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News
 

Tamara e Carlos, del settore progetti di AMU, in questi giorni sono in Egitto e stanno visitando il centro KOZ KAZAH dove si svolge il progetto “Chance for tomorrow”.

Ci hanno mandato alcune immagini della attività che si svolgono lì.
Il corso “wicker crafts” sulla lavorazione del vimini, ad esempio, si tiene 4 volte a settimana e offre la possibilità di imparare un mestiere e costruire oggetti molto richiesti.
Oltre a questo, ci sono diverse attività che aiutano le donne a confrontarsi con il mondo del lavoro e con il mercato, dalla rilegature di testi e stampe, fino alla creazione di packaging per catering.

Le donne coinvolte riscoprono ogni giorno le loro abilità in un percorso di emancipazione grazie al quale ritrovano fiducia in sé stesse e consapevolezza del proprio valore e della propria dignità.

Chance for tomorrow - febbraio 2019

 

Scopri di più sul progetto e su come sostenerlo
http://www.amu-it.eu/2015/12/16/chance-for-tomorrow/?lang=it

 

Posizione: Referente Regionale per programma “Fare Sistema Oltre l’Accoglienza”

Destinazione: Emilia Romagna

Come candidarsi: inviare il proprio CV aggiornato con referenze + lettera di motivazione a risorseumane@amu-it.eu

Ruolo:
AMU Onlus è alla ricerca di un Referente Regionale Emilia Romagna nell’ambito di “Fare Sistema Oltre l’Accoglienza”, un Programma nazionale di inclusione socio-lavorativa rivolto a italiani e stranieri in condizioni di vulnerabilità (www.faresistemaoltrelaccoglienza.it)

Job description
La risorsa dovrà:
• fornire orientamento ai destinatari attraverso l’accompagnamento nei percorsi individuali di inserimento socio-economico nei molteplici aspetti della vita quotidiana;
• attivare e consolidare una rete territoriale di attori (aziende, famiglie, operatori, associazioni, istituzioni) da coinvolgere nei processi di inclusione socio-lavorativa dei destinatari del Programma;
• produrre materiale sulle esperienze in corso nella regione, utile per la comunicazione esterna (video, interviste, articoli, foto, etc);
• individuare fonti di finanziamento locali e redigere proposte progettuali per bandi locali;
• produrre report periodici delle attività da inviare all’ AMU

Requisiti obbligatori:

• Laurea in materie affini al settore di intervento del Programma (mediazione culturale, sociologia, cooperazione internazionale, scienze politiche, etc);
• Pregressa esperienza di lavoro con i migranti;
• Capacità relazionali ed empatiche necessarie per entrare in contatto con i destinatari del Programma, diventando per loro un punto di riferimento autorevole, nonché loro tutor nel percorso di raggiungimento degli obiettivi individuali di autonomia;
• Ottime capacità organizzative, di sintesi, lavoro in equipe, gestione dello stress;
• Capacità di interfacciarsi con attori differenti: imprese, famiglie, associazioni, operatori, etc;
• Flessibilità organizzativa e capacità di auto-organizzazione del lavoro;
• Conoscenza donors regionali, italiani ed europei per i settori di riferimento del Programma;
• Conoscenza dell’inglese;
• Conoscenza dell’iter burocratico necessario ai richiedenti asilo per legalizzare il loro status secondo le normative vigenti

Requisiti desiderabili:

• Corsi di specializzazione e aggiornamento in materie attinenti i fenomeni migratori; l’accoglienza, la tutela dei richiedenti asilo e dei rifugiati;
• Capacità di scrittura progettuale ed elaborazione budget;
• Esperienza e/o formazione sul Bilancio di competenze;
• Conoscenza del francese e dell’arabo

 

Azione per un Mondo Unito Onlus

Scadenza invio candidatura: 20 marzo 2019

Tipo di Contratto: collaborazione

Durata: 6 mesi

Inizio: da aprile 2019

Come candidarsi: inviare il proprio CV aggiornato con referenze + lettera di motivazione a risorseumane@amu-it.eu

 

Un ricordo di Silvio Daneo, socio AMU, da parte di Stefano Comazzi.

Un altro dei nostro soci fondatori ha raggiunto la casa del Padre: Silvio Daneo deceduto il giorno 24 febbraio nell’ospedale di Aosta all’età di 77 anni.

Personalmente lo avevo conosciuto da ragazzo quando Silvio era rappresentante di una importante società italiana in India, dove si era trasferito per fondare il Movimento dei Focolari. Per noi ragazzi del mondo pre globalizzato, i suoi racconti di vita erano affascinanti e soprattutto ci aprivano orizzonti ampi ed impensati. Con la sua notevole intelligenza, l’ottima conoscenza di tante lingue (comprese quelle orientali), la grande sensibilità d’animo, una profonda formazione interculturale, dal 1966 per 25 anni ha girato l’Asia in lungo ed in largo, passando attraverso guerre, dittature, povertà materiali, momenti storici importanti del XX secolo, incontri con tante personalità (primo tra questi Papa Giovanni Paolo II).

