Giovedì 12 Aprile 2018
 
La Siria e le false verità

Anche questa mattina le notizie internazionali, dopo la solita dose di oppio dei popoli calcistico (spero che i tifosi di calcio non me vorranno troppo), erano focalizzate sull’imminente attacco Usa alla Siria quale punizione per un ipotetico (e da più parti contestato) uso di armi chimiche, proibite dalle convenzioni internazionali. Ovvia la risposta russa, e da qui partono tutta una serie di commenti al vento, dove ognuno è esperto di qualche cosa, dove le alleanze tra Stati sembrano dover prevalere sui fatti oggettivi.

Ma la ricerca della Verità (e non le singole verità parziali) non interessa pressoché a nessuno. Così come a suo tempo si prese per buona l’accusa ai serbi per aver sparato colpi di mortaio sul mercato di Sarajevo (ci sono motivi di ritenere che l’esercito francese e quello russo avessero i tracciati radar che indicavano da dove effettivamente erano partiti i colpi), oppure quando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite accettò le (false) prove della “pistola fumante” trovata in mano a Saddam Hussein, sebbene proprio in quei giorni fosse in corso una virulenta campagna di denigrazione contro la commissione indipendente (capitanata da un diplomatico svedese, se non ricordo male, e che mantenne la schiena dritta), che al contrario non aveva trovato nulla.

Anni dopo, con l’Iraq trasformato in un cumulo di rovine, povertà e desolazione ogni dove, delinquenza e terrorismo sovrani, morti e profughi a non finire, ecc., ci si accontentò di un candido ed ufficioso “Sorry, mi ero sbagliato”. E poi la Libia, ecc. ecc.

Quando è la Verità ad essere la prima vittima, e tutti accettiamo per buone soluzioni di compromesso che puzzano di falso come cadaveri marci, ma sono comode e funzionali al nostro comodo status quo, allora poi arrivano a valanga i cadaveri veri, i delinquenti che a galere aperte si appropriano del potere, morte, rovine, distruzioni, ed un carico di odio che viene tramandato alle generazioni future, affinché sappiano vendicarsi al momento opportuno.

Nascondere la verità serve anche a coprire la codardia di chi non vuole sporcarsi le mani ed assumersi le proprie responsabilità (vedi conferenza di Monaco AD 1938). Verità e democrazia devono andare insieme; la seconda senza la prima è una farsa, e la prima senza la seconda è destinata a riportarci ai tempi più bui della nostra storia recente.

 

di Stefano Comazzi, Presidente AMU (articolo apparso su cittanuova.it – 12/04/2018)

2 Commenti

  1. ROBERTO ANDREANI
    Posted 18/4/2018 at 14:49 | Permalink

    Stefano Comazzi ha perfettamente ragione. Purtroppo adesso, come sostiene Ferrara sul Foglio, abbiamo tre dilettanti alla guida dei tre maggiori (dal punto di vista militare) paesi dell’occidente, per di più con un Trump alla Casa Bianca. E ci potremmo avviare anche noi ad avere persone impresentabili, per scarsa o nulla competenza ed esperienza ma gigantesca presunzione, a capo del nostro governo.
    Non ho sentito però la chiesa esprimersi con maggiore chiarezza su questo argomento, al di là dei richiami generici alla pace. In qualche caso, se si hanno certezze, la verità va gridata.

  2. sergio borrelli
    Posted 18/4/2018 at 16:08 | Permalink

    E’ vero, per il cristiano è molto difficile orientarsi, proprio a causa di notizie false, di mezze verità, ecc., di solito diffuse dai produttori di armi e dai loro sodali. Però, se qualcuno ha delle notizie diverse da quelle che leggiamo sui giornali o ascoltiamo dagli altri mass media, per favore ce le faccia conoscere. Che siano notizie documentate, non ispirate da un generico quanto pericoloso pacifismo. Lo chiedo anche a Comazzi. Siamo disorientati, pensavamo che Assad fosse uno spietato criminale, che non esita a usare pure le armi chimiche, seminando lutti e uccidendo bambini innocenti. Poi scopriamo che tra i suoi oppositori c’è pure l’ISis. Ma nessuno mi sembra abbia le idee chiare. La Chiesa, che svolge un’opera meritevolissima in tutti i Paesi di missione, in particolare in quelli più a rischio, è giusto che sia prudente. Diversamente, verrebbe perseguitata più di quanto non sia già ora. Però, se i missionari conoscono la verità, per favore trovino il modo di farlo sapere. Le proteste generiche non risolvono il problema e aumentano la nostra confusione. E non ci tengo a iscrivermi al partito dei cattocomunisti (ieri) o delle sue varianti attuali (tipo cattogrillini, ecc.) Grazie dell’attenzione, Sergio

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