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Rimpresa può essere un esempio per raccontare ancor meglio il concetto di reciprocità che è una delle caratteristiche principali dei progetti di sostegno e sviluppo portati avanti da AMU.

Che cos’è la Reciprocità nei progetti AMU?

R-come-reciprocità-RIMPRESADa tempo, la cooperazione internazionale ha posto come suo principio conduttore la sostenibilità dei progetti anche oltre il periodo specifico di intervento.
Questo è un aspetto importante per garantire alle comunità locali l’autonomia nel condurre il processo di sviluppo e non innescare circoli di dipendenza e assistenzialismo. Non solo per la propria autodeterminazione, ma anche perché possano preservare al meglio territori, tradizioni e identità.
A questa prospettiva, per sottolineare i suoi principi fondatori di gratuità, mutuo aiuto e attenzione alle relazioni interpersonali, AMU aggiunge nei suoi interventi quella della “reciprocità”: tra gli stessi beneficiari o tra loro e altre persone in situazioni di vulnerabilità, tra beneficiari e sostenitori, tra comunità.

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Fontem-panormica-economia-di-comunioneDa ieri a Fontem, nel cuore della giungla camerunense, AMU partecipa come partner EDC all’ EoC Start up Lab 2017.
Oltre 50 partecipanti provenienti da Congo, Niegeria, Madagascar, Camerun, Costa D’Avorio, Angola, Uganda, Burkina Faso per presentare 28 progetti imprenditoriali.
Insieme ad AMU, un team internazionale di imprenditori e professionisti, provenienti da RDC, Costa d’Avorio, Uganda, Burkina Faso, Benin, Togo, Camerun, Francia, Austria, guiderà i partecipanti in un percorso pratico-formativo per dare forma alle loro idee e sviluppare le start up.
Uno degli appuntamenti più interessanti è lo speed date tra giovani imprenditori, che c’è stato ieri e di cui vedete le foto sotto,  in cui in pochi minuti ciascuno ha dovuto raccontare e convincere gli altri della bontà della sua idea e del suo progetto.
* Contemporaneamente negli USA ad Hyde Park è iniziata la Summer School precede il consueto incontro annuale dell’Associazione Edc Nord Americana (che comprende oltre agli USA anche il Canada) dal titolo: “Costruire un’Economia di Comunione. Una nuova visione per l’economia ed il business” (Building an Economy of Communion. A new vision for the Economy and Business).

 

Le storie di Fare sistema oltre l'accoglienzaIn occasione della Giornata Mondiale del rifugiato, World Refugee day 2017 , riprendiamo il post e la campagna del progetto Fare sistema oltre l’accoglienza.

“Una nuova famiglia, una nuova comunità”, immagini e video che raccontano la storia dei protagonisti incontrati fino a oggi con le azioni di formazione e inserimento lavorativo e sociale.

Oltre l’accoglienza, appunto, per creare un sistema in cui uomini e donne possano ritrovare la propria dignità e dimensione, possano integrarsi e interagire con le comunità che li ospitano e possano ricostruire una rete di solidarietà e rapporti umani che ciascun rifugiato ha dovuto abbandonare nel proprio paese d’origine.
Soprattutto con i minori non accompagnati e i neo-maggiorenni (anche se a breve avremo delle novità!) che spesso sono i più spaesati e quelli più a rischio di cedere a organizzazioni malavitose che sfruttano la loro condizione di difficoltà.
“Fare sistema oltre l’accoglienza” significa coinvolgere famiglie e associazioni per dare ai ragazzi coinvolti momenti di serenità che vanno dai piccoli gesti quotidiani, fino a periodi di permanenza offrendo le proprie case. Oppure coinvolgere un’azienda, dove tra percorsi formativi e di inserimento lavorativo, i ragazzi possano conoscere ancor meglio il nostro Paese cercando la loro strada professionale.
Una nuova famiglia, una nuova comunità vuole essere una frase leggibile in due direzioni. Considerando l’accoglienza di un’associazione, di una famiglia, di una azienda verso un rifugiato, sia la ricchezza che un nuovo componente di una famiglia o di una comunità, appunto, porta con sé e dona agli altri.

 

Nel mese di febbraio l’équipe del progetto RImPRESA ha incontrato Angelo, abitante di Arquata del Tronto (AP). Ci ha raccontato la storia della sua azienda che dal 2001 si occupa di installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione). Insieme a lui lavora anche il fratello.

A causa del sisma del centro Italia del 24 agosto e 30 ottobre 2016 e delle scosse del 18 gennaio 2017 Angelo ha subito ingenti danni. È crollata la casa e insieme a lei, sono crollati e diventati inagibili il laboratorio e il magazzino. Gli attrezzi e gli strumenti necessari alla sua attività non erano recuperabili, per questo l’intervento di RImPRESA ha riguardato l’acquisto di beni strumentali utili a riprendere il suo lavoro.

RImPRESA, come dice il nome, andando oltre l’emergenza vuole ricostruire le condizioni perché le aziende protagoniste possano riprendersi e proseguire la propria attività.

In questo caso, poi, c’è una solidarietà doppia: i materiali necessari sono stati acquistati da un’altra azienda del territorio, quella di Alessandro (con lui in foto), attivando così una duplice solidarietà basata sulla creazioni di reti e di attivazione reciproca.

 

 

No Child labour - Giornata Mondiale contro il lavoro minorileNella Giornata mondiale contro il lavoro minorile, World Day Against Child Labour, scegliamo lo slogan “Il futuro, da bambini”. Amu è da sempre impegnata affinché il diritto allo studio, il diritto a una crescita sana e serena, il diritto al gioco, insomma, semplicemente il diritto ad essere bambini, sia tutelato e promosso. Solo così, si può costruire un futuro fatto di adulti consapevoli, liberi e a loro volta sereni.
Oggi, di fronte ai numeri impressionanti che vedremo pubblicati sul lavoro minorile, sullo sfruttamento di bambini in fabbriche, conflitti, lavori usuranti, e che ci faranno riflettere sulla spietatezza di alcune situazioni in alcune parti del Mondo, noi abbiamo deciso di condividere 3 storie, difficili, ma positive.

Tre storie per raccontare il progetto #ChanceForTomorrow che, grazie al lavoro della Fondazione Koz Kazah, si occupa proprio di organizzare attività di educazione, formazione e svago, per i ragazzi del quartiere di Shubra, popolosa periferia del Cairo.

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