Mercoledì 26 Aprile 2017
 
Turismo campesino

Nuovi sviluppi del programma di Turismo Sostenibile e Solidale nel nord-ovest dell’Argentina (TSNOA)

Il progetto TSNOA è nato 6 anni fa sotto la spinta della Conferenza Episcopale argentina per promuovere lo sviluppo del turismo comunitario. Da circa 2 anni, l’intervento dell’AMU insieme all’Economia di Comunione, ha permesso di migliorare la capacità ricettiva di 5 comunità, attraverso una specifica formazione, la fornitura di attrezzature e un” Fondo di reciprocità”, come si può leggere nella scheda progetto.

La vitalità e la solidità del progetto sono testimoniate anche da alcuni importanti riconoscimenti. In primo luogo il progetto ha vinto un bando della Fondazione Nassen in Argentina, grazie al quale altre 17 famiglie della comunità di Hornaditas avranno accesso all’acqua, con un finanziamento di circa 30 mila euro, con conseguente vantaggio anche per le attività turistiche.
Il programma TSNOA è stato inoltre selezionato dal Ministero del Turismo della provincia di Salta per un finanziamento relativo a infrastrutture e alla fornitura di attrezzature. Ne hanno beneficiato 3 famiglie di Quebrada del Toro mentre a Brealito sono in corso i lavori di installazione di un’antenna che permetterà a tutta la comunità di ricevere il segnale telefonico, garantendo le comunicazioni con i turisti e la possibilità di coordinare le visite.
Infine il progetto ha superato la prima fase di selezione in un concorso indetto dal Ministero nazionale del Turismo per accedere ad una piattaforma web che promuove le destinazioni turistiche.

Le persone coinvolte, ormai veri e propri imprenditori del turismo, per quanto piccoli, hanno consolidato le loro attività grazie anche a consistenti gruppi di turisti che si sono avvicendati negli ultimi mesi.
E sono proprio loro, i turisti, a dare al programma TSNOA il riconoscimento più importante, come mostrano le testimonianze pubblicate su AMU Notizie n. 1/2017, che riportiamo di seguito.

Appunti di viaggiatori nel Nord Ovest argentino

Sulla rivista del Touring Club Italiano di febbraio è stato pubblicato un articolo del giornalista e scrittore Claudio Sabelli Fioretti, che racconta di un suo viaggio in Argentina. Dopo aver percorso tutte le consuete rotte turistiche, racconta Sabelli, “mi mancava la gente”. E così approda nel Nord, a Hornaditas, una comunità sperduta non lontano da Humahuaca. Senza saperlo, è arrivato in una delle comunità in cui svolge il progetto TSNOA per un turismo sostenibile e solidale. Qui incontra “gente povera, ma incredibilmente dignitosa”. Come Clarita, che gli chiede di sbucciare una montagna di fave (“è il turismo campesino”), e suo marito Hector che gli dice “Volevamo conoscere il mondo ma non potevamo permettercelo. E allora abbiamo aperto la porta e il mondo è venuto da noi”.

Anche per Stefano De Sanctis, che ha visitato il progetto lo scorso anno, è la gente il cuore del viaggio:
«Spesso ho la sensazione che per alcune persone viaggiare sia un po’ come vedere il mondo attraverso una vetrina. Ci portiamo dietro i nostri standard occidentali e le nostre sicurezze, e viviamo superficialmente i posti in cui andiamo, vedendoli “da fuori” come in una vetrina, appunto.  Si arriva, si scattano tante foto, si comprano souvenir, si mangia in un locale tipico e abbiamo finito. E via! Ci aspetta la prossima tappa di un’agenda di viaggio a volte frenetica.
Ma visitare un paese significa altro. Significa immergersi nei luoghi, nella cultura del posto. Un paese non è fatto solo di monumenti e souvenir ma è fatto di persone. E allora poter essere ospiti di questa gente e condividere con loro la casa, la tavola, la musica è la maniera più autentica di viaggiare.
Mi è piaciuta molto questa idea di turismo comunitario e mi ci sono ritrovato. Un turismo così non potrà mai essere un turismo da “consumare”. Richiede apertura, richiede tempo. Bisogna fermarsi, ascoltare quei luoghi, lasciarsi sorprendere e anche sopportare qualche piccolo disagio. Ne vale la pena.
“Compartire!” ecco il verbo in spagnolo che meglio ho imparato durante il mio viaggio in Argentina.»

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