Martedì 11 Aprile 2017
 
In Egitto laboratori di dialogo


In anteprima un articolo che uscirà sul prossimo numero di AMU Notizie, attualmente in fase di stampa, sui risultati raggiunti al Cairo dal progetto Chance for Tomorrow

Recentemente un gruppo di archeologi ha trovato al Cairo una statua alta circa 8 metri che si ritiene raffiguri il faraone Ramses II°, vissuto nel 13° secolo avanti Cristo. La scoperta è avvenuta là dove sorgeva Eliopoli, la città del Dio Sole, oggi quartiere popolare chiamato El Matariya, nei pressi del quale sorge una baraccopoli.
Fra l’Egitto faraonico con il fasto e lo splendore del suo tempo e l’Egitto di oggi, con la sua crisi economica e sociale, peraltro comune a molti Paesi, ci sono millenni di storia, una storia patrimonio di tutta l’umanità ma soprattutto di chi vive in quelle terre, in quelle città un tempo dorate e oggi polverose. Persone a volte prostrate da situazioni difficili, ma pronte ad alzare la testa e a guardare il futuro, appena la vita offre loro una chance.

“Chance for Tomorrow” è il progetto che dal 2016 la fondazione Koz Kazah realizza al Cairo con la collaborazione e il contributo dell’AMU. Il progetto precedente “Ragazzi a rischio” si rivolgeva a bambini di strada del quartiere Shubra, a rischio di abbandono scolastico e contemporaneamente di abbandono famigliare. Nel corso degli anni le attività sono state estese prima a bambine e ragazze, e poi alle loro madri. All’inizio del 2017 Koz Kazah ha aperto una nuova sede a Fagallah, altro quartiere popolare del Cairo.

Questi i principali risultati raggiunti nel 2016:

  • 60 donne e 121 ragazze hanno acquisito conoscenze e competenze civili, sanitarie, psicologiche, familiari e domestiche di base, utili al rafforzamento della propria autonomia;
  • 60 donne hanno ampliato il proprio orizzonte vitale quotidiano e le proprie capacità di relazione sociale, confrontando liberamente con altre donne le proprie esperienze e le proprie difficoltà;
  • 136 ragazzi a rischio di abbandono hanno acquisito conoscenze educative, sanitarie, psicologiche di base utili al rafforzamento della propria autonomia ed al proprio reinserimento sociale; hanno inoltre migliorato le proprie capacità di relazione sociale e di gestione del disagio psicologico legato al rischio di abbandono familiare;
  • 10 donne hanno acquisito competenze professionali di base utili allo svolgimento di un’attività lavorativa (stampa ecologica, taglio e cucito);
  • Sono state avviate 2 microimprese (oggetti in vimini e cucina), in cui 5 donne sono impegnate stabilmente.

«Crediamo fermamente nei valori umani comuni, raccontano a Koz Kazah, come la gentilezza, la giustizia e dignità di ogni essere umano. Per questo aiutiamo le persone a tradurre in azioni la loro energia positiva e il loro senso di responsabilità sociale”.

(da AMU Notizie n. 1/2017)

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