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Nel suo ricorrere ciclicamente, anche quest’anno l’arrivo della festa di Pasqua ci innalza dal peso dalle fatiche quotidiane per indicarci orizzonti alti, mete ardite e propositi apparentemente irraggiungibili. Ma non è un’illusione che ci inganna e ci lascia più tristi di prima per aver assaporato attimi di gioia e luce, poi trasformati in un nostalgico e tormentoso ricordo?

Così non è: è la virtù della Speranza quella che più caratterizza questo tempo di Pasqua e che più ci deve orientare nell’oggi del mondo, soprattutto ora che sembrano sgretolarsi le “certezze” del passato e sono rimessi in discussione equilibri e ruoli tra gli attori internazionali.

Sembra che il Bene Comune abbia perso diritto di cittadinanza ed in modo sfacciato prevalga l’egoismo di caste, gruppi di potere, corporazioni, interessi di parte, ed anche l’azione umanitaria viene bandita o addirittura condannata.

Nel Catechismo si legge che “la speranza cristiana non fa concorrenza alle speranze terrene autentiche, anzi risveglia e mette a loro disposizione preziose energie”.

Per questo ci facciamo gli auguri in occasione della Pasqua cristiana: perché un Dio che si fa uomo, assumendo su di sé tutte le sofferenze dell’umanità fino alla morte più ignobile possibile, poi vince la morte stessa. È questa la Speranza per tutti coloro che vivono e si impegnano per un mondo migliore.

Un mondo dove la migrazione non sia più una scelta dolorosa e forzata e dove l’accoglienza e l’integrazione si muovano all’unisono con la volontà di contribuire al bene della nuova società ove si è integrati.

Un mondo nel quale ogni popolo si arricchisca dallo scambio reciproco delle proprie risorse culturali, materiali e spirituali con gli altri popoli.

Dove gli organismi internazionali si aprano ad un nuovo e più reale principio di democrazia internazionale, che veda rappresentati i popoli e tenga conto dei loro effettivi interessi, piuttosto che quelli degli stati spesso legati tra loro da accordi opachi o ricatti reciproci.

Un mondo dove ogni essere umano non sia scartato o marginalizzato, ed invece si senta membro attivo e felice della grande famiglia umana.

Un sogno utopico? No, proprio questa è la Speranza: il Mondo Unito che si fa giorno per giorno. E questo grazie anche al piccolo, anonimo, sudato contributo di ciascuno di noi!!!

Auguri sinceri a ciascuno di voi, ed alle vostre famiglie.

 

Ricorre oggi, 22 marzo, la Giornata Mondiale dell’Acqua.

Secondo un rapporto Unicef-Oms del 2017, sono più di 2 miliardi le persone che non hanno acqua potabile in casa; di queste, 263 milioni possono trovare una fonte di acqua pulita a più di 30 minuti di distanza, mentre 159 milioni sono costretti a bere acqua non trattata, recuperata da corsi d’acqua o da laghi.
L’ONU ha istituito la Giornata dell’Acqua nel 1992 proprio per focalizzare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su questo elemento fondamentale per la vita; solo pochi anni fa, nel 2010, si è finalmente riconosciuto che l’acqua potabile è un diritto umano, con la risoluzione ONU 64/92 approvata da 142 Stati. Tuttavia, la strada è ancora lunga: mancano norme giuridiche vincolanti; in pratica i Paesi, anche quelli che hanno approvato la risoluzione, sono liberi di ignorarla.

Il tema della Giornata 2018 è “La Natura per l’Acqua”.
La proposta delle Nazioni Unite è quella di usare le soluzioni che si trovano in natura per ridurre le inondazioni, la siccità e l’inquinamento delle acque. Le soluzioni basate sulla salvaguardia del ciclo naturale dell’acqua consentirebbero di risolvere buona parte dei fattori di criticità legate all’accesso all’acqua.

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Dal sito del Cipsi condividiamo le dichiarazioni del presidente della Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili (CILD) Patrizio Gonnella sulla vicenda a nave della ong spagnola Proactiva Open Arms sequestrata dalla procura di Catania nell’ambito di un’inchiesta su uno sbarco di migranti avvenuto due giorni fa a Pozzallo, in provincia di Ragusa, Sicilia. 

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Inaugurato il nuovo anno scolastico nella “scuola sulle Ande” a Bolivar.

Lo scorso 12 marzo è stato un giorno speciale: è iniziato l’anno scolastico 2018 della scuola parrocchiale di Bolivar, con alcune novità. La prima è che dopo due anni di direzione il prof. Victor Rojas lascia la scuola parrocchiale per trasferirsi a Cajabamba, vicino alla sua famiglia. A dirigerla sarà la professoressa Jackeline Chavez, donna, laica, bolivariana: caratteristiche non scontate nel contesto di Bolivar.

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“La Guerra è il mio nemico” è il titolo dell’incontro organizzato dall’ISIS Gramsci-Keynes lo scorso 6 marzo 2018 e che ha coinvolto oltre 300 studenti delle scuole superiori di Prato e al quale hanno partecipato Stefano Comazzi, presidente AMU, la rappresentante di Emrgency, Fabiana Carosella e Carlo Cefaloni, redattore di Città Nuova.

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