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Vuoi vivere un’esperienza di crescita, servizio e formazione personale e professionale scoprendo meglio la cooperazione allo sviluppo e l’educazione alla cittadinanza globale? Se hai tra i 18 e i 28 anni puoi prendere parte al Servizio Civile Universale.

AMU – Azione per un Mondo Unito, insieme ad AFN – Associazione Azione per Famiglie Nuove, in collaborazione con CIPSI-COORDINAMENTO DI INIZIATIVE POPOLARI DI SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE come ente capofila, propone il progetto Promuovere la cittadinanza globale dei giovani” che prevede la collaborazione di 4 volontari di Servizio Civile: candidature fino al 17 ottobre!

Il progetto ha l’obiettivo di sostenere la nascita e lo sviluppo di comunità solidali, attraverso l’educazione interculturale e l’integrazione sociale di giovani stranieri, favorendo la conoscenza tra cittadini europei e migranti.

I volontari selezionati svolgeranno il servizio tra le sedi del Lazio e della Calabria con un’esperienza di 3 mesi in Portogallo.

Per saperne di più sul progetto clicca qui  oppure scrivi a info@amu-it.eu o chiama allo 06.94792170

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«Ho finito da poco di studiare in questa nuovissima Scuola sulle Ande che è un vero e proprio sogno diventato realtà. È incredibile come tutto a Bolívar si sia trasformato. Oggi le giornate procedono intensamente, i ragazzi riescono a frequentare regolarmente le lezioni, i professori sono motivati, aggiornati e applicano metodi innovativi. La Scuola sulle Ande è veramente un esempio di come ogni comunità e ogni persona può essere protagonista della lotta alla fame».

Sofia racconta la sua esperienza dopo la costruzione di una scuola a Bolívar, in Perù, grazie all’impegno di Padre Emeterio e ai sostenitori di #AMU.

La scuola sulle Ande e l’importanza dell’istruzione come strumento di sviluppo delle persone e investimento per la lotta alle difficoltà sono tra i protagonisti del libro Generazione #FameZero – Ragazzi in cammino verso un mondo senza fame nato dalla collaborazione tra FAO – Food and agriculture organization, New Humanity,  Teens for UnityAMU – Azione per un Mondo Unito, AFN – Azione per famiglie nuove

Puoi trovare il libro qui,  l’esperienza di Sofia e altre storie legate alla scuola e alla costruzione di un futuro senza fame le trovi nelle pagine dedicate al sentiero Indaco.

 

 

La storia di Camila ci racconta come ognuno di noi, a qualsiasi età e in qualsiasi modo, può uscire dal suo guscio e diventare protagonista di un percorso concreto di costruzione di pace.

Mi chiamo Camila e sono argentina, sono diventata un’«Ambasciatrice di Pace» del progetto Living Peace International grazie al mio insegnante che ha voluto candidarmi e con il quale io e la mia classe abbiamo intrapreso un Progetto di “Apprendimento e Servizio Solidale”. Ma perché proprio io? E soprattutto, cosa significa essere una ambasciatrice di pace? Io sono una persona molto introversa, non immaginavo né riuscivo a sentire veramente la pace dentro di me, per cui non mi sarei mai aspettata questo importante ruolo.

Ero a conoscenza della presenza di situazioni di violenza, difficoltà e vulnerabilità nel mio paese e nel mondo, ma con la scusa di “non poter far niente perché non avevo i mezzi per risolverle”, rimanevo sempre al mio posto, ignorandole.

Nel corso dell’anno, lavorando insieme al mio insegnante però qualcosa è cambiato, volevo cominciare a darmi da fare. Con la mia classe ho avuto modo di svolgere diverse attività per cui ho dovuto mettere gli altri e le loro esigenze al primo posto: abbiamo prestato servizio in un Centro diurno dove sono accolte persone con disabilità, poi in una scuola dove sono stati rilevati fenomeni di bullismo e, in generale, gli studenti hanno degli atteggiamenti poco corretti tra loro, abbiamo festeggiato la “Giornata del bambino” con i malati di un ospedale pediatrico e infine abbiamo avviato un laboratorio sulla “Memoria” in un ricovero per anziani.

Guardandomi indietro, vedendo lo sforzo compiuto e tutto ciò che ho imparato, mi sono sentita una persona nuova ed ho cominciato a vedere tutto secondo un’altra prospettiva. Se oggi dovessi descrivere quello che mi succedeva in quei giorni, direi che ho avuto l’occasione di “cambiare lo sguardo”: su di me, sugli altri e su cosa significhi aiutare. Ho imparato che se “nascondo la mia faccia” nessuno potrà vederla e che nella vita bisogna saper guardare.

Allora mi sono accorta che davvero potevo ricevere il titolo di “Ambasciatrice di Pace”, perché ho capito finalmente cosa è la Pace […]. Costruire la Pace significa tracciare percorsi, percorrerli insieme, e avere ali per volare insieme per realizzare qualcosa di migliore.

