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Ci sono scuole nelle quali l’intercultura è sempre più una realtà quotidiana, come qualsiasi altro aspetto educativo che riguardi le relazioni fra persone e gruppi.

È il caso dell’Istituto Comprensivo “Via Mascagni” di Roma, in cui l’AMU apre questa mattina la settimana dell’intercultura, insieme agli amici della Fondazione Koz Kazah con i quali presenterà le attività del progetto in Egitto “Chance for Tomorrow”.

Con questa manifestazione la scuola, che fra l’altro ha vinto il concorso “Basta conoscersi”, vuole condividere i lavori delle classi, fare solidarietà, promuovere i diritti delle popolazioni più povere, attraverso concerti, laboratori, mostre e spettacoli che si alterneranno durante tutta la settimana.

 


Un breve reportage direttamente da Valeria Terreni dell’AMU di Scarlino

Nella 6° ed ultima lezione del corso di formazione sulla comunicazione organizzato da V.I.T.A. – una rete di otto associazioni di volontariato coordinata dall’AMU – erano presenti una trentina di persone, tra cui alcuni nostri amici dell’AMU di Follonica. La lezione, molto coinvolgente, si è svolta nella sala consiliare del Comune di Scarlino, che patrocina ogni anno questa iniziativa. Dopo averci mostrato un suo video girato in Perù, il relatore, Gianpaolo Bucci, regista attivo in tutto il mondo in progetti socialmente impegnati, ci ha proposto di lavorare in gruppi distinti per associazione, per ideare uno spot che promuovesse i rispettivi progetti. Una volta esposte, le varie idee sono state valutate una ad una nei difetti e nei pregi, con consigli appropriati, ma soprattutto facendoci pensare in modo nuovo, frutto appunto di un corso sulla comunicazione appena concluso! Siamo andati via contenti, dopo un paio di ore volate via veloci…

“Una scuola sulle Ande”, in Perù, è stato il progetto AMU per cui abbiamo lavorato l’anno scorso, sia a Scarlino che a Follonica, raccogliendo fondi attraverso i nostri mercatini di biancheria ricamata ed oggetti vari. Oggi abbiamo ricevuto il materiale illustrativo del nuovo progetto che accoglieremo: “Chance for Tomorrow” in Egitto… Quindi al lavoro… ci rivedremo l’anno prossimo!

 

Martedì 10 maggio ultimo incontro del corso organizzato da V.I.T.A.

È un dato di fatto che camminare insieme in un percorso di formazione comune è un’esperienza che “lega”, favorendo la creazione di rapporti durevoli.

A Scarlino, in provincia di Grosseto, le associazioni non profit che operano sul territorio comunale si sono unite in un consorzio (V.I.T.A. – Volontariato Insieme a Tutte le Associazioni) ed organizzano corsi di formazione ormai da diversi anni. L’AMU di Scarlino promuove attivamente questa realtà.

È giunto alle battute conclusive il corso di quest’anno, incentrato sulla comunicazione: dai rapporti interpersonali a quelli fra cittadini ed istituzioni, al dialogo fra popoli!

Il tema del 10 maggio, ultimo appuntamento del corso, è “Comunicazione come strumento di partecipazione attiva nel sociale”. Sarà illustrato da Gianpaolo Bucci, già autore del video sul nostro progetto in Perù, che metterà in evidenza il ruolo della comunicazione nel valorizzare l’apporto della comunità.

Ultima tappa sarà poi la tradizionale cena di solidarietà, domenica 15 maggio, i cui proventi saranno devoluti a famiglie del territorio in difficoltà economica, in collaborazione con gli uffici preposti del Comune.

Grazie a Valeria Terreni e a tutte le amiche e amici dell’AMU di Scarlino, che hanno reso tutto questo possibile!

 

 

Nella regione Friuli Venezia Giulia c’è un folto gruppo di amici che sostengono i progetti dell’AMU, in particolare quelli realizzati in Burundi. La Regione stessa ne ha cofinanziato alcuni, fra cui quello attualmente in corso “Microcredito e rafforzamento del sistema cooperativo rurale”. A Udine si è svolto il 1 aprile scorso un incontro di sensibilizzazione: ce ne parla Andrea Mosca di AMU FVG.

«La sede AMU della regione Friuli Venezia Giulia e l’associazione partner “Insieme per un Mondo Unito” hanno presentato venerdì 1° aprile a Udine una serata aperta al pubblico dal titolo “Il microcredito ed i progetti in Burundi”.

Obiettivo dell’incontro era quello di presentare il nuovo progetto in corso di realizzazione in Burundi, co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: “Microcredito e rafforzamento del sistema cooperativo rurale nella provincia di Ruyigi”.

La serata si proponeva anche di sensibilizzare il pubblico sulle varie iniziative di cooperazione allo sviluppo delle associazioni promotrici, in un periodo storico particolarmente delicato e lacerato dal fenomeno delle migrazioni. Si è aperta con alcune informazioni sulle iniziative intraprese negli ultimi mesi in Siria da parte di Barbara Bizzocchi, portavoce dell’associazione “Insieme per un Mondo Unito”. (altro…)

 

Dalla Sicilia è partito un progetto pilota per l’integrazione di giovani in condizioni di disagio, italiani e stranieri

Il nucleo delle attività del progetto viene realizzato nella Sicilia orientale, in particolare nelle province di Catania e Ragusa, un territorio a cui approdano centinaia di migranti, spesso minori non accompagnati in fuga dai loro Paesi. A questi ultimi si rivolge il progetto “Fare sistema oltre l’accoglienza”, ma anche a giovani italiani in situazione di disagio, per offrire opportunità di lavoro e inserimento sociale.

Tutti i dettagli nella scheda progetto >>>

Perché “fare sistema”? Perché nella società complessa di oggi per affrontare questi problemi occorre mettere in gioco competenze, esperienze e professionalità diverse. «In questo caso ad esempio, spiega Francesco Tortorella del settore progetti AMU, l’idea iniziale è stata della cooperativa Fo.Co., che da anni si occupa di  integrazione dei richiedenti asilo politico e dei minori senza famiglia in Sicilia. Subito sono stati coinvolti altri partners, come AFNonlus che si occuperà di animare una rete nazionale di famiglie per l’accoglienza di questi giovani, e le imprese di Economia di Comunione che offriranno in tutta Italia opportunità di formazione professionale e inserimento lavorativo, e così via.»

Questo progetto, iniziato in gennaio, avrà la durata di un anno. Coinvolgerà una cinquantina di giovani e quasi altrettanti operatori. Una sperimentazione che costituirà la base per future azioni di questo tipo su scala nazionale, già in fase di progettazione.