrema rilevanza che l’educazione per la pace dovrebbe avere nell’ambito della formazione di ogni abitante della terra.
Ma cosa s’intende per educazione alla pace o meglio per la pace?
Non certo una disciplina in più, quanto fare di ogni ambito formativo uno strumento di pace, un percorso, in cui si punti a sviluppare la creatività e l’autonomia delle bambine/i e dei ragazzi/e nell’ affrontare le problematiche, imparando a dialogare e a sperimentarsi, così da acquisire consapevolezza delle proprie risorse nel sentirsi, come diceva don Milani, ognuno responsabile di tutto.

Educare per la pace, significa dunque promuovere un’azione pratica nell’ambito di un contesto specifico, partendo sicuramente dalla risoluzione positiva dei rapporti interpersonali, senza però perdere di vista le questioni più generali, come il modello di sviluppo, la distribuzione delle risorse e la gestione del potere.
È in questa prospettiva che s’inquadra l’ECG alla cittadinanza e la proposta formativa Living Peace International: la pace come progetto di scuola, una proposta che punta alla realizzazione di un processo di apprendimento trasformativo che implica lo svolgimento di un ruolo attivo nell’educarsi e nell’educare a scelte quotidiane che producano cambiamenti nella vita propria e altrui, nella prospettiva della convivenza armoniosa tra le persone e i popoli.

Il corso

Obiettivi del percorso
• Prendere coscienza dei diversi aspetti del complesso concetto di pace
• Inquadrare percorsi pedagogici che sviluppino competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso l’educazione per la pace
• Promuovere la formazione ad una cultura per la pace capace di generare azioni e prassi positive nell’ambito del dialogo, della soluzione pacifica dei conflitti e della convivenza, sperimentando in prima persona l’importanza e la bellezza di impegnarsi per un mondo più giusto e pacifico
• Creazione e condivisione di strumenti didattici, strategie in atto, percorsi condivisibili e buone pratiche

Contenuti

  • Educazione e pedagogia della pace

  • Pace, diritti umani e Agenda 2030

  • Stili di vita consapevoli e responsabili 

  • Intercultura e dialogo 

  • Immigrazioni e globalizzazione

  • Proposta formativa del progetto Living Peace International

Metodologia

La formazione sarà caratterizzata da sessioni frontali, interattive e laboratoriali volte al trasferimento delle metodologie, delle attività e dei contenuti che possano essere poi riproposti nei propri contesti educativi. Sarà dato spazio, inoltre, a laboratori di progettazione didattica curricolare per la realizzazione di percorsi formativi /unità di apprendimento relative a quanto affrontato.
Una parte formativa che caratterizza le formazioni di AMU è quella “sul campo”, un incontro con culture diverse, importante esperienza per la comprensione delle dinamiche socio-territoriali e per fare esperienza di dialogo. In questo caso, si propone una passeggiata interculturale e una visita presso la Moschea, dove si avrà modo di conoscere la comunità islamica.

La formazione è promossa da AMU, Associazione Azione per un Mondo Unito Onlus, ente accreditato MIUR per la formazione del personale scolastico (DM 170/2016); in collaborazione con l’Istituto per la Cooperazione Universitaria Onlus (ICU), nell’ambito del Progetto europeo Intercap, Develop Together.        

Per chi volesse sarà possibile completare la formazione gratuitamente con 6 moduli di approfondimento in modalità e-learning nell’ambito del Progetto Europeo Intercap – Develop Together su piattaforma dedicata (https://www.developtogether.eu/it/training-package) per un totale ore aggiuntive di 30h e materiale di studio aggiuntivo di 20h per lo studio individuale. Al termine di ogni modulo e test finale, la piattaforma rilascerà attestazione valida.

 

Qui troverete una breve presentazione e il programma

 

iscrizione entro il 20 aprile 2020 – clicca qui per le informazioni e per la scheda

 

 

 

Giriamo tra le colline del Burundi, ci sediamo con gli anziani, le donne, i padri di famiglia e i bambini, ascoltiamo la loro vita, la loro conoscenza, l’esperienza e le difficoltà; cerchiamo di capire insieme quali sono i problemi più importanti che affrontano e quali capacità e opportunità hanno da mettere in gioco; cerchiamo chi e come abbia già provato ad affrontarli, quali risultati ha avuto; valutiamo insieme le possibilità di successo di questa o quell’altra soluzione tecnica; sentiamo voci diverse, cambiamo idea, rivalutiamo idee e intuizioni che mettano la gente in grado di farcela con le proprie forze e con il proprio sforzo.

E poi, dietro a una curva, in mezzo alla foresta, ci troviamo di fronte un camion di un’organizzazione internazionale che distribuisce gratuitamente cibo a migliaia di persone che sgomitano, consegnando loro, insieme al cibo, la dipendenza.

