Martedì 16 Luglio 2019
 
In piazza gridiamo Vita! AMU risponde all’appello di Alex Zanotelli

Pubblichiamo e rilanciamo questo appello di Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano con un lungo servizio in Africa.

La nostra adesione è motivata esclusivamente dalla nostra coscienza che ci obbliga a non tacere davanti alla tragedia epocale che stiamo vivendo e che non è più possibile negare o nascondere , frutto avvelenato di uno sviluppo mal concepito (e sul concetto del termine e contenuto di “sviluppo” abbiamo spesso scritto sulle nostre pagine) e peggio attuato, che ora ha gettato la maschera svelando l’inganno propinato negli ultimi decenni con le false promesse di una globalizzazione che avrebbe portato benessere e prosperità per tutti. Oggi le disparità sociali ed economiche si sono ampliate anziché diminuire, e non solo tra popoli e nazioni, ma anche all’interno delle stesse società come la nostra che godevano di una certa equità. La frustrazione per le mancate promesse e la necessità di dover fare fronte ad un peggioramento delle nostre condizioni di vita e delle aspettative future, ci sta trasformando in una società dove prevalgono la rabbia, la tristezza, la rassegnazione, e ci portano al cinismo ed all’indifferenza verso tutti, sia all’interno della nostra società ed ancor più verso coloro che ne sono “esterni”, “estranei”. Senza poi considerare che proprio pochi giorni fa statistiche impietose ci hanno svelato fino a quale preoccupante grado di senescenza siamo arrivati, con una tendenza sempre più implacabile che porta la nostra società italiana a progressivamente morire per invecchiamento.

La nostra adesione a questo appello non è per essere “contro” nessuno, non vuole (e nemmeno potrebbe) avere un orientamento partitico o di ideologia politica. Semplicemente ci rendiamo conto di essere, in questo preciso momento storico, in questi giorni e mesi del secondo decennio del terzo millennio della nostra era, testimoni e comparse in un processo epocale, e davanti alla immane sofferenza di tanti altri esseri umani che vivono storie terribili, di un livello drammatico che mai avremmo pensato di dover registrare in questi tempi che si erano definiti di “civiltà e progresso”, non possiamo girare la testa dall’altra parte e lasciare che pratiche disumane prevalgano rispetto alla ricerca doverosa di soluzioni adatte. Personalmente come cittadini, e come associazione, siamo impegnati da anni nel tentare di rimuovere le cause che generano queste situazioni, e continueremo a farlo. Alle istituzioni chiediamo di lavorare avendo a cuore e promuovendo, o almeno proteggendo la dignità di ogni persona senza alcuna limitazione, senza compromessi e senza lasciarsi guidare da istinti di cinico egoismo sociale, regionale, di nazione, di categoria, ecc., ma invece svolgendo il primario compito di guidare con lungimiranza i processi in modo virtuoso e responsabile.

Abbiamo visto a cosa ha portato il “sacro egoismo della nazione” nel 1915: prendiamo lezione dalla storia e … “restiamo umani”.

 

Qui l’appello, dal sito http://www.nigrizia.it/notizia/in-piazza-gridiamo-vita/blog?fbclid=IwAR3PwtJ9mhsAmP3QQ78MiOdjk4TkQpLELn9S6HtuteD0kNyabFveaeLXXiM 

 

E’ come missionario che lancio questo appello contro il Decreto Sicurezza-bis. Sono vissuto per dodici anni dentro la baraccopoli di Korogocho, a Nairobi, e ho sperimentato nel mio corpo l’immensa sofferenza dei baraccati (oggi sono duecento milioni nella sola Africa!). Siamo passati dall’apartheid politica a quella economica: l’1% della popolazione mondiale ha tanto quanto il 99% .

E’ questa una delle ragioni fondamentali per le migrazioni, insieme alle guerre e ai cambiamenti climatici. Per questo, come missionario, denuncio il cinismo con cui il governo giallo-verde respinge i “naufraghi dello sviluppo”. Non avrei mai pensato che un governo italiano avrebbe potuto regalarci un boccone avvelenato come il Decreto Sicurezza-bis , che il 15 luglio verrà presentato in parlamento per essere trasformato in legge. Un Decreto le cui clausole violano i principi fondamentali della nostra Costituzione, del diritto e dell’etica.

