Martedì 22 Novembre 2016
 
UNA VERA ESPERIENZA DI FRATERNITÀ

Nuovi sviluppi del progetto Nest, fino a ieri impensabili.

In Pakistan continuano a pieno ritmo le attività del Centro Nest, nato 25 anni fa a Karachi fa per rispondere alle necessità della popolazione di etnia Bagri: indù fuori casta, fortemente discriminati, che vivono in baracche ai margini dei quartieri. Negli anni il lavoro del Centro si è focalizzato su due aspetti fondamentali per l’inclusione sociale: l’istruzione e l’assistenza per ottenere i documenti di identità.
Nell’anno scolastico 2015-2016 hanno usufruito in vario modo dei servizi del centro complessivamente 115 tra ragazze e ragazzi.

Il Centro è sorto a fianco di un accampamento Bagri ma quando, nel 2014, la zona in cui erano stanziati è stata completamente sgomberata nell’arco di una sola notte, la comunità è stata costretta a dividersi in aree diverse della città. Un gruppo di famiglie si è stabilito in un terreno di fronte all’università, troppo distante dal Centro per poterlo raggiungere. Per i ragazzi Bagri la possibilità di accesso all’istruzione pareva compromessa. E invece proprio questa nuova dislocazione ha aperto una possibilità impensata: alcuni studenti di pedagogia hanno notato le baracche e hanno cominciato a visitare le famiglie, con l’idea di offrire dei percorsi formativi ai ragazzi, facendo al tempo stesso pratica di insegnamento in un contesto difficile. Questa attività, nata in modo informale, si è stabilizzata nel tempo e oggi gli studenti fanno attività di doposcuola ogni pomeriggio per un gruppo di circa 30 ragazzi, in una piccola baracca che gli studenti stessi hanno costruito. È un contributo importante in quanto molti di questi ragazzi non hanno altra possibilità di formazione.

«È soprattutto una bellissima esperienza di fraternità racconta Maria J., responsabile del Centro – che acquista un valore particolare in quanto gli studenti dell’università sono tutti musulmani e, nella cultura locale, sono rari i rapporti tra indù e musulmani. Gli studenti si incontrano ogni settimana con le insegnanti del Centro Nest per organizzare e coordinare le attività. Grazie a loro abbiamo ampliato il nostro raggio di azione e riusciamo ad operare in più quartieri.»

Francesco Marini (AMU Notizie n. 2/2016)

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