Diceva bene Maria Montessori: “Non voglio essere servito, perché non sono un impotente. Ma dobbiamo aiutarci gli uni gli altri, perché siamo esseri socievoli. Ecco ciò che bisogna conquistare prima di essere veramente liberi”.

 

Cosa significa “giustizia sociale”? E come si raggiunge questo obiettivo? Il 20 febbraio è la giornata mondiale dedicata a questo importante obiettivo e quest’anno le Nazioni Unite lanciano una sfida: “Colmare il divario delle disuguaglianze per raggiungere la giustizia sociale”.

Come già scrivevamo nell’editoriale dell’ultimo numero di AMU Notizie:

“A molte persone, oggi, manca un’opportunità di lavoro che consenta loro di esprimere le proprie capacità e guadagnarsi da vivere. A molti manca una conoscenza sufficiente per potersi orientare nell’attuale società complessa e vivere una vita dignitosa. A tante donne vengono negati i diritti di espressione, movimento, partecipazione garantiti agli uomini. A molti giovani che hanno sbagliato strada – cadendo vittime della dipendenza da sostanze chimiche o dall’azzardo – manca la possibilità di far tesoro dell’esperienza per ricominciare su un’altra strada. A troppi bambini manca l’acqua potabile, cibo sufficiente, un ambiente pulito e sicuro, un’istruzione adeguata.”

 

Tutti i progetti dell’AMU, infatti, dall’ideazione, alla progettazione fino alla loro realizzazione, puntano a rimuovere gli ostacoli e i vincoli per liberare e rafforzare il potenziale dei protagonisti e delle comunità locali a cui appartengono.

“È per questo che parliamo di “sviluppo”, letteralmente il processo di rimuovere ciò che “avviluppa”, aggroviglia, intrica e costringe le persone ad essere molto meno di ciò che sono realmente.”

Dai programmi di sostegno alla popolazione, assistenza medica e scolastica in Siria, passando per quelli di ricostruzione in Ecuador, sviluppo di opportunità lavorative in Brasile e Argentina, inclusione sociale e lavorativa in Italia e Messico, fino ai progetti di educazione alla cittadinanza globale, questa idea di giustizia sociale è quella che condividiamo con i nostri sostenitori, donatori, volontari e beneficiari e che poniamo alla base dei nostri interventi, ogni giorno.

 

Xandão, è un giovane imprenditore che ha partecipato al Workshop “Jovem Empreendedor” del Programma di incubazione PROFOR, con esperti in gestione aziendale e sviluppo personale.

“Tra cinque anni mi vedo con la mia azienda, organizzata meglio, e magari avrò anche tempo di insegnare ad altri come produrre il mio prodotto”
Alexandrino de Freitas, di 26 anni, sta mettendo in campo alcuni progetti per il suo futuro, sostenuto dal programma Profor per imprese di comunione in Brasile. Chi lo incontra oggi riesce a scorgere il suo entusiasmo, nonostante le sfide quotidiane che deve affrontare vivendo in un insediamento rurale a Chorozinho, nella campagna del Ceará.
“Xandão” (come lo chiamano i suoi amici) è nipote e figlio di agricoltori e grazie a un corso di agricoltura ha scoperto una pianta, tipica della regione, che dà una farina ricca di sostanze nutritive. Ha fatto ricerche e ha iniziato a produrla durante il corso, eseguendo l’intero processo, dall’estrazione all’essiccazione fino alla vendita ai clienti.
Il giovane imprenditore ha poi avuto l’opportunità di partecipare al Workshop del PROFOR nella sua regione e da quel momento ha capito l’importanza di strutturare la sua azienda in maniera più ordinata, dalla gestione finanziaria a quella dei processi produttivi.

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Fazenda da Esperança nelle Filippine accoglie circa 23 giovani, ragazzi e ragazze provenienti da famiglie che vivono gravi difficoltà economiche e sociali. Nelle fattorie i ragazzi si occupano di agricoltura, prodotti da forno, artigianato e animali. Quello che ricavano dalla vendita dei prodotti serve per coprire le spese di sopravvivenza e per i bisogni primari, per questo non ci sono altri fondi per momenti di emergenza.

Quando a dicembre nel 2019 il paese è stato investito da un tifone devastante e da un periodo di piogge e vento prolungato. Questo ha compromesso le strutture di accoglienza per i ragazzi, provocando continue infiltrazioni e veri e propri allagamenti. L’impegno di AMU sarà quello di sostenere la riparazione dei tetti e dei soffitti e di procedere con l’isolamento degli ambienti.

Anche nelle Filippine AMU intende accompagnare il percorso di giovani in difficoltà, aggravate dall’emergenza ambientale, perché possano scoprire e liberare il proprio potenziale per costruire il loro futuro.