Lunedì 28 Gennaio 2019
 
A Cuba, la provvidenza passa anche… da una copisteria!

La storia di una piccola impresa nata a Cuba con la collaborazione di EdC, che oltre a portare reddito agli imprenditori vuole aiutare l’intera comunità.

Yanelis e Ariam sono specializzati in informatica ma il loro lavoro non riusciva ad assicurare una vita dignitosa alle loro famiglie.

Grazie al supporto dell’Economia di Comunione, Yanelis ha avviato una piccola tipografia, tutta speciale. Qui infatti non si offre solo un lavoro di qualità, ma si offre anche un appoggio, per quel che è possibile, un posto dove poter usufruire di alcuni servizi anche a prezzi molto inferiori rispetto a quelli presenti altrove.

“Da quando è nata la tipografia – ci raccontano Yanis e Ariam – abbiamo sentito costante l’aiuto della Provvidenza. Infatti, quando ci sono momenti in cui mancano clienti o pensiamo che le cose comincino ad andare male, arrivano sempre nuovi ordini, oppure lavori importanti e clienti con molte richieste che ci permettono di recuperare i tempi di minore vendita, cosi possiamo coprire uno stipendio e accantonare qualcosa di riserva”.

Tra i clienti ci sono, oltre agli studenti delle scuole circostanti e dell’ospedale universitario, gli abitanti della zona. Tutti arrivano alla tipografia “Foco” non solo per il servizio di qualità e il basso costo, ma anche per l’atteggiamento dei suoi proprietari e per il tipo di accoglienza che riservano a ogni cliente.

“Non facciamo solamente il lavoro di stampa, ma ascoltiamo anche le persone che arrivano, cerchiamo di capire i bisogni che hanno. Qualche giorno fa una ragazza è venuta per stampare alcuni documenti. Era triste perché non aveva abbastanza soldi per pagare la stampa, ma per lei era importantissima. Mi ha raccontato che quando lavorava in un altro Paese, aveva subito un incidente sul lavoro e ora doveva inviare dei documenti per poter avere un risarcimento e una pensione per sopravvivere. Oltre a fare il servizio e dicendogli di pagare quello che poteva, ho cercato di ascoltarla in modo che potesse sfogarsi. Qualche giorno dopo è tornata per ringraziarci e dirci che i documenti sono erano stati inviati con successo”.

A ogni lavoro che viene sottopagato e che serve per aiutare persone in vulnerabilità, solitamente ne arrivano altri, più importanti che permettono di coprire tutti i costi.

“Siamo solo all’inizio, ma vorremmo davvero che questa impresa non fosse solo la nostra azienda e il modo per avere un reddito, ma fosse sentita come uno strumento della comunità, che servisse alla comunità, per crescere.”

L’Economia di Comunione è stata una importante scoperta per la nostra vita, ci ha aiutato ad avviare l’azienda e ora noi vogliamo seguire i suoi principi per sostenere altre persone e famiglie in difficoltà e dare il nostro contributo.

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