Venerdì 10 Febbraio 2017
 
Ecuador: ripartire insieme!

Incontri con le comunità della provincia di Esmeraldas colpite dal terremoto.

Nelle zone costiere dell’Ecuador che lo scorso anno sono state colpite da un violento terremoto, la situazione è ancora complessa, anche a causa di uno sciame sismico che ancora persiste, con scosse importanti che non permettono alle persone di guardare avanti con la necessaria serenità.

Ciò nonostante, sono state realizzate le attività previste nelle località di Salima, Macara e “10 Agosto”, in provincia di Esmeraldas. Nel corso di un viaggio effettuato lo scorso novembre da Lia Guillen, che accompagna il lavoro delle organizzazioni locali, sono state inoltre identificati altri bisogni e problemi, la cui soluzione è ora allo studio. Certo è che qui il terremoto ha colpito comunità già alle prese con una situazione di povertà molto evidente. La precarietà del lavoro e l’alto tasso di disoccupazione hanno un forte impatto in tutti gli ambiti della vita: abitazione, alimentazione, salute, educazione.

«Sono andata in Ecuador, racconta Lia Guillen, sia per visitare le comunità colpite che per incontrare le varie associazioni ed enti che collaborano al progetto di ricostruzione. Oltre alla commissione istituita appositamente dal Movimento dei Focolari locale, c’erano la Fundación Ecuatoriana Populorum Progressio (FEPP) e la Fundación Amiga (FA), che lavorano insieme e in coordinazione per queste comunità. Inoltre sono stati presenti l’équipe di Dialoghi in Architettura, insieme al Lhab (Laboratorio di Gestione Sociale del Territorio) per dare il loro contributo professionale (dopo le visite hanno realizzato il convegno “ArchitetturAlLimite” su interventi in ambito architettonico con un approccio sociale e hanno portato a conoscenza dei partecipanti il risultato dell’incontro con le comunità).

Con loro ho fatto visita alle 3 comunità che l’AMU e AFN stanno sostenendo con i contributi arrivati per questa emergenza. Abbiamo visitato i loro quartieri, conosciuto le persone e i problemi che loro stessi hanno identificato come più importanti. Ho avuto la conferma delle necessità che ci erano state segnalate in precedenza, e constatato di persona l’ampiezza dei problemi connessi.»

In particolare, quali necessità sono state evidenziate nell’incontro con la popolazione?

«La comunità di Salima è quella più numerosa, 2.000 persone circa. Qui gli abitanti hanno identificato la riattivazione economica come determinante per il loro sviluppo, anche attraverso la formazione in nuovi mestieri oltre a quelli tradizionali (si dedicano principalmente alla pesca).  Si sono inoltre mostrati interessati al potenziamento delle loro organizzazione civili, a realizzare attività alternative per i bambini e alla formazione per le famiglie, al fine di diminuire la violenza domestica. In tema di infrastrutture, alcune case non sono abitabili e la scuola è crollata. L’acqua non arriva ancora nelle case, ma almeno hanno punti di raccolta dell’acqua potabile sufficienti per tutti. Attualmente sono già stati fatti diversi incontri per il rafforzamento della comunità ed è iniziato il corso di panetteria che, dal desiderio dei partecipanti, potrebbe diventare un panificio comunitario.

La comunità “10 de Agosto” ha più o meno 250 abitanti. Come a Salima, anche nell’incontro con loro la partecipazione è stata ampia, donne, uomini e tanti bambini. Quasi tutti pescatori (anche donne), hanno la stessa intenzione di “ricostruire” partendo dall’apprendimento di nuovi mestieri: per le donne quello di parrucchiera, perché nei dintorni non c’è questo servizio e potrebbero anche offrirlo a paesi vicini; poi nel settore  della pasticceria, cucina in generale, attrezzi per la pesca. Le famiglie della comunità sono inoltre interessate alla costruzione di latrine per le famiglie che non dispongono di strutture igieniche e  a recuperare e creare spazi di formazione e tempo libero per bambini e giovani. La FEPP ha svolto nella comunità corsi di rafforzamento comunitario e attualmente corsi di parrucchiere per le donne.

Infine abbiamo incontrato la comunità di Macarà, dove vivono circa 600 persone. A questo incontro la partecipazione è stata quasi totalmente di donne. La problematica principale esposta ha riguardato la mancanza di fonti di acqua potabile per la comunità, ma anche qui le persone hanno espresso il desiderio di  imparare nuovi mestieri, principalmente di cura della persona, sartoria, saldatura, agricoltura. Sono interessati anche a corsi per la formazione di giovani e famiglie, allo scopo di arginare i casi di violenza, droga e  alcolismo. In questa comunità la richiesta di sostegno per la ricostruzione di alcune case è stata importante, perché il terremoto ha colpito fortemente persone molto vulnerabili. La FEPP ha realizzato corsi di rafforzamento comunitario e corsi per la cura della persona.»

A fine febbraio dovrebbero concludersi le attività di formazione attualmente in corso, mentre sono già allo studio i prossimi interventi sulla base dei principali bisogni individuati dalle stesse comunità coinvolte.

Foto: Incontro con la comunità “10 Agosto”, novembre 2016

 

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