Martedì 15 Ottobre 2019
 
Liberarsi dalla droga ed essere protagonisti del proprio futuro

Giovani e adulti di Città del Messico che escono da un percorso di disintossicazione da droga, principalmente, o alcool, sono i protagonisti del progetto “Liberarsé – Rifugio della Speranza“.

La dipendenza da varie sostanze e da alcool in Messico ha raggiunto una diffusione preoccupante, tanto che anche il governo nazionale ha posto la lotta alla droga tra le sue priorità, per tutelare al salute e la vita dei messicani, ma anche per rompere la spirale di criminalità che ruota attorno a questi fenomeni. I percorsi di disintossicazione non sono ancora alla portata di tutti e, anche laddove si riesca a seguire un programma di riabilitazione fisica, gli ex-tossicodipendenti, che spesso appartengono a classi sociali più svantaggiate e vulnerabili, trovano molta difficoltà e trovare o costruirsi un posto nella società. Questo senso di abbandono che arriva subito dopo aver vinto la lotta per la disintossicazione fisica è lacerante, la mancanza di prospettive e di strade per condurre una vita lontano dalle dipendenze rischia di sortire l’effetto contrario e ricondurre giovani e adulti senza supporto, nella morsa della droga e dell’alcool.

A 18 anni ho iniziato a lavorare alla produzione di concerti rock. Pensavo di poter controllare tutto, ero il padrone e il signore del rock! Avevo un team tecnico a mia disposizione, soldi, guardie del corpo, tutto… ma quella situazione, in realtà, mi ha fatto perdere ancora di più. Sono cresciuto con l’idea della felicità che mi dava la televisione: bisognava avere vestiti firmati, avere una macchina, avere, avere … e il mio lavoro mi stava dando tutto questo.” 

Questa è una parte del racconto di Beremundo, ideatore e motore principale del Rifugio della Speranza, che troverete anche sul numero di Dicembre di AMU Notizie.

“Se vieni dalla guerra hai bisogno dove rifugiarti”, dice ancora Beremundo. E il rifugio parte proprio dalla sua idea di voler dare uno spazio fisico e un supporto di natura umana e professionale a chi, appena uscito dalla droga, voglia liberarsene totalmente costruendo un futuro diverso, basato sulle proprie capacità e la propria forza di volontà.

E AMU vuole sostenere questi percorsi di reinserimento sociale attraverso il progetto “LiberarSé”. Questo permetterà da subito la ristrutturazione della casa nella quale verranno ospitati giovani e adulti che, per un anno, potranno usufruire di supporto psicologico, per il reinserimento famigliare e sociale, e di corsi di formazione professionale. L’orto, il pollaio e la falegnameria che si stanno costruendo, infatti, hanno un duplice scopo: portare entrate per sostenere i programmi del centro e insegnare agli ospiti un mestiere e come muoversi nel mondo del lavoro regolare.

Il lavoro da fare è molto, ma l’entusiasmo e la forza di Beremundo sono contagiosi e basta leggere le sue parole per lasciarci coinvolgere e impegnarsi per sostenere il progetto LiberarSé e il Rifugio della Speranza:  “Passare da quel vuoto, da quella tristezza, a ritrovare una famiglia e salvare ciò che stavo perdendo è stato qualcosa di inestimabile. Poter accompagnare gli altri, è ciò a cui vorrei dedicarmi per quel che mi resta della vita”.

 

Se vuoi scoprire di più sul progetto e fare una donazione per sostenerlo clicca qui

 

 

 

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