Martedì 8 Novembre 2016
 
DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2016


Presentato a Roma il 27 ottobre scorso il Dossier Statistico Immigrazione 2016, realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS.

Alla realizzazione del rapporto hanno contribuito ricercatori ed esperti delle migrazioni di tutta Italia, con l’obiettivo di proporre uno strumento di diffusione e analisi dei principali dati statistici sul fenomeno migratorio in Italia e in Europa e così favorire un livello adeguato di consapevolezza dei fenomeni migratori da parte dell’opinione pubblica, tuttora esposta al rischio di chiusure pregiudiziali.

La sezione iniziale è dedicata alla dimensione internazionale ed europea del fenomeno: i migranti nel mondo sono ulteriormente aumentati, salendo a 244 milioni, spostatisi volontariamente (in prevalenza per ragioni di lavoro e di famiglia) o meno. Anche se l’attenzione all’integrazione dei migranti economici resta preminente, ampio spazio è riservato al consistente arrivo di migranti forzati, che nel 2015 sono risultati essere ben 65,3 milioni tra richiedenti asilo, rifugiati e profughi, un picco mai raggiunto in precedenza.

Il capitolo dedicato all’emigrazione italiana conferma il carattere globale del fenomeno: sono 5 milioni i cittadini stranieri residenti sul territorio nazionale e altrettanti gli italiani che vivono all’estero. Gli uni e gli altri costituiscono un’opportunità per l’Italia, non sempre adeguatamente considerata. Infatti una narrazione più equilibrata mostra che l’immigrazione dà un apporto, a livello mondiale, alla cooperazione e al co-sviluppo e, a livello nazionale, alle esigenze demografico-previdenziali ed economico-occupazionali. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’accoglienza di rifugiati e immigrati, a determinate condizioni che ne prevedono l’integrazione e la partecipazione alla società ospitante, può contribuire alla ripresa economica, ma a tal fine serve una strategia di inserimento più aperta e non discriminatoria. Va superata la sindrome dell’invasione che, mistificando il fenomeno, instilla paure infondate sulla loro pericolosità. Lo scenario attuale rappresenta una sfida che richiede una grande preparazione e il superamento di visioni parziali e pregiudiziali: in larga misura quelli raccolti sono numeri controcorrente che aiutano ad ampliare e correggere lo sguardo sulla società in cui viviamo. “Le migrazioni sono la più antica azione di contrasto alla povertà, selezionano coloro i quali desiderano maggiormente riscattarsi, sono utili per il Paese che li riceve, aiutano a rompere l’equilibrio di povertà nel Paese di origine: quale perversione dell’animo umano ci impedisce di riconoscere un beneficio tanto ovvio?”  (John Kenneth Galbraith, economista, 1908-2006).

Fonti: Solidarietà e Cooperazione CIPSI, www.dossierimmigrazione.it

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