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News
 

Il prossimo 10 dicembre in tutto il mondo si celebrerà il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Una data importante, ma nessuna iniziativa è ancora stata assunta dal Governo e dal Parlamento Italiano.

Noi però la vogliamo ricordare e celebrare, per questo parteciperemo e invitiamo i nostri sostenitori e amici a partecipare al “Flash mob per i diritti umani” che si terrà mercoledì 5 dicembre 2018, alle ore 15.00, davanti alla Camera dei Deputati in piazza Montecitorio.
Insieme vogliamo chiedere al Parlamento di:
1. riaffermare il valore insopprimibile della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e l’impegno dell’Italia per attuare l’agenda politica dei diritti umani;
2. riunirsi il 10 dicembre, in seduta comune, per discutere dello stato dei diritti umani in Italia, in Europa e nel mondo;
3. attuare le raccomandazioni che il Consiglio diritti umani e i Comitati per i diritti umani dell’Onu hanno rivolto al nostro paese:

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Il centro di Koz Kazah, con il progetto “Chance for Tomororw“, porta avanti programmi di assistenza ai giovani e percorsi di autoconsapevolezza per ragazze e donne che possono conoscere i propri diritti e riaffermare la propria dignità.

Qui pubblichiamo il racconto di Eman, una donna di 48 anni che ha rifiutato la vergogna e lo status di vittima e ha combattuto contro tutto e tutti per costruire il suo percorso.

Sentirsi meno degli altri il tuo spirito può abbattersi, arrivi a sottostimare te stessa smetti di provare a migliorare. Ma quando riesci a uscire da questa spirale negativa, magari incontrando le persone giuste, la vita cambia e cominci ad andare avanti, a lavorare più duramente su te stessa e a cercare di migliorare le tue capacità e talenti.

Mi sentivo poca cosa. La gente mi faceva sentire poca cosa. E così il più delle volte mi sentivo inferiore agli altri per il fatto che non avevo completato il mio corso di studi. E quando ho incontrato il centro Koz Kazah preferivo non parlare agli altri anche perché, così, non sarei stata costretta a confessare di non essere andata all’università sentendomi, di nuovo, poca cosa.”

Ma alla fine, grazie alla pazienza e alla gentilezza degli operatori e delle altre persone che frequentano il centro, le cose sono cambiate. Mi hanno accettata e questo era esattamente quello di cui avevo bisogno.”

Eman racconta che col passare del tempo ha preso parte a molte delle attività che puntano proprio a dare valore e fiducia alle capacità e attitudini di persone della sua età. Ha scoperto che altre donne, coetanee, avevano deciso di completare gli studi e di iscriversi all’università. E ogni volta che raccontavano come il completare gli studi avesse totalmente cambiato la loro vita, il suo desiderio di iscriversi all’università cresceva.

Alla fine mi sono decisa a completare gli studi e mi sono iscritta alla facoltà di economia e commercio. Non è stato semplice, ma tutto è nato dallo spirito di accettazione che ho trovato qui e che mi ha incoraggiato per decidere ed iniziare

Quando ho detto alla signora Awatef, la responsabile del mio gruppo di donne, che avevo deciso di completare gli studi, mi ha sostenuta con tutto il cuore, e ha cercato di aiutarmi a districarmi con la burocrazia dell’università. E ancora oggi mi segue passo passo, aiutandomi e informandosi di come proceda il mio corso di studi”.

La storia di Eman è simile alla storia di molte altre donne che grazie al progetto “Chance for Tomorrow” hanno riscoperto le proprie capacità, hanno acquisito fiducia in sé stesse e riscoperto i propri diritti e il valore della propria dignità.

Per sostenere il progetto e i percorsi di consapevolezza per giovani e donne clicca qui!

 

In queste settimane sta arrivando nelle case dei sostenitori e amici dell’AMU il nuovo numero di AMU Notizie dal titolo “Crescere, Insieme” per raccontarvi le ultime novità sui nostri progetti e soprattutto come questi siano cresciuti grazie al vostro sostegno e come continueranno a farlo nel prossimo anno.

All’interno l’editoriale di Stefano Comazzi, Presidente AMU si interroga sul senso della cittadinanza globale, oggi.

Per la sezione donatori, il racconto di alcune azioni messe in campo per la raccolta fondi e di nuovi gruppi che si aggregano alla grande famiglia AMU!