E’ proprio l’etica ad essere colpita a morte perché questo Decreto dichiara reato salvare vite umane in mare. Ne abbiamo subito visti i vergognosi risultati con la Sea Watch 3 con la capitana Carola Rackete e con il veliero Alex di Mediterranea! E in commissione Affari costituzionali e Giustizia, la Lega e i Cinque Stelle hanno ulteriormente peggiorato quel testo con nuovi giri di vite contro i migranti. Infatti, il Decreto rimaneggiato prevede lo schieramento delle navi della Marina e della Guardia di Finanza in difesa del confine delle acque territoriali; l’impiego massiccio di radar e monitoraggi con mezzi aerei e navali sulle coste africane per intercettare le partenze di migranti e segnalarle alle autorità libiche perché li riportino nei lager; il regalo di altre dieci motovedette al governo di Tripoli per riportare i rifugiati nell’inferno libico; infine, un incremento delle multe fino a un milione di euro a navi salva-vite in mare, con l’arresto del comandante e il sequestro dell’imbarcazione.

Nessun accenno al fatto che in Libia è in atto una spaventosa guerra e che Tripoli non è “un porto sicuro”! Questo Decreto Sicurezza-bis è un obbrobrio giuridico ed etico che viola i dettami costituzionali ed è uno schiaffo al Vangelo. «Sono poliche criminali – afferma giustamente Luigi Ferrajoli (giurista e filosofo del diritto, allievo di Norberto Bobbio, ndr) – che provocano ogni giorno decine di migliaia di morti, oltre all’apartheid mondiale di due miliardi di persone. Verrà un giorno in cui questi atti saranno ricordati come crimini e non potremo dire che non sapevamo, perché sappiamo tutto!».

Trovo vergognoso che i Cinque Stelle si siano allineati e sostengano le posizioni leghiste. Per questo mi appello a quei parlamentari grillini che non condividono le posizioni razziste e criminali della Lega a disobbedire, come hanno fatto la storica attivista del Meet-up di Napoli, Paola Nugnes, e il comandante Gregorio De Falco. Non si può barare su vite umane, nello specifico vite dei poveri! E’ l’ora delle decisioni: se stare dalla parte della vita o della morte. Ma questo vale per ogni cittadino perché è in ballo la nostra democrazia e i suoi valori fondamentali (uguaglianza, solidarietà…), ma vale anche per ogni cristiano perché è in ballo il cuore del Vangelo.

Per questo uniamoci a “Restiamo Umani” che ha indetto un presidio davanti a Montecitorio, il 15 luglio alle ore 16, per dire no a questo Decreto criminale. Noi ci saremo come “Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti”, gruppo che da un anno, ogni primo mercoledì del mese, digiuna davanti al parlamento contro le politiche migratorie del governo giallo-verde. Anche quel giorno digiuneremo.

Chiedo a tutte le forze sindacali (Cgil, Cisl e Uil), a tutto l’associazionismo laico, alle reti, ai comitati di resistenza, di scendere in piazza. Ma soprattutto mi appello all’associazionismo cattolico (Azione cattolica, Caritas, Migrantes, Focolarini, Acli, Focsiv…) perché si unisca alle forze laiche per dire no all’imbarbarimento della nostra società.

Mi appello ai missionari italiani che hanno toccato con mano la sofferenza di quest’Africa crocifissa, perché alzino la voce e scendano in piazza contro leggi razziste e disumane.

Chiedo soprattutto ai nostri vescovi di prendere posizione contro questo Decreto che nega radicalmente l’etica della compassione e della misericordia, e di proporre alle parrocchie giornate di digiuno e di preghiera.

Uniamoci, credenti e laici, per difendere quei valori fondamentali negati da questo Decreto che, criminalizzando la solidarietà, disumanizza i migranti e tutti noi.
Restiamo umani e resistiamo!

3 Commenti

  1. Isabella Salvatico
    Posted 17/7/2019 at 17:50 | Permalink

    Grazie per questo appello e per l’ampiezza e la serietà dei dati riportati. Mi impegno a diffonderlo per contribuire, per quanto è in me, affinché …restiamo umani!

