Lunedì 16 Aprile 2018
 
Cittadini attivi nell’Italia di oggi, per il mondo di domani

Pubblichiamo le riflessioni di Stefano Comazzi, Presidente AMU, nell’editoriale dell’ultimo numero di AMU Notizie.

Quando questo notiziario sarà tra le vostre mani, conosceremo (almeno si spera …) quale sarà il nuovo Parlamento e quali le scelte politiche fatte dagli elettori; sapremo se e quanto avrà pagato, in termini di consenso politico, il ricorso ad una strumentale semplificazione ed estremizzazione delle realtà complesse che sfidano la nostra società ed il futuro dell’Italia e dell’Europa.

Di certo è in atto un profondo cambiamento strutturale nel paese: reazioni e fenomeni sociali che mai avremmo immaginato di (ri)vedere si stanno non solo diffondendo, ma consolidando nella società civile, riorientandola in modo del tutto inatteso. Per restare nel campo del volontariato e della cooperazione popolare, fino a qualche anno fa nessuno avrebbe mai pensato di accusare le ONG per il loro lavoro. C’era, e dovrà continuare a esserci, attenzione e biasimo per quelle che vengono meno ai loro scopi statutari, distraendo fondi e sottraendo risorse, o peggio ancora compiendo azioni deprecabili, abusando della fiducia ricevuta.

Dall’estate scorsa è invece iniziata una intensa campagna di accuse anche alla comunità delle ONG in quanto tali, in particolare contro quelle che hanno voluto mantenere una giusta indipendenza nella loro azione di salvataggio in mare dei migranti (col tempo sapremo se erano davvero fondate, ed in quale misura, le accuse di intesa con i trafficanti umani). Arrivando al paradosso che ora le ONG vengono biasimate perché effettivamente svolgono il loro dovere umanitario, cercando di salvare vite di esseri umani schiavi di un meccanismo mostruoso, che li porta a fuggire dalle loro terre verso mete ignote e con rischi e sofferenze inenarrabili. A sentire notizie e molta propaganda politica, sembrerebbe che tutti (o quasi) i mali d’Italia siano derivati da una debordante ed incontrollata presenza di migranti, causa della nostra povertà, della nostra insicurezza e della perdita della nostra identità. Ovviamente dati statistici seri

ed oggettivi smentiscono questa narrazione, ma una demagogia urlata fa più presa di un ragionamento pacato e documentato.

Davanti a questi eventi, noi tutti che abbiamo a cuore la fraternità universale, non dobbiamo perdere la speranza nel nostro sogno, ma piuttosto aumentare e migliorare il nostro impegno: è questo uno dei momenti per rendere con coraggio la nostra testimonianza, sebbene possa sembrare minoritaria od avversata. Questa diventa una delle forme più belle di cittadinanza attiva, che probabilmente sarà osteggiata in certe piazze reali o virtuali, che genererà discussioni e dilemmi, ma che almeno serva per tenere viva e forte la coscienza collettiva, ad evitare che certi germi sociali riportino indietro, ad anni bui e terribili, la storia dei nostri paesi e dell’umanità.

Un giorno la storia giudicherà questi tempi, e con essi anche chi ha saputo proporre nuovi percorsi, afferrare lo spirito del tempo e declinarlo per il Bene Comune, restando autenticamente “umano” al di là di ogni scusa, pretesto o convenienza.

 

Nell’augurarci che l’Italia sappia mantenere fede ai propri valori di solidarietà popolare, famigliare, comunitaria ed associativa, vogliamo restare dalla parte di chi non segue facili semplificazioni, ma si impegna per il Bene Comune, offrendo con umiltà il proprio contributo senza delegare o imporsi. Insieme a voi, sono certo, scegliamo di rimanere dalla parte di chi per sua natura sceglie di esserci, in prima persona!

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