L’ultima fase della sua vita l’ha dedicata con impegno e profonda competenza al dialogo inter religioso, rappresentando il Movimento dei Focolari all’interno di “Religioni per la Pace” come direttore esecutivo della sezione italiana, con un apprezzamento ampio e trasversale. Accanto a ciò non ha mancato il suo impegno discreto e concreto a favore di carcerati e nell’accoglienza dei migranti.

Di Silvio ci mancherà la sua fine e garbata ironia, ed i suoi stimoli a non perdere di vista la missione fondamentale dell’AMU.

 

La foto di Silvio Daneo è presa da qui
 

La protezione accordata dalla vigenza di antiche norme medioevali ha impedito l’espulsione di una famiglia armena rifugiatasi in una chiesa dove si sono alternati 650 pastori e predicatori di diverse confessioni cristiane. Esempio eclatante di accoglienza nel cuore dell’Europa.

Apprendiamo da “Riforma.it”, quotidiano delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia, che all’Aja (Paesi Bassi) la famiglia armena Tamrazyan (genitori e tre figli grandi che stanno frequentando le scuole), colpita da provvedimento di espulsione nonostante viva nel Paese da oltre 8 anni (in patria il padre Sasun era stato più volte minacciato di morte per il suo impegno politico), in un ultimo e disperato tentativo di evitare l’arresto e l’espulsione, si è rifugiata in una chiesa della città.

Con il sostegno della comunità locale è così iniziato un culto durato ininterrottamente 95 giorni, ovvero 2.280 ore e con oltre 650 pastori e predicatori che si sono alternati dal pulpito, provenienti da 20 denominazioni differenti e da varie nazioni. Così sfruttando una vecchia norma che per l’appunto vieta l’ingresso delle forze dell’ordine in un edificio religioso durante una funzione, si è andati avanti fintanto che il governo olandese non ha rivisto le proprie decisioni in merito alla richiesta di asilo.

Tale fatto, certamente inconsueto per i tempi attuali, ci riporta ai nostri ricordi scolastici con il celebre episodio narrato ne “I promessi Sposi” relativo alla conversione giovanile di Fra Cristoforo, che dopo aver ucciso in duello colui che lo aveva sprezzantemente apostrofato come “vile meccanico”, si avvale dell’asilo ecclesiastico presso un convento di Padri Cappuccini, diventando poi egli stesso uno di loro. Come nel resto dell’Europa, anche in Italia tale antico retaggio venne abolito dalla prima legge Siccardi del 1850, che tuttavia all’art. 6 stabilisce che “si osserveranno … i riguardi dovuti … e le cautele necessarie affinché l’esercizio del culto non venga turbato.”

Tornando ai Paesi Bassi, il braccio di ferro fra l’esecutivo e la chiesa riformata locale si è giocato non solo sul culto non stop, ma anche sulla legge nota come “children’s pardon”, sorta di amnistia concessa ai minori presenti nel Paese da più di cinque anni, applicata però con estrema ritrosia dal locale governo in questi anni. Un accordo fra varie forze politiche ha portato ad una revisione della norma, le cui maglie ora si allargheranno.

Anche noi ci uniamo alla soddisfazione della Chiesa riformata nei Paesi Bassi che è stata capace di mobilitare i cuori di migliaia di persone ed ora raccoglie i frutti di questo sforzo collettivo.

Un ultimo dubbio: non è che adesso a qualcuno verrà la brillante idea di voler riformare la legge Siccardi perché troppo permissiva ed indulgente?

 

Articolo di Stefano Comazzi – Presidente AMU – Apparso su cittanuova.it il 19 febbraio 2019

 

La foto dell’articolo è di Parstoday ed è rintracciabile qui

 

 

Sálima, 10 de Agosto e Macará sono le comunità con cui abbiamo iniziato a lavorare subito dopo il terribile terremoto del 2016 in Ecuador. La situazione di disagio era già seria prima della catastrofe, perché la provincia di Esmeraldas è considerata una delle regioni con il più alto indice di povertà. In seguito la situazione è peggiorata e le condizioni di vulnerabilità della popolazione sono diventate ancora più evidenti.

 

La posizione geografica, al confine con la Colombia, e le disperate condizioni economiche e sociali peggiorate con il terremoto, hanno acuito il pericolo che giovanissimi e adolescenti possano cadere nelle maglie della droga come consumatori, o sfruttati dagli spregiudicati e irresponsabili signori del narcotraffico.

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