Martedì 14 Marzo 2017
 
ACQUA È VITA, DIGNITÀ, DIRITTO. Visioni e proposte a confronto


Un seminario il 22 marzo a Milano in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua

Per richiamare l’attenzione sull’urgenza di garantire l’accesso universale all’acqua potabile e la priorità dell’uso umano, rispetto agli altri usi produttivi, il Contratto Mondiale sull’Acqua propone, in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua del 2017, un seminario che punta a verificare alcune modalità con cui, anche in Italia, si sta affrontando la sfida dell’accesso universale all’acqua in riferimento ad alcune criticità gestionali come: l’incremento delle disuguaglianze sociali e quindi delle fasce di povertà, che in Italia rischiano di colpire 9 milioni di cittadini; lo stress delle risorse idriche, determinate anche dai cambiamenti climatici; il peggioramento della qualità delle acque per il crescente inquinamento delle falde; i ritardi nell’adeguamento agli standard delle direttive europee rispetto al trattamento delle acque reflue.

L’OBIETTIVO dell’incontro è di verificare rispetto all’accesso universale all’acqua come diritto, alcune proposte applicabili a livello nazionale e internazionale e le possibili sinergie di advocacy anche in riferimento ad alcuni provvedimenti che il Parlamento italiano potrà adottare: Il Piano Nazionale dell’Italia rispetto ai 17 obiettivi della Agenda 2030, le modalità di accesso universale all’acqua come diritto umano in Italia e attraverso strumenti di cooperazione internazionale a sostegno degli SDGS, il posizionamento dell’Italia presso le Nazioni Unite rispetto a strumenti di diritto internazionale come un Protocollo Internazionale per il diritto umano all’acqua.

IL CONTESTO
La Giornata Mondiale dell’acqua istituita dalle Nazioni Unite si celebra il 22 marzo di ogni anno dal 1992. Occorre prendere atto che l’approfondimento finora proposto dalle Nazioni Unite si è concentrato, soprattutto negli ultimi anni, sulla gestione della risorsa e sulle connessioni con gli usi produttivi: qualità delle acque (2010); acqua e città (2011); acqua e sicurezza alimentare (2012); acqua e cooperazione (2013); acqua ed energia (2014); acqua e sviluppo sostenibile (2015); acqua e lavoro (2016).

In questo filone si inserisce anche la giornata del 2017 dedicata al tema delle «acque reflue», cioè al trattamento delle acque al fine del loro riuso in una prospettiva di riduzione dei consumi e di «economia circolare» per garantire l’accesso all’acqua potabile attraverso una gestione ambientale sostenibile (obiettivo 6 SGDs).

IL TEMA: COME GARANTIRE IL DIRITTO UMANO
La questione gestionale deve essere però essere affrontata e risolta nel quadro del riconoscimento dell’acqua come un diritto umano, autonomo e specifico, così come sancito nel 2010 dall’Onu con la Ris. 64/92 approvata da 142 Stati, cui spetta perciò la responsabilità di garantire l’accesso all’acqua potabile e a servizi igienici di base in quanto diritti umani.
L’accesso universale all’acqua potabile, invece, ancora oggi non è garantito. Circa 4 miliardi di persone vivono ancora in zone caratterizzate da carenza di acqua potabile, mentre quelle senza accesso ai servizi igienici superano i tre miliardi. (Science Advances – n.2 Febbraio 2016). È pertanto urgente stimolare le Nazioni Unite ad identificare modalità procedurali e sostanziali con cui gli Stati devono garantire il diritto umano all’acqua in termini di un quantitativo minimo gratuito legato alla dignità della vita umana.
Con riferimento all’Italia, il tema è di particolare attualità in quanto è ancora in discussione presso la Commissione Ambiente del Senato il DDL 2343 “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua” approvato nell’aprile del 2016 dalla Camera, che prevede il riconoscimento per tutti i cittadini del diritto umano all’acqua in termini di erogazione gratuita di almeno 50 lt/pers/gg., mentre l’Autorithy (AEEGSI) si appresta ad introdurre il “bonus idrico” per le fasce più povere.
Si deve inoltre constatare che l’Agenda ONU 2030 degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) non contiene proposte di impegno né definisce modalità per il diritto umano all’acqua vincolanti per gli Stati, mentre punta a sollecitare la disponibilità all’accesso all’acqua potabile attraverso un prezzo accessibile e una gestione sostenibile dell’acqua.
Il diritto umano all’acqua resta quindi per gli Stati una dichiarazione di principio. Solo 10 paesi lo hanno iscritto nelle loro Costituzioni e tra questi non figura nessun Stato dell’Europa, salvo la Slovenia, che lo ha introdotto nel novembre del 2016. Pochi sono i paesi che lo hanno inserito come principio nelle loro legislazioni nazionali. In assenza di norme vincolanti e dell’ampia discrezionalità lasciata agli Stati, si deve prendere atto che Costituzioni e leggi non sono sufficienti a garantire il diritto. Eppure anche Papa Francesco ha recentemente richiamato l’obbligo per gli Stati di realizzare concretamente il diritto umano all’acqua adottando strumenti giuridici.

Il seminario si svolgerà a Milano, nella Sala Tiepolo della Fondazione Cariplo, Via Manin 23, dalle 9,30 alle 13,00.
Scarica il programma completo: programma_giornata acqua
Per informazioni sul programma e segnalare partecipazione inviare una e-mail a:  info@contrattoacqua.itwww.contrattoacqua.it.

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