Sabato 21 Gennaio 2017
 
Centro Italia: ora occorre un supplemento di fiducia

 
In questi momenti di trepidazione per la popolazione del Centro Italia, doppiamente colpito dal sisma e dalla neve, condividiamo un aggiornamento di Stefania Nardelli dell’AIPEC sul progetto RImPRESA, nato proprio per quella popolazione a seguito dei terremoti dello scorso anno.

«L’intenzione del progetto RImPRESA è quella di sostenere allevatori, agricoltori e apicoltori nella produzione, e di sostenere poi i commercianti nella vendita dei prodotti con i gruppi di acquisto.
Le scosse di mercoledì scorso ci hanno reso consapevoli di non poter intervenire con la tempestività che vorremo e di non poterci sostituire alle istituzioni che hanno un iter burocratico abbastanza lungo.

Ad oggi il principale problema non sembra essere il terremoto, ma piuttosto la neve e le basse temperature. I tubi si congelano, gli agnellini muoiono, il bestiame non ha riparo perché in alcune zone le tensostrutture per le stalle non sono ancora arrivate, i locali non ci sono, il fieno sotto la neve marcisce…  e le persone stanno perdendo fiducia.

Abbiamo stipulato un accordo con il COI di Amatrice e Accumuli (Centro Operativo Intercomunale, una struttura temporanea della Protezione Civile), con l’obiettivo di muoverci sui territori in modo coordinato ed avere conferma dei reali bisogni delle aziende della zona.

Il primo evento di lancio dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) del 18 dicembre scorso a Grottaferrata è stato come un momento di famiglia e la prima occasione per conoscere alcuni produttori e commercianti.
Alcuni giovani di Arquata, che ora vivono sulla costa, vorrebbero costituirsi in associazione di produttori con l’obiettivo di preservare il territorio dall’abbandono, ricreando le condizioni favorevoli per ospitare una comunità, che susciti il desiderio di tornare a vivere ad Arquata a quanti stanno scegliendo di rimanere sulla costa. Alcuni di loro escono dagli alberghi la mattina per tornare sui territori, lavorano tutto il giorno nella speranza di veder cambiata la situazione ma spesso tornano a casa che non è cambiato proprio niente e questo è psicologicamente faticoso.
Li sentiamo tutti i giorni, per capire insieme come procedere e perché, al di là dell’aiuto che riusciremo a dare, vogliamo dire loro che ci siamo. Che non li abbiamo abbandonati.

Abbiamo conosciuto un fornaio che per il terremoto ha perso il forno di famiglia, uno dei più antichi forni di Arquata. Il lavoro di una vita. “Se sopravvivi a 3 terremoti, ci ha detto, ci deve essere un motivo”. Ora ha trovato lavoro presso un forno di San Benedetto del Tronto ma il suo desiderio è quello di realizzare un progetto vicino ad Arquata.

La prossima settimana torneremo ad Amatrice per conoscere altri agricoltori e allevatori e cercare di rispondere alle necessità minori, dove la Protezione Civile ancora non riesce ad arrivare. I primi di febbraio saremo a Macerata e siamo inoltre in contatto con qualche azienda della zona di Norcia.
Si stanno anche preparando i prossimi due appuntamenti per la formazione dei gruppi di acquisto, l’11 e il 23 febbraio a Roma.»

Ulteriori dettagli sul progetto nella scheda >>>

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Un Commento

  1. sergio borrelli
    Posted 30/1/2017 at 23:53 | Permalink

    Credo sia davvero non facile, per AMU, orientarsi nella confusione che caratterizza le zone terremotate, ora colpite anche da nevicate abbondanti. Non si da dove cominciare… Oltretutto AMU ha una lunga esperienza di interventi e iniziative di promozione sociale e umana in Paesi del Terzo e Quarto Mondo, mentre non ha esperienze dirette in Italia. Ma di fronte ai drammi del terremoto, è giusto esserci. Apprezzo questa scelta di AMU. E allora è giusto cercare di raccordarsi con i soggetti che hanno una lunga esperienza di emergenze, come la Protezione Civile. Forse AMU potrebbe raccordarsi anche con altri enti del Terzo Settore che da sempre portano avanti progetti assistenziali e di promozione umana anche in Ttalia, come la Caritas. Mi farebbe piacere se AMU e Caritas collaborassero per aiutare le popolazioni terremotate! Sergio

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