Martedì 19 Luglio 2016
 
KIRIBATI: I BIMBI CRESCONO (E ANCHE I CAVOLI!)

Le ultime notizie da Kiribati raccontano di un progetto in crescita e di una comunità attiva e partecipe.

Il progetto AMU nella Repubblica di Kiribati, in corso da alcuni anni, si rivolge alla popolazione di Buota, uno dei villaggi più poveri dell’isola di Tarawa. Lo scopo del progetto è quello di migliorare le condizioni di vita della comunità, attraverso iniziative rivolte principalmente a donne e bambini.

I bambini che hanno frequentato la scuola materna sono 61 (35 erano quelli previsti inizialmente), di cui 37 maschi e 24 femmine, sia cattolici che di altre confessioni e fedi religiose.
Quindici bambini hanno concluso il percorso prescolastico e hanno ottenuto dal Ministero della Pubblica Istruzione l’attestato che certifica il livello di conoscenze e competenze acquisite e li qualifica per iniziare la scuola primaria.

«Come osservato nelle precedenti relazioni, ci scrivono i referenti locali, la scuola materna è un’attività che contribuisce a rafforzare la collaborazione fra i membri della comunità. Ad esempio le madri degli alunni lavorano spesso in gruppo per fornire il supporto necessario.
Oltre ad alcune raccolte fondi realizzate con la vendita di pane e di blocchi di ghiaccio, hanno contribuito alla costruzione di una nuova aula intrecciando la paglia per il tetto. Tutta la comunità dei Focolari in Buota, che ha avuto l’idea del progetto, si è fatta carico volontariamente di costruire questa nuova aula (nella foto) per rispondere all’aumento di presenze.»

Il progetto di Kiribati prevede anche diverse attività di formazione per le donne che, scrivono i referenti, a volte sono state piuttosto difficili da organizzare a causa dello stato in cui versano le strade: le vie di comunicazione per Buota non sono sempre praticabili e raggiungere il villaggio può essere molto impegnativo!
Tuttavia anche questo aspetto è stato portato avanti.

Lo scorso anno 4 persone del Ministero della Salute hanno condotto un breve workshop sulla nutrizione dei bambini, al quale hanno partecipato in 25 persone. In quell’occasione si è parlato dell’importanza di un’alimentazione nutriente per lo sviluppo fisico e mentale, di igiene, di pianificazione familiare con metodi naturali e anche di orti biologici.
Per incoraggiare l’adozione di stili di vita salutari, l’équipe locale del progetto ha organizzato un workshop di 2 giorni su come coltivare un orto biologico, anche con la collaborazione di personale qualificato del dipartimento di Agricoltura. Si è sottolineata la necessità che molte persone si dedichino a questa attività, in modo da condividere le esperienze e apprendere più facilmente come ottenere un terreno ricco di componenti organiche.
Dall’isola hanno riferito che, verso la fine del 2015, si sono cominciati a vedere in diverse abitazioni di Buota i primi orti biologici con cavoli e pomodori!
È un aspetto importante in questo contesto, dove il progressivo aumento del livello del mare limita fortemente l’area delle terre che possono essere destinate all’agricoltura.

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