Giovedì 22 Marzo 2018
 
Dacci oggi la nostra acqua quotidiana

Ricorre oggi, 22 marzo, la Giornata Mondiale dell’Acqua.

Secondo un rapporto Unicef-Oms del 2017, sono più di 2 miliardi le persone che non hanno acqua potabile in casa; di queste, 263 milioni possono trovare una fonte di acqua pulita a più di 30 minuti di distanza, mentre 159 milioni sono costretti a bere acqua non trattata, recuperata da corsi d’acqua o da laghi.
L’ONU ha istituito la Giornata dell’Acqua nel 1992 proprio per focalizzare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su questo elemento fondamentale per la vita; solo pochi anni fa, nel 2010, si è finalmente riconosciuto che l’acqua potabile è un diritto umano, con la risoluzione ONU 64/92 approvata da 142 Stati. Tuttavia, la strada è ancora lunga: mancano norme giuridiche vincolanti; in pratica i Paesi, anche quelli che hanno approvato la risoluzione, sono liberi di ignorarla.

Il tema della Giornata 2018 è “La Natura per l’Acqua”.
La proposta delle Nazioni Unite è quella di usare le soluzioni che si trovano in natura per ridurre le inondazioni, la siccità e l’inquinamento delle acque. Le soluzioni basate sulla salvaguardia del ciclo naturale dell’acqua consentirebbero di risolvere buona parte dei fattori di criticità legate all’accesso all’acqua.


Secondo il CICMA (Comitato italiano per un Contratto Mondiale sull’acqua), la visione proposta continua però ad essere quella “mercificatoria”, cioè dell’acqua e della natura come una merce da “usare” e non come un bene comune della terra, come fonte di vita e quindi come un “capitale naturale” sul quale investire a livello economico e finanziario. Le proposte puntano quindi a ricercare soluzioni a tutela dell’acqua attraverso investimenti nell’infrastruttura “verde”, nella sua armonizzazione con l’infrastruttura “grigia” e nell’innovazione tecnologica, cioè sul riciclo delle acque e sull’economia circolare.
Le soluzioni da privilegiare dovrebbero essere invece, secondo il CICMA, quelle che puntano sul riconoscimento dell’acqua, della terra, dei fiumi come beni titolari di diritti universali da difendere attraverso l’adozione di strumenti di diritto internazionale che introducano obbligazioni vincolanti per gli Stati.

In Italia, come in altre parti del mondo, l’attenzione della società civile è molto alta sul tema dell’acqua come patrimonio comune, ed è bene non abbassare la guardia, anche per far fronte alle nuove criticità emerse in questi ultimi anni, non ultima l’incremento delle disuguaglianze sociali e delle fasce di povertà, che possono incidere significativamente anche da noi sull’accesso all’acqua.
Ma quale può essere un modello possibile per la gestione di questa risorsa fondamentale per la vita umana? Di sicuro essa non può essere affidata al mercato, al pari di una merce qualsiasi; tuttavia la gestione pubblica non è sempre efficace. Ci sono però altre strade da sperimentare: gestioni democratiche e partecipate, in cui le comunità collaborano attivamente a custodire un bene che è di tutti.
Un piccolo ma significativo esempio ci viene dai nostri progetti in Burundi per il diritto all’acqua, dove la gestione comunitaria di questa risorsa, dalle sorgenti alle fontane, viene organizzata villaggio per villaggio. Certo ci vuole la collaborazione di tutti, dalle istituzioni all’ultimo abitante; servono conoscenze e formazione, serve senso di responsabilità per amare e custodire questo bene prezioso che è vita; ma i risultati si vedono e sono positivi.

Per approfondire il tema:

Comitato italiano per un contratto mondiale sull’Acqua: www.contrattoacqua.org

Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua: www.acquabenecomune.org

Giornata Mondiale dell’Acqua: www.worldwaterday.org

Forum alternativo Mondiale sull’Acqua 2018: www.fama2018.org

 

Per i nostri progetti attivi sull’acqua:
Acqua fonte di vita – Burundi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non è mai condiviso. I campi richiesti sono marcati *

*
*