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Gli anni passano e, sebbene la sostanza non cambi, è sempre bello e sorprendente indossare un vestito nuovo. Ce lo chiedevano da tempo amici, parenti, soci e sostenitori.

Attivato un contest on line tra grafici, abbiamo ricevuto e valutato oltre 100 proposte di nuovi loghi.

Il logo vincitore lo ha realizzato Adriano Sarrocchi, che ha voluto mettere in evidenza il principio della fraternità universale a cui ispiriamo la nostra attività. Come?

Attraverso la figura di una persona che accoglie tra le braccia comunità e popoli, condividendo le proprie ricchezze culturali.

Le venature che partono da un continente e si collegano ad un altro rappresentano le relazioni umane e la loro reciprocità, valori su cui si fonda il nostro modo di fare cooperazione allo sviluppo. Così anche il logo sarà di stimolo a proseguire, insieme a tutti, questo cammino. (altro…)

 

Definita all’inizio di agosto la nuova Agenda per uno sviluppo sostenibile

Sradicare la povertà in tutte le sue forme e ovunque nel mondo. Si punta in alto con i nuovi obiettivi del Millennio – 17 in tutto – definiti dall’ONU per i prossimi 15 anni.

Quello sopra enunciato è soltanto il primo dell’elenco e, a chi pensa che sia troppo ambizioso, rispondiamo come ha fatto l’ambasciatore sudafricano all’ONU, citando Nelson Mandela: “Sembra sempre impossibile, finché non lo facciamo”.

Gli obiettivi precedenti, definiti nel 2000 per il 2015, prevedevano un dimezzamento della povertà, traguardo che è stato raggiunto nel suo insieme ma con enormi disparità geografiche, tanto che oltre un miliardo di persone – abitanti prevalentemente nell’Asia meridionale e nell’Africa sub sahariana – vivono ancora oggi sotto la soglia della povertà.

La nuova Agenda sarà adottata formalmente verso la fine di settembre, nel corso del vertice sullo sviluppo sostenibile che si terrà a New York. Un obiettivo importante (ma avremo modo di conoscerli tutti) è quello che riguarda la prevenzione dei cambiamenti climatici e l’accesso a forme di energia sostenibili. Come gli altri, anche questo non è rivolto solo ai governi degli Stati membri, ma anche ad ogni singolo individuo. Gli obiettivi del Millennio, ha detto infatti il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon, “impegnano tutti noi ad essere cittadini del mondo responsabili, prendendoci cura del nostro ecosistema”.

Lo stesso Ban Ki-moon, ricordando quanti hanno contribuito alla stesura dell’Agenda, ha ringraziato in particolare i milioni di persone che in ogni angolo della terra hanno condiviso la loro visione del mondo: è stato un processo epico e innovativo che ci fa esclamare: questa Agenda è davvero di “Noi, i popoli del Mondo”.

 

 

Nel quartiere Shubra del Cairo, 70 fra donne e ragazze si incontrano ogni settimana per partecipare a diverse attività, come laboratori di cucina e fabbricazione di cestini in vimini da cui ricavare piccole entrate per una maggiore indipendenza economica. Il progetto AMU Donna educatrice di Pace, iniziato nel 2013, comprende inoltre incontri di formazione ai diritti e doveri nella società, percorsi di educazione sanitaria e psicologica, attività artistiche e ludiche.

Negli ultimi mesi si è costituito anche un gruppo di bambini e ragazzi, portando il numero complessivo di partecipanti a circa 150; sono stati realizzati due campi di lavoro intensivi ed è iniziata una innovativa esperienza di formazione alla reciprocità, con gruppi di beneficiarie che offrono regolarmente lavoro volontario al servizio di anziani senza fissa dimora. Il progetto include persone musulmane e cristiane, ed è diventato spontaneamente luogo di incontro e di dialogo interreligioso.

Servono circa 20 mila euro per completare le attività previste nel 2015: chi volesse contribuire può trovare le coordinate bancarie e postali nella pagina Sostieni.

 

Riflessione di Luigino Bruni dopo il Convegno di Nairobi (Kenya) sull’Economia di Comunione – EdC.

Anche in Africa le prospettive di lavoro non sono rosee. Ne abbiamo esperienza diretta: alcuni borsisti del nostro progetto Fraternità con l’Africa, una volta terminati gli studi,  hanno avuto difficoltà a trovare un lavoro in cui mettere a frutto le loro capacità. Abbiamo chiesto a Luigino Bruni se in questo contesto ci può essere una  nuova forma di collaborazione fra imprese EdC e AMU.

«Innanzitutto la formazione è molto importante, come l’AMU sta facendo da tempo, con il progetto Fraternità con l’Africa, e non solo. Occorre, comunque, tener presente che per quanto la formazione e l’istruzione siano essenziali, ciò che veramente conta è che gli studi si traducano poi in un lavoro, in un mestiere. Perché non è raro il caso, a volte anche in Africa, che chi consegue un titolo di studio si fermi al ‘titolo’ come fosse il punto di arrivo e non il punto di partenza, pensando che lo status di diplomato o laureato conti più del lavoro da inventare o trovare. Per non parlare poi di chi, e non sono pochi, una volta laureato disprezza il lavoro manuale che considera solo per persone ignoranti e meno degne. (altro…)

 

 

È rivolta ad insegnanti di scuole superiori questa prima Summer School promossa da SEC – Scuola di Economia Civile in collaborazione con AMEC – Accademia Mediterranea dell’Economia Civile.

L’appuntamento è a Martina Franca (TA) dal 3 al 5 settembre 2015.
Le tre giornate formative saranno suddivise in 3 parti (storica, economica e economico-finanziaria) e introdurranno i partecipanti al pensiero e prassi di economia civile.
Verranno inoltre presentate metodologie e strumenti per la didattica.

Si può scaricare il programma dal sito del SEC >>>

Per informazioni e prenotazioni:
AMEC info@amectaranto.it
SEC tel. 380/150.95.45 tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00
segreteria@scuoladieconomiacivile.it