  2. borrelli sergio
    Posted 22/7/2019 at 22:50 | Permalink

    Sono amico sia dei Focolarini (sono abbonato a Città Nuova da oltre 40 anni), sia di AMU (che, nel mio piccolo, cerco di aiutare con delle offerte annuali a favore dei suoi impegnativi progetti di sviluppo nei Paesi meno fortunati, dal punto di vista economico, dell’Occidente ricco ed egoista).

    Condivido gli appelli del Papa ad impegnarci di più nell’accoglienza dei c.d. migranti. E, tuttavia, a mio modesto parere, questo è solo un aspetto di un problema immane, di dimensione planetaria. Giusto che ciascuno di noi cerchi di fare la propria parte. Meno giusto che ci si debba sentire in colpa permanente per la miseria che affligge tanti nostri fratelli, per le guerre, per le ingiustizie, ecc. Gli appelli di tanta parte del nostro mondo cattolico, purtroppo, rischiano di portare ancora tanti consensi alla Lega e agli egoisti di casa nostra.

    Non posso dilungarmi troppo, ma ritengo che papa Francesco (e mi scuso se posso dare l’impressione di voler insegnare al Papa come debba fare il Papa…) abbia l’autorevolezza per intervenire in modo più incisivo su questi temi. Ad esempio, richiamando le gravi e primarie responsabilità degli statisti, sia dell’Occidente “sazio e disperato”, sia soprattutto dei dittatori dei Paesi del Terzo e Quarto Mondo. Dittatori che vivono nel lusso più sfrenato, sono avidi di potere e non esitano a trattare i propri sudditi (perchè tali sono, ahimè, gli sfortunati abitanti di questi Paesi) come “carne da macello” per le proprie ambizioni, utilizzandoli nelle guerre che purtroppo sono così diffuse in tante aree del Pianeta. E quando non ci sono guerre, l’impegno ad elevare le condizioni di vita dei propri simili è pressochè nullo.

    In conclusione. questi despoti vanno severamente richiamati alle proprie responsabilità e incalzati (come oggi ha fatto lodevolmente il Papa nei confronti del dittatore siriano) insieme ai governanti dell’ Occidente affinchè, finalmente, ci sia un impegno internazionale per fronteggiare problemi che sono di portata planetaria.

    Di certo, questi problemi non possono essere risolti lasciando partire milioni di diseredati, sfruttati dagli scafisti e altri profittatori. E’ semplicistico, ingenuo e irresponsabile pensare di affidare la soluzione di un problema immane come quello del controllo dei flussi migratori all’impegno dei cristiani a una maggior accoglienza.

    Realisticamente, anche come cristiani, dobbiamo sempre crocifiggerci per i mali del mondo? E qualcuno pensa davvero che la nostra Italia possa contribuire a risolvere questi problemi aprendo le porte a tutti in nome dell’accoglienza? Facciamo entrare milioni di persone che non riusciremo mai ad accogliere e integrare in condizioni dignitose? Cerchiamo, quindi, di mantenere vivo il senso dell’accoglienza, ma sproniamo tutti coloro che possiamo contattare (a cominciare dal successore di Pietro) a inchiodare i veri responsabili dei mali del mondo a fare la loro parte. Grazie per l’attenzione

  3. Riccardo Camilleri
    Posted 29/7/2019 at 13:38 | Permalink

    Ringraziamo Sergio Borrelli per il suo contributo e per il sostegno alle nostre iniziative. Siamo d’accordo nel condannare la corruzione che attanaglia e soffoca tanti paesi e popoli (spesso causata dalle strutture di peccato che con i loro sordidi interessi sono ramificate ovunque), così come speriamo che la lettera di Papa Francesco al Presidente Siriano Assad porti frutti positivi.
    Circa la colpevolizzazione di noi cittadini “dell’Occidente ricco ed egoista”, siamo del parere che appelli alla solidarietà ed a stili di vita sobri e sostenibili servono per portare ad un riflessione sulla nostra vita e su come, nel nostro “piccolo” (che poi tanto piccolo non è mai) possiamo (e dobbiamo) incidere con azioni concrete, tanto nel bene come nel male.

    AMU

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