Grazie all’esperienza che ho vissuto quest’anno, mi sento meglio con me stessa e con il mondo intorno, e voglio continuare, anche con i miei compagni, a immaginare e mettere in atto nuove attività e progetti che mi permettano di contribuire alla Cultura di Pace.

 

L storia di Camila l’abbiamo raccontata anche sull’ultimo numero di AMU Notizie e racconta le attività dei ragazzi del progetto internazionale Living Peace

 

Doposcuola AMU a DamascoGli adolescenti che frequentano il centro Bayt al Atfal di Damasco hanno superato tutti gli esami di quarta media. Un traguardo importante e difficile in Siria (la percentuale nazionale dei promossi è del 50%) e ora potranno scegliere a quale liceo o scuola professionale iscriversi per costruire con le proprie forze e capacità un futuro diverso.

Tutti i ragazzi e le ragazze che frequentano il centro, vengono da situazioni difficili, Dueilaa è uno dei quartieri più poveri di Damasco, con un livello scolastico debole.
Negli ultimi anni in Siria, tra le conseguenze della Guerra, vi sono il sovraffollamento di alcune città e quartieri, che fa sì che si formino classi anche con 60-70 alunni, e le condizioni di vita difficili date mancanza di mezzi economici.
Molti adolescenti vivono in case con famiglie numerose, spesso in una o poche stanze, comporta anche la mancanza della serenità necessaria per lo studio. Inoltre, molte famiglie, non possono assicurare un’assistenza ai figli che studiano: molti hanno un solo genitore (quando i ragazzi non sono orfani), o hanno genitori analfabeti. Quasi nessuno può permettersi le lezioni private che in queste condizioni sono diventate uno strumento necessario per affrontare gli studi, specie a ridosso degli esami.
Proprio per questo nasce il progetto di assistenza allo studio per i ragazzi che devono sostenere l’esame di quarta media. A Bayt Atfal gli studenti possono essere affiancati nel loro percorso di apprendimento in classi con meno allievi e più attenzione per ciascuno. Questo stimola i ragazzi anche a non arrendersi e non abbandonare la scuola, nonostante le molte difficoltà che devono affrontare.

E questi risultati, tutti promossi, ci fanno capire quanto questa sia la direzione giusta e come grazie all’impegno quotidiano e al sostegno di tutti voi, possiamo davvero costruire un futuro diverso per i ragazzi della Siria e aiutarli nella ricostruzione del loro Paese.
Per conoscere di più sul progetto e sostenerlo clicca qui
Da oggi puoi sostenere AMU anche con una donazione tramite FB

 

Alla sua terza edizione, il programma PROFOR diventa un acceleratore di impresa e sviluppo, alla formazione e al coaching, associa un percorso di affiancamento per 12 giovani imprenditori per rafforzare la loro impresa e le loro competenze.

PROFOR – PROGRAMMA DI RAFFORZAMENTO DI IMPRESE INCLUSIVE DI COMUNIONE che AMU in collaborazione con EDC – Economia di Comunione e Anpecom – Associação Nacional por uma Economia de Comunhão, porta avanti in Brasile per promuovere e rafforzare imprese ispirate e basate sui principi di uno sviluppo di comunione, di un lavoro dignitoso e di un compenso equo continua fino a maggio 2020 e si arricchisce di alcune prerogative.
In un Paese, il Brasile, dove l’indice di sviluppo umano ha ripreso lentamente a crescere, rimangono ancora forti le diseguaglianze e, a una ristretta fascia di popolazione ricca, corrisponde una sempre più ampia fascia di popolazione ancora in difficoltà, avvolta in un circolo vizioso che aggiunge incertezza e incapacità di cambiamento alle condizioni difficili e alla vulnerabilità.

AMU con PROFOR III vuole continuare il suo impegno per rompere questo circolo vizioso e proporre ai giovani percorsi di formazione, orientamento e valutazione delle competenze per poi promuovere idee imprenditoriali che possano costituire un’occupazione per loro e agire sullo sviluppo della propria comunità.
A questi primi corsi seguirà una selezione che permetterà a 12 ragazzi di affinare teorie e tecniche per la conduzione e l’organizzazione di azienda.
Questa edizione, poi, è caratterizzata per un vero e proprio “acceleratore” di impresa che accompagnerà e sosterrà il percorso di 12 giovani imprenditori, già attivi, che vogliano rafforzare la propria azienda e aprirla ai principi di Economia di Comunione.
In totale parteciperanno alle attività circa 230 giovani delle città di Macedo, Vazantes, Belem, Sitio Novo, Córrego da Ramada, Fazenda Aruanan, Fortaleza, (Ceará) e Vargem Grande (SP).

 

Per sostenere il progetto clicca qui