La parte di Educazione allo Sviluppo è dedicata all’impegno concreto di alcuni ragazzi per la cura di un parco di Roma e un picoclo promemoria per ricordare come funziona il metodo “6×1- sei passi per un obiettivo”.

Sempre in tema di crescita, proprio in questi mesi di grande attenzione sul tema, racconteremo come è cresciuto il Programma di inclusione sociale e lavorativa di italiani e giovani migranti in stato di vulnerabilità “Fare Sistema Oltre l’Accoglienza”.

Dalla Siria, la famiglia Crepaz, racconterà in prima persona l’incontro con una popolazione provata dalla guerra, ma che non perde la speranza e la fiducia nel futuro. Qui troverete anche il richiamo al libro del viaggio in quelle terre di Michele Zanzucchi e Massimo Toschi e come contattarci per organizzare una presentazione.

Dall’America Latina, invece, le notizie dai progetti di sviluppo legati all’impegno reciproco di AMU ed EDC – Economia di Comunione, in Brasile, Argentina e a Cuba. Sempre da quell’area anche il racconto del nuovo progetto “Sunrise Ecuador” di ricostruzione post terremoto e un invito a non lasciare soli i ragazzi, col rischio che cadano nella rete dei narcotrafficanti.

Il racconto del progetto per portare l’acqua e lo sviluppo in alcune comunità burundesi, il progetto di integrazione sociale e lavorativa in Portogallo e l’esperienza delle donne del progetto “Chance for Tomorrow” in Egitto, chiudono questo numero.

 

ATTENZIONE! Non perdete l’occasione di leggere l’ultima pagina di copertina e di rispondere ai nostri appelli per diventare protagonisti dell’impegno quotidiano di AMU!

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La Ruta 40 è la protagonista del racconto di viaggio che Chiara Morellato e Andrea Vignali hanno compiuto alla scoperta del Nord Ovest dell’Argentina. Un percorso alla riscoperta di quel patto tra uomo e terra (che qui chiamano Pachamama) custodito in questi luoghi dalle comunità rurali che vivono seguendo ancora oggi le loro più antiche tradizioni.

Un reportage unico, un racconto costruito insieme agli abitanti di quelle terre che in questi anni  hanno partecipato al Progetto di turismo sostenibile e solidale sostenuto da #AMU.

Attraverso il turismo le comunità rurali hanno potuto valorizzare quei panorami unici, ritrovare i mestieri artigiani dei loro antenati, conservare e far conoscere i costumi popolari legati alle loro tradizioni. I visitatori hanno così l’occasione per vivere un’esperienza completa, che dalla semplice visita dei luoghi, diventa conoscenza, condivisione, empatia con chi quei luoghi vive e anima ogni giorno.

Per gli abitanti del Nord Ovest Argentino, un’opportunità per uscire dalla vulnerabilità e avviare uno sviluppo in armonia con la natura, nel rispetto dei propri costumi e in condivisione con la propria comunità, salvaguardando così i legami sociali.

In questo video, la straordinaria bellezza della terra del NOA (Nord Ovest Argentina) e l’accoglienza dei suoi abitanti.

Qui per sostenere il programma con una donazione.

 

 

 

 

[Il servizio è andato in onda anche il 28 ottobre durante la trasmissione “Il Kilimangiaro” su Raitre]
 

Una parte del progetto “Acqua fonte di vita” prevede la formazione della comunità locale perché possa imparare a utilizzare lo strumento del micro-credito comunitario ed essere artefice della propria crescita e del proprio sviluppo.

Ma cos’è e come funziona? Il micro-credito comunitario è un sistema di risparmio e di credito gestito in piccoli gruppi: ciascun componente immette nel sistema una piccola somma che, insieme al contributo di tutti gli altri, va a costituire un fondo cui ciascuno potrà attingere, a turno, per avviare una attività generatrice di reddito.

Chi usufruisce di una “quota” si impegna, ovviamente, a restituirla con i proventi della nuova attività.

Il suo scopo principale è quello di raccogliere risparmi e fornire sostegno e capitale di avvio ai membri di una comunità che non avrebbero accesso ai servizi finanziari formali.

Il micro-credito comunitario determina un cambiamento di mentalità e porta allo sviluppo sia finanziario, sia sociale” ricorda il formatore che ha preparato gli agenti sul campo che affiancheranno le famiglie beneficiarie per utilizzare questo strumento.