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La piccola Nour soffriva di difficoltà del linguaggio a causa di una deformità congenita della lingua. Quando è arrivata al centro “Generazione di speranza” di HOMS con la sua famiglia già sapeva che sarebbe stato necessario un intervento costoso, ma suo padre non aveva nemmeno il denaro per sostenere la visita preliminare. Per questo ci ha chiesto aiuto.
Non è stato semplice, il tempo passava e le risposte erano poche, così durante un incontro settimanale dello staff del centro abbiamo raccontato a tutti la storia di Nour e nessuno ha avuto dubbi. Ciascuno ha contribuito come poteva, così Nour ha potuto fare l’intervento, è guarita e la gratitudine sua e dei suoi genitori sono state indescrivibili.

Da questa esperienza, il team ha quindi proposto di creare un fondo per sostenere casi simili.

#WorldChildrensDay2019
#DirittideibambiniDirittiditutti

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Lo studio e la formazione sono aspetti fondamentali per crescere, ma nello spazio “Generazione di Speranza” al centro ci sono i ragazzi, le loro storie, le loro esigenze, in un percorso di sviluppo completo da svolgere insieme alle loro famiglie e alla comunità.

Per questo accanto alle attività di supporto allo studio, ai corsi di inglese che diventano di anno in anno sempre più efficaci, ci sono anche quelle dedicate a chi ha particolari esigenze.

Chi ha difficoltà nell’apprendimento, nell’ultimo anno scolastico sono stati 6 bambini, o chi ha difficoltà nel linguaggio e nell’espressione, nell’ultimo anno 12 ragazzi del centro e 4 che venivano da fuori solo per questo,  ricevono un sostegno importante, visto anche il costo elevato di queste attività fuori dal centro.

Ancor più importanti, per i ragazzi e le loro famiglie sono anche il supporto psicologico e le attività “extra”: quest’anno quasi tutti hanno partecipato alla pulizia delle vie vicino la scuola, un’attività che ha coinvolto grandi e piccini, intere famiglie che hanno imparato a prendersi cura di un bene comune senza dover aspettare che se ne occupasse qualcun’altro.

E  ora tutti aspettano di ripetere la bella esperienza di condivisione e divertimento vissuta lo scorso anno decorando l’albero di Natale. E ancora di cimentarsi con le attività di teatro e danza organizzate per e con i ragazzi.

Tutto questo significa tutelare il diritto dei piccoli a essere bambini, sereni e felici, per vivere al meglio esperienze di formazione completa, che li renderà donne e uomini liberi, sinceri e consapevoli.

 

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Novembre è il  mese per i diritti dei bambini.
In Burundi, grazie al progetto “Acqua fonte di vita e di sviluppo” circa 1.000 bambini/e e ragazzi/e della collina di Rukanda possono accedere all’acqua potabile.
E ricevere anche una formazione su igiene personale, salute e uso dei bagni ecologici appena installati.

Proteggere l’infanzia significa anche proteggere la salute e l’alimentazione.

 

Il progetto “Bayt Al Atfal” a Damasco (Siria) è un intervento di doposcuola che aiuta i ragazzi a conseguire i diplomi di scuola media e scuola superiori, fondamentali per un futuro lavorativo.

Simon è un ragazzo che vive in Siria, abitava in un villaggio a 1h e 30 minuti da Damasco e  viene una famiglia modesta, con il papà contadino e la mamma che produce e vende qualche formaggio, per aiutare il bilancio famigliare.
Come in tutta la Siria, a causa della guerra, anche nella scuola di Simon la qualità dell’insegnamento scolastico è molto basso: molti professori hanno lasciato il Paese e le scuole non bombardate sono sovraffollate.
Simon sta ultimando gli studi per conseguire la maturità scientifica, ma in queste condizioni è molto difficile, per questo decide di andare a Damasco e iscriversi a una scuola privata, come cercano di fare tutti per avere una preparazione adeguata. Damasco però è la città più costoso della Siria e le lezioni private sono molto dispendiose.
Fortunatamente a Damasco Simon può contare sull’ospitalità di una zia e per mantenersi decide di lavorare durante i 3 mesi estivi e, poi, con 3 amici ha comprato 3 alveari per fare del miele e venderlo.
Simon ha 17 anni, ma è molto determinato e vuole raggiungere il suo obiettivo. Proprio questa determinazione, la sua storia e l’impegno che dimostra ha convinto i responsabili del centro ad accoglierlo: contribuirà coprendo solo il 15% dei costi e gli insegnanti, per contribuire, hanno deciso di comprare il miele da lui e i formaggi da sua madre.

La storia di Simon ha coinvolti tutti, così come capita spesso per gli iscritti a “Bayt Al Atfal”. Da qui e da queste storie, si comincia a rigenerare la Siria del futuro.

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La consegna ufficiale delle infrastrutture idriche, per l’acqua potabile a Rukanda, diventa una festa

Negli interventi che l’AMU porta avanti è fondamentale la sostenibilità nel tempo e il coinvolgimento delle comunità locali , sia nella fase di progettazione e realizzazione dei programmi, sia nella fase di gestione delle risorse e delle infrastrutture in modo responsabile e oculato.

Il progetto “Acqua fonte di vita e sviluppo”, anche grazie al contributo della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e attraverso il lavoro e la formazione tecnica da parte dell’AMU e di CASOBU (la nostra controparte locale), ha permesso la costruzione di una rete di serbatoi d’acqua con una capacità totale di circa 105m3, 32 fontane servite da un acquedotto di 23 km.

In una giornata che si è trasformata in un momento di festa per la comunità, CASOBU ha svolto le ultime verifiche tecniche. Ora, con il passaggio di consegne alle istituzioni locali, incaricate di prenderle in gestione e formare i cittadini sul loro uso consapevole e sulla loro manutenzione, le infrastrutture appartengono totalmente alla comunità di Rukanda.

È stato un momento indimenticabile per gli abitanti della collina, un grande orgoglio per la comunità, che è stata fondamentale fin da subito con il proprio lavoro per raggiungere l’obiettivo primario: l’acqua potabile.