Martedì 12 Febbraio 2019
 
#Giustiziasociale è “Riscoprire sé stessi per ripartire”

La forte crisi economica in Portogallo ha aumentato il numero dei disoccupati e degli indigenti. AMU ed EDC sostengono dal 2015 il Progetto RAISE.

 Articolo di Margarida Esteves Pereira De Rodriguez per AMU Notizie II/2018

Rispondere alle attese di chi vive in un paese che attraversa una forte crisi economica non è sempre facile: quando il periodo di difficoltà è al suo massimo si generano, oltre alla disoccupazione e alle difficoltà economiche, un senso generalizzato di sconforto e sfiducia. Questi sentimenti rischiano di deprimere le persone anche quando sembrano scorgersi segnali generali di miglioramento.
Ci si ritrova a dover far fronte all’indigenza, spesso in solitudine e con una gran confusione rispetto alle proprie prospettive e capacità.  Le risposte attraverso cui ciascuno possa superare queste fasi di spaesamento sono diverse e personali, ma possono essere stimolate e indirizzate, così da produrre dei percorsi che riportino la fiducia in chi l’aveva perduta e riescano a favorire l’impiego di competenze possedute, che il periodo di difficoltà aveva nascosto, o acquisite.

Proprio questo è il fulcro dei Progetti RAISE –  Resposta Alternativa de Integração Social e Empreendedorismo – RAISE (Risposta alternativa per l’integrazione sociale e l’imprenditorialità).

Da aprile 2015 a settembre 2016 e da gennaio 2018 ad oggi, nelle sue due edizioni, il progetto ha accompagnato 110 persone e, fino ad ora, 52 persone sono riuscite a integrarsi nel mercato del lavoro locale o a cogliere l’opportunità di una formazione professionale.

Dai percorsi di accompagnamento, basati sui principi dell’economia di comunione, sono nate 14 idee imprenditoriali, alcuni progetti sono già avviati, altri sono in una fase di analisi e studio di fattibilità, altri non sono andati avanti perché gli ideatori, nel frattempo, hanno trovato un impiego o perché non erano finanziariamente sostenibili nel tempo.

Tra i progetti che sono stati avviati, grazie alla formazione e al tutoraggio dell’incubatore di impresa “Paulo Melo”, ci sono attività di falegnameria, una piccola aziende di agricoltura biologica e una di consulenza finanziaria. Tra quelle ancora in fase di studio ci sono aziende turistiche, un’impresa di pulizie, una piccola azienda di vendita di galline e uova allevate in maniera biologica (già in fase di implementazione), una merceria, un servizio di trasporto per anziani, e diverse altre idee in attesa di trovare il giusto percorso (e i finanziamenti adeguati).

Al di là dei numeri, però, la forza del RAISE sta proprio in quella idea di rinascita e di crescita, di percorso da fare, non da soli, ma grazie al sostegno di chi può indicare una via per tornare ad avere fiducia, ricominciare ad essere autonomi e ricostruire la propria dignità anche attraverso il proprio lavoro.

 

 

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