Martedì 24 Gennaio 2017
 
La storia di Mervat e di una grande famiglia

Arriva da Koz Kazah, fondazione del Cairo, controparte dell’AMU nel progetto Chance for Tomorrow, la storia di una donna che ha saputo ritrovare se stessa.

Se osservi il volto di Mervat oggi, nel giorno del suo quarantesimo compleanno, puoi scorgervi sentimenti contrastanti: in un momento i suoi occhi si riempiono di lacrime e subito dopo sono pieni di gioia, di senso di sfida e di vittoria.
«La mia vita, racconta, era completamente chiusa e isolata perché, dopo la morte dei miei genitori, ho dovuto farmi carico delle mie sorelle. Nonostante gli studi non ho trovato opportunità di lavoro e sono diventata sempre più introversa. Il mio unico compito era quello di sostenere, aiutare ed educare le mie sorelle. Sono passati 18 anni dalla morte di mia madre e 6 anni da quella di mio padre: anni rotolati via, anni di dimenticanza di me e di vita solitaria, senza amici e senza alcun rapporto con gli altri.»

Piange, Mervat, mentre racconta com’era la sua vita fino a 16 mesi prima, una vita “chiusa”, finché un giorno, invitata da una nipote, ha conosciuto il “club” (gruppo di promozione sociale nell’ambito del progetto Chance for Tomorrow). Ora continua a parlare, ma con un tono diverso, con accenti di gioia, mentre dice: «Finalmente ho trovato me stessa insieme ad una famiglia e ad amici che hanno aggiunto alla mia vita colore e significato».

Infatti, da quando Mervat frequenta il club ogni settimana, il gruppo rappresenta una parte importante della sua vita, come lei stessa spiega:
«La mia personalità è cambiata molto, sono diventata più aperta e disponibile verso le persone che mi circondano. Ora tratto ogni persona nella pace, ed ho sperimentato l’amore e l’amicizia di tutti i supervisori di Koz Kazah. Quando il club ha proposto un campeggio (una delle attività del progetto), ho subito prenotato il mio posto. È stata un’esperienza indimenticabile! Mi sono unita al gruppo per lavorare, vivere, mangiare e dormire insieme, e sono scomparse tutte le nostre differenze e lacune. La stessa esperienza si è ripetuta quando, durante la festa del Ramadan, ho aiutato a preparare la colazione per 600 persone. Lì ho capito il significato di amore, famiglia e amicizia; ho sentito amore, cura e sicurezza.
Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo su me stessa, sulla mia salute e sulla società in cui vivo. Ora faccio un sacco di cose che ho imparato nel club.»

Mervat ha portato a Koz Kazah anche le sue due sorelle ed entrambe sono ora fra le persone più attive nel club. Ma la sua storia non è finita qui: ha ancora un sacco di forza ed energia per lavorare e produrre. Ad un certo punto, quando da ormai 6 mesi frequentava il club, Koz Kazah ha annunciato che c’era l’opportunità di imparare un nuovo lavoro di artigianato, producendo oggetti di paglia. Mervat ha aderito subito alla proposta ma all’inizio ha incontrato alcune difficoltà ed è stata una vera e propria sfida; tuttavia per 3 mesi ha frequentato regolarmente le lezioni, imparando da altre donne e dal suo insegnante. Grazie alla sua tenacia, alla fine è diventata una delle persone che si sono maggiormente distinte nella produzione dei manufatti ed ora insegna questa tecnica ad altre ragazze. Parlando delle sue aspirazioni con una visione positiva del futuro, Mervat conclude così il racconto della sua storia:
«Ora il mio sogno è quello di ampliare il lavoro che stiamo facendo, insegnare a molte ragazze e mantenere l’amore verso tutte le persone intorno a noi.»

(a cura di Koz Kazah)

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Un Commento

  1. francesca sgarito
    Posted 14/2/2017 at 09:55 | Permalink

    Molto bello! Ci si può sempre risollevare ed essere speranza x gli altri e punti di riferimento nel cammino della vita.grazie il bello e il buono esiste.

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